Chi è Marco Rizzo: la risposta breve

Marco Rizzo è un politico italiano nato a Torino il 12 ottobre 1959. È stato deputato alla Camera per tre legislature, dal 1994 al 2004, e parlamentare europeo dal 20 luglio 2004 al 13 luglio 2009.

La sua storia politica parte dal Partito Comunista Italiano e attraversa Rifondazione Comunista, il Partito dei Comunisti Italiani e il Partito Comunista da lui fondato nel 2009. Negli ultimi anni ha affiancato alla tradizione comunista una linea sovranista, critica verso Unione europea, NATO e globalizzazione.

La novità del 2026 è Italia Domani. Rizzo ha presentato il nuovo partito il 3 settembre alla Camera, dopo la rottura di luglio con Democrazia Sovrana Popolare. Alla data di aggiornamento di questa scheda il progetto è stato annunciato pubblicamente, mentre l’assemblea nazionale che dovrà avviarlo è fissata per il 3 ottobre 2026 all’Eur, a Roma.

Quanti anni ha, dove è nato e che lavoro faceva

Marco Rizzo è nato a Torino il 12 ottobre 1959. Ha 66 anni e ne compirà 67 il 12 ottobre 2026.

Il Portale storico della Camera dei deputati riporta una laurea in Scienze politiche e l’attività di docente presso un centro di orientamento scolastico di Torino. È figlio di un operaio della Fiat Mirafiori, un’origine familiare che Rizzo richiama spesso nel proprio racconto politico.

Prima degli incarichi nazionali ha svolto attività politica e amministrativa nel territorio torinese. La sua biografia pubblica è soprattutto politica; questa scheda non attribuisce informazioni sulla vita privata che non siano documentate da fonti dirette e affidabili.

Dal PCI a Rifondazione Comunista

Rizzo si iscrisse al Partito Comunista Italiano nel 1981. Allo scioglimento del PCI, nel 1991, partecipò alla nascita di Rifondazione Comunista, collocandosi nell’area guidata da Armando Cossutta.

In quegli anni fu consigliere provinciale a Torino e costruì il proprio profilo sui temi del lavoro, dell’industria e della rappresentanza comunista. Nel 1994 venne eletto per la prima volta alla Camera dei deputati con Rifondazione Comunista.

La Camera registra i suoi mandati nella XII, XIII e XIV legislatura. Fu quindi deputato dal 1994 fino al passaggio al Parlamento europeo nel 2004, pur risultando eletto anche nella legislatura che si concluse nel 2006.

I Comunisti Italiani e i tre mandati alla Camera

Nel 1998 Rizzo seguì Armando Cossutta nella scissione da Rifondazione Comunista che portò alla nascita del Partito dei Comunisti Italiani. Il nuovo partito sostenne il governo guidato da Massimo D’Alema dopo la caduta del primo governo Prodi.

Alla Camera Rizzo fu eletto nel 1994, nel 1996 e nel 2001. Il Portale storico gli attribuisce 157 progetti di legge presentati e 576 atti di indirizzo e controllo, oltre all’attività nelle commissioni parlamentari.

La definizione di “ex parlamentare” comprende quindi due esperienze differenti: tre elezioni alla Camera e, successivamente, un mandato al Parlamento europeo.

L’esperienza al Parlamento europeo

Rizzo fu eurodeputato dal 20 luglio 2004 al 13 luglio 2009, eletto con il Partito dei Comunisti Italiani. Sedette nel gruppo della Sinistra unitaria europea/Sinistra verde nordica e ne fu componente dell’ufficio di presidenza.

Il profilo ufficiale del Parlamento europeo lo indica come vicepresidente della commissione per il mercato interno e la protezione dei consumatori e della delegazione per le relazioni con i paesi dell’America centrale. Fu inoltre membro supplente della commissione Affari esteri e della sottocommissione Sicurezza e difesa.

Il mandato europeo si concluse nel 2009. Nello stesso anno si consumò la rottura con il Partito dei Comunisti Italiani, dal quale Rizzo venne espulso in seguito a un duro conflitto con la dirigenza.

La fondazione del Partito Comunista

Nel luglio 2009 Rizzo fondò Comunisti – Sinistra Popolare. La formazione assunse in seguito il nome di Comunisti Sinistra Popolare – Partito Comunista e, dal 2014, semplicemente Partito Comunista.

Rizzo ne fu segretario generale fino al gennaio 2023. Dopo il cambio di vertice rimase presidente onorario, incarico dal quale si dimise nel luglio 2024.

Il Partito Comunista guidato da Rizzo non va confuso con il Partito Comunista Italiano nato nel 1921 né con le altre formazioni che hanno utilizzato nomi simili. È un soggetto politico fondato nel 2009 e progressivamente ridenominato.

Da Italia Sovrana e Popolare a Democrazia Sovrana Popolare

Alle elezioni politiche del 2022 Rizzo partecipò alla costruzione della lista Italia Sovrana e Popolare. Da quell’esperienza nacque nel 2023 Democrazia Sovrana Popolare, progetto fondato insieme a Francesco Toscano e trasformato in partito nel 2024.

Rizzo ne divenne coordinatore nazionale. DSP proponeva una piattaforma sovranista, contraria alla partecipazione italiana alle guerre e critica verso Unione europea, NATO, euro e politiche economiche considerate favorevoli alle grandi concentrazioni finanziarie.

Questa fase segnò una trasformazione visibile: Rizzo continuò a definirsi comunista, ma cercò di unire gruppi provenienti da storie politiche diverse attorno alla contrapposizione tra sovranità popolare ed élite.

Perché ha lasciato Democrazia Sovrana Popolare

La rottura con DSP è diventata pubblica alla fine di luglio 2026. Il congresso convocato a Roma il 26 luglio confermò la linea di autonomia sostenuta dal presidente Francesco Toscano; Rizzo, che non partecipò, era invece favorevole a valutare alleanze con altre forze per riportare il partito in Parlamento.

Uno dei punti di maggiore tensione fu il dialogo con Roberto Vannacci e con il suo progetto Futuro Nazionale. Rizzo dichiarò di apprezzare alcune posizioni del generale, in particolare sul rifiuto della guerra, e sostenne che la divisione decisiva fosse ormai tra popolo ed élite più che tra destra e sinistra.

Sky TG24 e la Repubblica descrissero quindi l’uscita di Rizzo da DSP e la preparazione di un nuovo soggetto politico. La ricostruzione va distinta dalle accuse reciproche: Toscano parlò di “fuga”, mentre Rizzo contestò la legittimità del congresso e la linea scelta dalla maggioranza.

Che cos’è Italia Domani, il nuovo partito

Il nuovo progetto è stato anticipato nell’agosto 2026 con il nome “Italia del domani” o “Per l’Italia del Domani”. Rizzo lo ha presentato in diverse tappe del “Giro per la riscossa nazionale”, un tour in sette regioni usato per incontrare sostenitori e verificare lo spazio politico disponibile.

Il 3 settembre 2026, in una presentazione alla Camera dei deputati, il nome utilizzato è stato Italia Domani. Secondo Rizzo, il progetto vuole superare la tradizionale contrapposizione tra destra e sinistra e unire lavoratori, ceto medio, piccole imprese, artigiani, agricoltori e professionisti contro le élite economiche e finanziarie.

È corretto chiamarlo “nuovo partito” perché così è stato presentato, ma con una precisazione temporale importante: al 4 settembre 2026 l’assemblea nazionale costituente deve ancora svolgersi. Rizzo l’ha annunciata per il 3 ottobre all’Eur, a Roma. Organigramma, statuto, simbolo definitivo e alleanze andranno verificati dopo quell’appuntamento.

Quali sono le idee politiche di Marco Rizzo

Rizzo si definisce comunista e sovranista. Mette al centro lavoro, salari, industria nazionale, servizi pubblici e intervento dello Stato nell’economia, ma negli ultimi anni ha cercato interlocutori anche fuori dalla sinistra tradizionale.

È critico verso l’Unione europea e l’euro, chiede una politica estera italiana più autonoma e sostiene l’uscita dalla NATO. Si oppone all’invio di armi nei conflitti e propone la neutralità dell’Italia. Sono posizioni politiche dichiarate, non dati di fatto condivisi da tutte le forze o dagli esperti.

Nel lancio di Italia Domani ha insistito inoltre su sicurezza, immigrazione, difesa della produzione agricola e industriale, opposizione all’euro digitale e tutela del contante. La combinazione di temi sociali, nazionali e conservatori spiega perché venga spesso descritto come esponente di un’area “sovranista”; Rizzo respinge invece l’idea che le categorie destra e sinistra siano ancora sufficienti.

Quali incarichi ha ricoperto: cronologia

1981: si iscrive al Partito Comunista Italiano. 1991: partecipa alla nascita di Rifondazione Comunista. 1994: viene eletto per la prima volta alla Camera dei deputati.

1998: aderisce alla scissione che fonda il Partito dei Comunisti Italiani. 2004-2009: è deputato al Parlamento europeo. 2009: fonda Comunisti – Sinistra Popolare, formazione divenuta poi Partito Comunista.

2009-2023: guida il Partito Comunista come segretario generale. 2023-2026: è tra i promotori e poi coordinatore di Democrazia Sovrana Popolare. Luglio 2026: rompe con DSP. 3 settembre 2026: presenta Italia Domani; l’assemblea nazionale è prevista il 3 ottobre.

Domande frequenti

Quanti anni ha Marco Rizzo? Ha 66 anni: è nato il 12 ottobre 1959.

Dove è nato? A Torino.

È stato parlamentare? Sì, deputato alla Camera per tre legislature dal 1994 e parlamentare europeo dal 2004 al 2009.

È ancora nel Partito Comunista? No. Ha lasciato la presidenza onoraria nel luglio 2024 dopo esserne stato segretario fino al 2023.

È ancora in Democrazia Sovrana Popolare? No. La rottura è avvenuta alla fine di luglio 2026.

Come si chiama il nuovo partito? Italia Domani. Nella fase preparatoria è stato chiamato anche Italia del domani o Per l’Italia del Domani.

Quando nasce formalmente Italia Domani? Il progetto è stato presentato il 3 settembre 2026; l’assemblea nazionale costituente è annunciata per il 3 ottobre 2026.

Fonti e aggiornamento

La scheda è aggiornata al 4 settembre 2026. Data e luogo di nascita, titolo di studio e mandati alla Camera sono verificati sul Portale storico della Camera dei deputati; il mandato e gli incarichi europei sul profilo ufficiale del Parlamento europeo.

La rottura con Democrazia Sovrana Popolare è ricostruita attraverso Sky TG24, la Repubblica e il comunicato del presidente DSP Francesco Toscano, distinguendo i fatti verificabili dalle rispettive valutazioni politiche. La fase preparatoria di Italia del domani è documentata da RaiNews.

Il lancio del 3 settembre e la data dell’assemblea nazionale sono riportati da Adnkronos e dal canale ufficiale di Marco Rizzo. Il comunicato promozionale ospitato da ANSA è usato solo per descrivere le posizioni dichiarate dal nuovo soggetto e non per riprendere stime elettorali non confermate. La fotografia “Marco Rizzo 2” è stata resa di pubblico dominio dall’autore ed è disponibile su Wikimedia Commons.

Da sapere

  • Marco Rizzo è nato a Torino il 12 ottobre 1959.
  • È stato eletto deputato alla Camera nelle legislature XII, XIII e XIV.
  • È stato europarlamentare dal 20 luglio 2004 al 13 luglio 2009.
  • Nel 2009 ha fondato la formazione diventata Partito Comunista.
  • Ha guidato il Partito Comunista fino al 2023 ed è stato presidente onorario fino al luglio 2024.
  • È stato tra i promotori e coordinatore di Democrazia Sovrana Popolare.
  • Ha lasciato DSP alla fine di luglio 2026 dopo una frattura politica con Francesco Toscano.
  • Il 3 settembre 2026 ha presentato Italia Domani.
  • L’assemblea nazionale costituente di Italia Domani è annunciata per il 3 ottobre 2026.
  • Prima del lancio il progetto era indicato anche come Italia del domani o Per l’Italia del Domani.

Verifica le informazioni

Fonti ufficiali e affidabili

01
Profilo storico di Marco Rizzo

Camera dei deputati

02
Attività nella XII legislatura

Dati Camera

03
Mandato 2004-2009 di Marco Rizzo

Parlamento europeo

04
Scontro su Vannacci, Rizzo lascia Democrazia Sovrana Popolare

Sky TG24

05
Replica del presidente Francesco Toscano

Democrazia Sovrana Popolare

06
Nasce Italia del domani

RaiNews

07
Marco Rizzo presenta Italia Domani

Adnkronos

08
Canale ufficiale di Marco Rizzo

Telegram

09
Fotografia di Marco Rizzo

Wikimedia Commons