Quanto costa davvero un conto corrente
Non c’è un prezzo uguale per tutti. L’apertura può essere gratuita, ma il costo annuo dipende dal tipo di conto e da come viene usato. Un’offerta a canone zero può prevedere commissioni per prelievi, bonifici, carta fisica o operazioni allo sportello; un conto con canone può invece includere molti servizi.
| Tipo di conto | Spesa media nel 2024 | Che cosa significa |
|---|---|---|
| Conto bancario tradizionale | 101,1 euro | Media dei costi effettivamente sostenuti, non tariffa standard |
| Conto bancario online | 30,6 euro | In media meno costoso, ma dipende dai servizi utilizzati |
| Conto postale | 71,6 euro | Media riferita ai conti inclusi nell’indagine |
| Media ponderata complessiva | 85,3 euro | Tiene conto del peso delle tre tipologie di conto |
Le cifre escludono gli interessi e non sostituiscono l’ICC o il foglio informativo della singola offerta.
L’ultima indagine disponibile della Banca d’Italia misura le spese effettivamente addebitate alle famiglie nel 2024. La media ponderata fra conti bancari tradizionali, online e postali è stata di 85,3 euro l’anno. Il dato aiuta a orientarsi, ma non indica quanto pagherà uno specifico cliente.
Per una stima attendibile bisogna sommare costi fissi, operazioni prevedibili e imposte. Vanno poi considerati separatamente eventuali interessi e commissioni per fido o sconfinamento, che possono rendere il conto molto più costoso.
Aprire un conto corrente è gratuito
Molti conti non prevedono una commissione iniziale, soprattutto se l’apertura avviene online. Gratuito, però, non significa necessariamente privo di qualsiasi spesa: possono esserci un deposito iniziale richiesto, il costo della carta, la consegna, il canone anticipato o servizi accessori facoltativi.
Prima di firmare bisogna leggere il Documento informativo sulle spese e il Foglio informativo. La banca deve metterli a disposizione gratuitamente e indicare in modo chiaro sia le spese principali sia le condizioni dell’offerta. Le promozioni vanno controllate anche nella durata: un canone azzerato per il primo anno può diventare dovuto in seguito.
Di norma servono un documento di identità valido e il codice fiscale. Per l’apertura a distanza l’intermediario identifica il cliente con la procedura prevista, che può usare CIE, SPID, video riconoscimento o un bonifico da un conto già intestato. La banca svolge inoltre i controlli antiriciclaggio e può chiedere informazioni su professione, residenza fiscale e provenienza dei fondi.
Quali costi bisogna mettere in conto
I costi fissi si pagano anche usando poco il conto: canone mensile o annuale, quota delle carte, comunicazioni cartacee e imposta di bollo quando dovuta. I costi variabili dipendono invece dal numero e dal tipo di operazioni.
| Voce | Quando si paga | Che cosa controllare |
|---|---|---|
| Apertura o attivazione | Solo se prevista dall’offerta | Costo una tantum, deposito minimo e condizioni promozionali |
| Canone | Ogni mese o anno, salvo esenzioni | Servizi compresi e requisiti per azzerarlo |
| Carta di debito o credito | Emissione, rinnovo o quota annuale | La carta di credito può avere un contratto distinto |
| Bonifici e prelievi | Per singola operazione o oltre una soglia | Canale usato, banca dell’ATM e area geografica |
| Comunicazioni | Soprattutto per invio cartaceo | Disponibilità gratuita dei documenti digitali |
| Fido o scoperto | Quando si usa credito o si va in rosso | Tasso, commissioni e condizioni applicabili |
Le denominazioni possono cambiare tra intermediari: per confrontare le offerte occorre leggere i documenti ufficiali della banca.
Fra le voci più comuni ci sono bonifici disposti in filiale o istantanei, prelievi presso sportelli di altre banche, versamenti, pagamenti in valuta estera, assegni, duplicati e sostituzioni delle carte. È utile verificare anche il prezzo delle operazioni eccedenti il pacchetto incluso.
Fido e sconfinamento richiedono particolare attenzione. Agli interessi debitori possono aggiungersi la commissione per la messa a disposizione dei fondi e, nei casi previsti, la commissione di istruttoria veloce. Questi oneri non sono necessariamente compresi nell’ICC del profilo standard.
Quanto pesa l’imposta di bollo
Per le persone fisiche l’imposta di bollo sul conto corrente è pari a 34,20 euro l’anno quando il valore medio di giacenza supera 5.000 euro. L’addebito può essere annuale oppure frazionato secondo la periodicità dell’estratto conto.
| Giacenza media | Bollo annuo | Nota |
|---|---|---|
| Fino a 5.000 euro | Non dovuto | La verifica riguarda la giacenza media, non il saldo di un solo giorno |
| Oltre 5.000 euro | 34,20 euro | Può essere addebitato in quote durante l’anno |
| Promozione con bollo a carico della banca | Nessun addebito al cliente se le condizioni sono rispettate | Controllare durata e requisiti dell’offerta |
La tabella riguarda i conti correnti intestati a persone fisiche; casi particolari e conti aziendali richiedono una verifica separata.
Se la giacenza media non supera la soglia, l’imposta non è dovuta. Alcune banche pubblicizzano il bollo a proprio carico: in quel caso non scompare l’imposta, ma è l’intermediario a sostenerne il costo secondo le condizioni contrattuali.
Per rapporti intestati a soggetti diversi dalle persone fisiche valgono importi e regole differenti. Chi apre un conto professionale o aziendale deve quindi consultare il foglio informativo specifico e non applicare automaticamente la soglia prevista per i privati.
Come calcolare il costo annuo prima di aprire
Si parte dall’Indicatore dei costi complessivi, o ICC, riportato nel Documento informativo sulle spese. L’ICC stima la spesa annua per profili standard: giovani, famiglie e pensionati con diversi livelli di operatività. Permette di confrontare offerte costruite con lo stesso criterio.
| Voce ipotetica | Calcolo | Costo annuo |
|---|---|---|
| Canone | 4 euro × 12 mesi | 48 euro |
| Carta di debito | Quota annua | 10 euro |
| Prelievi fuori rete | 6 prelievi × 2 euro | 12 euro |
| Bonifici a pagamento | 5 bonifici × 1 euro | 5 euro |
| Imposta di bollo | Giacenza media superiore a 5.000 euro | 34,20 euro |
| Totale dell’esempio | 48 + 10 + 12 + 5 + 34,20 | 109,20 euro |
È un esempio di metodo, non il prezzo di un prodotto reale. Le tariffe effettive si trovano nei documenti della banca.
L’ICC non è però il conto finale. Bisogna scegliere il profilo più vicino alle proprie abitudini e aggiungere i servizi che potrebbero non rientrare nella simulazione: carta di credito, operazioni in valuta, fido, bonifici frequenti allo sportello o numerosi prelievi fuori rete.
Un calcolo semplice è: canone annuo più carte e servizi fissi, più numero di operazioni a pagamento moltiplicato per il prezzo unitario, più 34,20 euro di bollo se dovuto. Il risultato va confrontato con l’ICC e con almeno un’altra offerta.
Come spendere meno per mantenere il conto
Conviene scegliere il conto in base alle operazioni realmente svolte, non al solo canone pubblicizzato. Chi usa quasi esclusivamente app e bonifici online può trovare più conveniente un conto digitale; chi versa spesso contanti o usa la filiale deve valutare rete, assistenza e costi allo sportello.
Accredito dello stipendio, patrimonio depositato, età o utilizzo di altri prodotti possono azzerare il canone, ma i requisiti vanno controllati nel tempo. Abbinare investimenti o polizze soltanto per ottenere lo sconto può aumentare la spesa complessiva.
Almeno una volta l’anno la banca fornisce il Riepilogo delle spese. Confrontare il totale effettivamente pagato con l’ICC aiuta a capire se il conto è ancora conveniente. Per orientarsi si può consultare anche la scheda sul miglior conto corrente online, ricordando che condizioni e promozioni possono cambiare.
Esistono conti correnti gratuiti
Esistono offerte senza canone, ma restano possibili bollo, operazioni fuori pacchetto e costi di carte o servizi. La dicitura zero spese va quindi letta insieme al Documento informativo sulle spese, non isolata dal resto del contratto.
Il conto di base è una soluzione regolata per i servizi essenziali. Nel 2026 la Banca d’Italia ricorda che è gratuito, compreso il bollo, per chi ha un ISEE inferiore a 11.600 euro. Per i pensionati con reddito lordo annuo inferiore a 18.000 euro il canone è gratuito, mentre resta l’imposta di bollo.
Il conto di base include un numero prestabilito di operazioni e non offre fido, assegni o conto titoli. Se si superano le operazioni comprese, quelle ulteriori possono essere a pagamento.
Cambiare banca e chiudere il vecchio conto
Se il conto costa troppo, il consumatore può chiedere gratuitamente la portabilità di saldo positivo e servizi di pagamento verso un altro intermediario. La procedura deve concludersi entro 12 giorni lavorativi e si avvia presso la nuova banca.
La portabilità non chiude automaticamente il vecchio conto: la chiusura va richiesta espressamente. Prima di farlo è prudente controllare carte, assegni, addebiti ricorrenti e operazioni ancora da contabilizzare, evitando di pagare due canoni più a lungo del necessario.
I depositi ammessi sono protetti dal sistema di garanzia fino a 100.000 euro per depositante e per singola banca. Se la stessa persona possiede più conti presso lo stesso istituto, i saldi vengono cumulati ai fini del limite.
Domande frequenti
Quanto costa aprire un conto? Spesso zero euro, ma possono esserci costi iniziali, carta, consegna o condizioni da rispettare. Fa fede il Documento informativo sulle spese.
Quanto costa mantenerlo ogni anno? Nell’ultima indagine Banca d’Italia la media complessiva è stata di 85,3 euro nel 2024. Il costo personale può essere molto più basso o più alto.
Il conto a canone zero è davvero gratuito? Non sempre: si possono pagare bollo, prelievi, bonifici, carta e servizi accessori.
Quando si paga il bollo di 34,20 euro? Per una persona fisica quando la giacenza media supera 5.000 euro, salvo particolarità o promozioni in cui la banca se ne fa carico.
Come confronto due conti? Occorre usare l’ICC dello stesso profilo e leggere anche canone, carte, ATM, bonifici, operazioni allo sportello e condizioni per gli sconti.
Un conto online costa sempre meno? In media costa meno, ma può essere svantaggioso per chi usa spesso contanti, filiale o servizi non inclusi.
I soldi sul conto sono garantiti? I depositi coperti sono tutelati fino a 100.000 euro per depositante e per banca dal sistema di garanzia applicabile.
Fonti e aggiornamento
Scheda pubblicata il 10 settembre 2026. I dati medi sono quelli più recenti disponibili nell’indagine della Banca d’Italia sui costi sostenuti dalle famiglie nel 2024, pubblicata il 15 dicembre 2025.
Costi, ICC, documenti precontrattuali, portabilità e conto di base sono stati verificati nelle guide e nelle pagine di educazione finanziaria della Banca d’Italia. La protezione dei depositi è stata controllata nelle informazioni del Fondo Interbancario di Tutela dei Depositi.
Le condizioni commerciali delle banche possono cambiare. Prima dell’apertura bisogna consultare il Documento informativo sulle spese e il Foglio informativo aggiornati del prodotto scelto.
Casi particolari
- Il costo medio nazionale non è il prezzo di una singola offerta e non permette di prevedere la spesa personale.
- Canone zero non significa necessariamente conto senza costi: restano possibili bollo e commissioni.
- L’ICC è una stima per profili standard e può non comprendere fido, sconfinamenti o servizi accessori.
- Per le persone fisiche il bollo di 34,20 euro dipende dalla giacenza media superiore a 5.000 euro, non dal saldo occasionale.
- La portabilità dei servizi non comporta automaticamente la chiusura del vecchio conto.
- La tutela di 100.000 euro si applica per depositante e per banca, cumulando i conti presso lo stesso istituto.
Verifica le informazioni
Fonti ufficiali e affidabili
01Banca d’Italia
Banca d’Italia – L’economia per tutti
Banca d’Italia
Banca d’Italia – L’economia per tutti
Banca d’Italia – L’economia per tutti
Fondo Interbancario di Tutela dei Depositi