La risposta in breve

Con l’espressione rottamazione del bollo auto si indica la possibilità di pagare in forma agevolata un debito per tassa automobilistica già passato alla riscossione. Nel 2026 la cosiddetta Rottamazione-quinquies è stata estesa ai carichi di Regioni ed enti territoriali: questo ha aperto la porta anche agli arretrati del bollo, ma soltanto nelle amministrazioni che hanno scelto di aderire con una specifica delibera.

Quando un bollo arretrato può rientrare nella rottamazione territoriale 2026Fonte: Articolo 10-quinquies del decreto-legge 38/2026, convertito dalla legge 88/2026; calendario aggiornato dalla legge 113/2026 e dall’Agenzia delle entrate-Riscossione.
RequisitoChe cosa verificare
Adesione dell’enteLa Regione competente deve avere approvato e trasmesso la delibera prevista dalla legge
Tipo di debitoTassa automobilistica regionale già affidata alla riscossione
Periodo di affidamentoDal 1° gennaio 2000 al 31 dicembre 2023
Agente della riscossioneIl carico deve risultare affidato all’Agenzia delle entrate-Riscossione
DomandaSolo online dal 16 ottobre al 15 dicembre 2026
VerificaCarichi consultabili nell’area riservata dal 15 ottobre 2026

Un semplice avviso regionale o un bollo recente non ancora affidato alla riscossione non entra automaticamente nella procedura.

La misura non cancella il bollo dovuto. Si versa il capitale, insieme alle spese di notifica e delle eventuali procedure esecutive, mentre vengono meno le componenti indicate dalla disciplina agevolata, come sanzioni, interessi iscritti a ruolo, interessi di mora e aggio. Per sapere se una posizione rientra non basta quindi avere un vecchio bollo non pagato: occorre controllare la Regione, l’affidamento all’Agenzia delle entrate-Riscossione e la data del carico.

Al 21 settembre 2026 la procedura di domanda non è ancora aperta. Il calendario ufficiale, aggiornato dalla legge n. 113 del 2026, prevede la consultazione dei carichi definibili nell’area riservata dal 15 ottobre e l’invio delle domande dal 16 ottobre al 15 dicembre 2026. Non bisogna confondere questa misura con la demolizione fisica del veicolo né con la cancellazione automatica di ogni cartella.

Che cos’è davvero la rottamazione del bollo auto

Rottamare un debito significa definirlo pagando una somma ridotta rispetto all’importo complessivo maturato, non eliminare il tributo originario. Nel caso del bollo auto rimane dovuta la tassa non versata; il vantaggio deriva dall’esclusione degli importi accessori previsti dalla norma. La definizione agevolata serve quindi a chi ha una posizione ormai iscritta nei carichi della riscossione, non a chi vuole evitare il pagamento del bollo corrente.

Il bollo auto è una tassa regionale legata al possesso del veicolo. Regole, scadenze, agevolazioni e modalità ordinarie di pagamento dipendono anche dalla Regione: la guida su scadenze ed esenzioni del bollo auto spiega il funzionamento generale. Proprio perché il gettito è regionale, il legislatore statale non ha incluso indistintamente ogni arretrato: ha attribuito alle amministrazioni territoriali la scelta di aderire.

La parola rottamazione può trarre in inganno. Non c’è alcun obbligo di portare l’auto in un centro di demolizione e la misura non riguarda lo stato materiale del veicolo. È una procedura sulla cartella o sul carico fiscale. Anche un’auto già venduta o demolita può avere un vecchio bollo ancora dovuto, perché conta la situazione esistente nel periodo per cui la tassa era richiesta.

La novità del 2026: perché il bollo non rientrava automaticamente

La Rottamazione-quinquies introdotta dalla legge di bilancio 2026 riguardava determinati carichi nazionali. Il bollo auto, essendo un tributo regionale, non poteva essere considerato automaticamente incluso. L’estensione è arrivata con l’articolo 10-quinquies del decreto-legge n. 38 del 2026, inserito durante la conversione nella legge n. 88 del 22 maggio 2026.

La disposizione consente a Regioni ed enti locali di applicare la definizione agevolata alle entrate tributarie e patrimoniali affidate all’Agenzia delle entrate-Riscossione. Ogni ente doveva adottare un proprio atto e trasmetterlo nei termini. La legge n. 113 del 2026 ha poi rinviato al 31 luglio 2026 il termine per le deliberazioni e ha modificato le scadenze operative della procedura.

Questo passaggio è essenziale: due contribuenti con bolli arretrati dello stesso anno possono trovarsi in situazioni diverse se la tassa appartiene a Regioni differenti, oppure se un debito è stato affidato ad Agenzia delle entrate-Riscossione e l’altro è ancora gestito direttamente o da un concessionario diverso.

Quali bolli possono essere inclusi

Il perimetro temporale riguarda i carichi affidati all’Agenzia delle entrate-Riscossione dal 1° gennaio 2000 al 31 dicembre 2023. La data decisiva non coincide necessariamente con l’anno del bollo, con la notifica della cartella o con il momento in cui il contribuente ha ricevuto un sollecito. È la data in cui l’ente creditore ha consegnato il carico alla riscossione.

Per questo non è prudente decidere basandosi soltanto sulla memoria o sulla data stampata in alto nella cartella. Il modo più affidabile sarà consultare i carichi che l’Agenzia renderà disponibili nell’area riservata. La legge stabilisce che i dati relativi ai debiti definibili siano visualizzabili dal 15 ottobre 2026.

Possono essere interessati anche carichi già compresi in rateizzazioni ordinarie o in precedenti definizioni, se rispettano i requisiti della nuova disciplina. Occorre però verificare la singola posizione: eventuali somme già pagate restano acquisite e non vengono normalmente restituite; la domanda riguarda il debito residuo definibile.

Quali situazioni restano fuori

Non rientra il bollo dell’anno in corso soltanto perché non è stato pagato alla scadenza. Prima dell’affidamento alla riscossione possono esserci avvisi, accertamenti o richieste gestiti dalla Regione: la rottamazione territoriale non trasforma automaticamente questi atti in carichi definibili.

Restano fuori i carichi affidati dopo il 31 dicembre 2023, quelli riferiti a una Regione che non ha aderito e quelli riscossi da un soggetto diverso da Agenzia delle entrate-Riscossione, salvo una distinta misura locale. La presenza di una cartella non basta se il carico non compare fra quelli ammessi dal sistema.

Non va confusa la rottamazione con l’esenzione, la prescrizione o l’annullamento perché il veicolo era stato venduto, rubato, radiato o demolito. In questi casi si discute dell’esistenza stessa del debito e possono servire un’istanza di annullamento, documenti del PRA o un ricorso. Aderire senza verificare potrebbe significare pagare una pretesa che si riteneva non dovuta.

Come controllare se la propria Regione ha aderito

Il primo controllo va fatto sul sito istituzionale della Regione che risultava competente per il bollo. Bisogna cercare la delibera o la legge regionale relativa alla definizione agevolata prevista dall’articolo 10-quinquies del decreto-legge 38/2026. Comunicati stampa e articoli di giornale possono aiutare a orientarsi, ma non sostituiscono l’atto ufficiale.

Il secondo controllo, dal 15 ottobre 2026, sarà nell’area riservata dell’Agenzia delle entrate-Riscossione. Se il carico è stato correttamente comunicato come definibile, dovrebbe essere selezionabile nella procedura. Per accedere servono credenziali digitali: chi non le possiede può consultare le guide su come ottenere lo SPID e su come attivare la CIE per i servizi online.

Se il bollo non compare, prima di concludere che sia escluso conviene verificare Regione, anno, numero della cartella e soggetto incaricato della riscossione. Per una posizione complessa è utile chiedere chiarimenti agli sportelli ufficiali o a un professionista, evitando di inviare più domande casuali.

Come presentare la domanda

La domanda dovrà essere trasmessa esclusivamente con i servizi online dell’Agenzia delle entrate-Riscossione tra il 16 ottobre e il 15 dicembre 2026. La procedura dovrebbe consentire di scegliere i singoli carichi da includere e di indicare se pagare in un’unica soluzione oppure a rate. Prima dell’invio è consigliabile scaricare il prospetto e controllare che la voce relativa al bollo sia corretta.

La richiesta non va inviata alla motorizzazione, al PRA o all’ACI: questi soggetti svolgono funzioni diverse. Neppure un normale pagamento del bollo sul portale regionale equivale alla domanda di rottamazione. Per aderire bisogna usare il servizio specifico di Agenzia delle entrate-Riscossione entro la scadenza.

Dopo l’invio conserva la ricevuta. Entro il 28 febbraio 2027 l’Agenzia comunicherà l’accoglimento, gli importi dovuti, il piano scelto e i moduli di pagamento. Una simulazione personale può essere utile, ma l’importo vincolante è quello indicato nella comunicazione ufficiale.

Quanto si paga e che cosa viene cancellato

Per i carichi tributari la disciplina della Rottamazione-quinquies prevede il pagamento delle somme affidate a titolo di capitale, delle spese per le procedure esecutive e dei diritti di notifica. Non sono invece dovuti gli interessi iscritti a ruolo, le sanzioni, gli interessi di mora e l’aggio, nei limiti e con le modalità della misura applicabile.

Componenti del debito: che cosa si paga nella definizione agevolataFonte: Agenzia delle entrate-Riscossione, ambito applicativo della Rottamazione-quinquies; articolo 10-quinquies del DL 38/2026.
ComponenteTrattamento indicativo
Bollo auto non pagatoSi paga il capitale
SanzioniNon dovute nella definizione agevolata
Interessi iscritti a ruoloNon dovuti
Interessi di moraNon dovuti
AggioNon dovuto
Diritti di notificaRestano dovuti
Spese per procedure esecutiveRestano dovute
Somme già versateRestano acquisite e riducono il residuo, senza rimborso automatico

La quantificazione definitiva dipende dal singolo carico e dalla comunicazione inviata da Agenzia delle entrate-Riscossione.

Nel caso del bollo, il capitale corrisponde alla tassa originaria rimasta insoluta. Il risparmio può essere consistente quando il debito è vecchio, ma non è uguale per tutti: dipende dalla composizione della cartella e da quanto è già stato versato. La rottamazione non attribuisce un rimborso delle somme pagate in precedenza.

Prima di aderire bisogna distinguere fra importi accessori eliminabili e spese che restano dovute. La comunicazione delle somme dovute dell’Agenzia è il documento da usare per il pagamento.

Scadenze e numero massimo di rate

Chi sceglie il pagamento unico dovrà versare l’intera somma entro il 31 marzo 2027. In alternativa è possibile chiedere fino a 54 rate bimestrali di pari importo, cioè un piano che può estendersi per nove anni. Sulle rate decorrono interessi al 3% annuo dal 1° aprile 2027.

Calendario della rottamazione territoriale 2026Fonte: Agenzia delle entrate-Riscossione, comunicazione sulla legge n. 113/2026, aggiornata il 12 agosto 2026.
PassaggioData
Carichi visibili nell’area riservataDal 15 ottobre 2026
Apertura delle domande16 ottobre 2026
Termine per la domanda15 dicembre 2026
Comunicazione delle somme dovuteEntro il 28 febbraio 2027
Pagamento unico o prima rata31 marzo 2027
Altre rate del 202731 maggio, 31 luglio, 30 settembre e 30 novembre
Rate dal 202831 gennaio, 31 marzo, 31 maggio, 31 luglio, 30 settembre e 30 novembre
Interesse sulle rate3% annuo dal 1° aprile 2027

Il calendario riguarda la definizione agevolata degli enti territoriali dopo le modifiche della legge 113/2026.

Nel 2027, dopo la prima scadenza di marzo, le rate successive cadono il 31 maggio, il 31 luglio, il 30 settembre e il 30 novembre. Dal 2028 in poi le scadenze sono fissate al 31 gennaio, 31 marzo, 31 maggio, 31 luglio, 30 settembre e 30 novembre di ciascun anno.

Un piano lungo riduce l’esborso immediato ma aumenta gli interessi complessivi e il rischio di dimenticare una scadenza. È opportuno scegliere un numero di rate sostenibile e conservare sia la comunicazione sia le ricevute.

Che cosa succede dopo la domanda

La presentazione della domanda produce gli effetti previsti dalla disciplina della definizione agevolata sui carichi selezionati: in particolare modifica la gestione delle azioni di recupero mentre l’istanza viene trattata. Non significa però che il debito sia già estinto. L’estinzione si completa soltanto rispettando i pagamenti comunicati.

Se sullo stesso carico esiste una rateizzazione ordinaria, prima di sospendere versamenti o iniziative è necessario leggere le condizioni della nuova procedura e la ricevuta. Una domanda incompleta, respinta o decaduta può far tornare esigibile il debito residuo secondo le regole ordinarie.

La definizione di un vecchio bollo non sostituisce i pagamenti delle annualità successive. L’automobilista deve continuare a rispettare le normali scadenze regionali per evitare nuovi avvisi e nuovi carichi, che peraltro non rientrerebbero nel periodo chiuso al 31 dicembre 2023.

Decadenza: che cosa accade se non si paga

La convenienza della rottamazione dipende dal rispetto del piano. La disciplina della Rottamazione-quinquies prevede la perdita dei benefici se manca il pagamento unico, se non vengono pagate due rate anche non consecutive oppure se resta insoluta l’ultima rata. In caso di decadenza, quanto versato viene considerato acconto sul debito complessivo e la riscossione può riprendere.

Non bisogna contare su una tolleranza non verificata. Le regole sui giorni di ritardo e sul pagamento tempestivo possono avere formulazioni specifiche: occorre seguire la comunicazione ricevuta e le istruzioni ufficiali valide per la definizione territoriale. È prudente pagare con anticipo, soprattutto quando la scadenza cade vicino a giorni festivi.

Chi prevede difficoltà per un piano di nove anni dovrebbe valutare meno rate o il pagamento unico, se sostenibile. La rata più bassa non è sempre la scelta più sicura: prolunga l’impegno e richiede una gestione accurata delle scadenze.

Bollo contestato, prescritto o riferito a un veicolo venduto

La rottamazione è una scelta per definire un debito, non uno strumento per stabilire se la richiesta sia corretta. Se il bollo riguarda un periodo successivo alla vendita, un veicolo rubato o radiato, un’esenzione riconosciuta oppure un pagamento già effettuato, la prima domanda da porsi è se il carico debba essere annullato.

Servono documenti: ricevuta del pagamento, visura o formalità del PRA, denuncia di furto, certificato di rottamazione, provvedimento di esenzione o altro atto pertinente. I termini di prescrizione e le regole di notifica dipendono dalla sequenza concreta degli atti; una valutazione generica sul web non sostituisce l’esame della cartella.

Aderire può comportare conseguenze sulla contestazione. Per importi rilevanti o casi dubbi è opportuno rivolgersi a un professionista, a un’associazione di tutela dei consumatori o al servizio tributario regionale prima della scadenza, lasciando il tempo necessario per esaminare la documentazione.

Attenzione alle truffe e ai falsi moduli

Poiché le domande si aprono solo il 16 ottobre 2026, messaggi che promettono oggi un’adesione immediata meritano particolare cautela. Non bisogna inserire SPID, CIE, dati bancari o numeri di carta in link ricevuti via SMS, social o e-mail non verificata.

Il punto di partenza deve essere il sito ufficiale agenziaentrateriscossione.gov.it, digitato direttamente o raggiunto tramite un preferito sicuro. La Regione può pubblicare informazioni sull’adesione, ma l’invio della domanda avviene attraverso il servizio online dell’Agenzia.

Diffida anche da chi garantisce la cancellazione totale del bollo senza esaminare il carico. La misura elimina determinate componenti accessorie ma non il capitale. Nessun intermediario può far rientrare un debito escluso dalla legge o dalla delibera regionale.

Domande frequenti

Tutti i bolli non pagati si possono rottamare? No. Devono essere carichi affidati all’Agenzia delle entrate-Riscossione tra il 2000 e il 2023 e la Regione deve avere aderito.

La domanda è già disponibile? No. Al 21 settembre 2026 l’apertura è fissata al 16 ottobre; i carichi dovrebbero essere consultabili dal 15 ottobre.

Si cancella anche la tassa originaria? No. Si paga il capitale, mentre vengono eliminate le componenti accessorie previste dalla definizione.

Quante rate si possono chiedere? Fino a 54 rate bimestrali di pari importo, con interessi al 3% annuo dal 1° aprile 2027.

Devo demolire l’auto? No. La rottamazione riguarda il debito fiscale, non il veicolo.

Il bollo 2024 o 2025 può rientrare? Non se il relativo carico è stato affidato dopo il 31 dicembre 2023; la data da verificare è quella dell’affidamento alla riscossione.

Se la Regione non ha aderito, posso presentare domanda lo stesso? Il debito regionale non risulterà definibile con questa estensione. Occorre verificare eventuali diverse misure regionali.

Dove vedo l’importo esatto? Nella comunicazione delle somme dovute che Agenzia delle entrate-Riscossione invierà entro il 28 febbraio 2027.

In sintesi

La rottamazione del bollo auto 2026 è una definizione agevolata di alcuni arretrati regionali già affidati all’Agenzia delle entrate-Riscossione. Non vale in tutta Italia in modo automatico: serve la delibera della Regione competente e il carico deve essere stato affidato fra il 1° gennaio 2000 e il 31 dicembre 2023.

La procedura online apre il 16 ottobre e chiude il 15 dicembre 2026. L’Agenzia comunicherà quanto pagare entro il 28 febbraio 2027; il versamento unico o la prima rata scadono il 31 marzo 2027. È possibile arrivare a 54 rate bimestrali, con interessi al 3% annuo dalla data prevista.

Prima di aderire bisogna controllare che il debito sia corretto, che la Regione abbia aderito e che il carico compaia nell’area riservata. Se il bollo è già stato pagato, riguarda un’auto venduta o può essere contestato, conviene valutare l’annullamento prima di scegliere la definizione agevolata.

Casi particolari

  • La misura non è automatica in tutte le Regioni: serve una delibera di adesione.
  • Conta la data di affidamento del carico, non soltanto l’anno del bollo o della cartella.
  • Le domande online aprono il 16 ottobre 2026 e chiudono il 15 dicembre 2026.
  • Il capitale del bollo resta dovuto; il beneficio riguarda sanzioni, interessi e altri accessori previsti.
  • Sono possibili fino a 54 rate bimestrali, con interesse annuo del 3% dal 1° aprile 2027.
  • Un bollo contestabile non dovrebbe essere pagato senza prima verificare documenti e notifiche.
  • La rottamazione fiscale non comporta la demolizione del veicolo.
  • Usare soltanto i servizi ufficiali di Agenzia delle entrate-Riscossione e della Regione competente.

Verifica le informazioni

Fonti ufficiali e affidabili

01
Legge n. 113/2026: calendario della Rottamazione degli enti territoriali

Agenzia delle entrate-Riscossione

02
Legge n. 88/2026 ed estensione agli enti territoriali

Agenzia delle entrate-Riscossione

03
Ambito applicativo della Rottamazione-quinquies

Agenzia delle entrate-Riscossione

04
Legge 22 maggio 2026, n. 88

Gazzetta Ufficiale

05
Guida istituzionale al bollo auto

ACI