Età, origini e formazione

Dario Franceschini è nato a Ferrara il 19 ottobre 1958. Al 31 agosto 2026 ha 67 anni e ne compirà 68 il 19 ottobre. È laureato in Giurisprudenza all’Università di Ferrara ed esercita la professione di avvocato.

La politica fa parte della sua storia familiare: il padre Giorgio Franceschini fu deputato della Democrazia Cristiana nella seconda legislatura repubblicana. Dario Franceschini ha affiancato all’attività politica quella di scrittore di romanzi e racconti.

Il profilo ufficiale del Senato indica Ferrara come luogo di nascita e residenza e lo qualifica professionalmente come avvocato.

Gli inizi nella Democrazia Cristiana

Franceschini si è formato nella tradizione del cattolicesimo democratico. Da giovane ha militato nella Democrazia Cristiana, assumendo incarichi locali e provinciali a Ferrara.

Dopo la fine della DC ha partecipato alla stagione del Partito Popolare Italiano. In seguito è stato tra i protagonisti de La Margherita, formazione centrista dell’area di centrosinistra confluita nel Partito Democratico.

Questa traiettoria, dalla cultura popolare cattolica al PD, spiega la sua collocazione nell’area moderata e riformista del centrosinistra italiano, pur con alleanze e responsabilità cambiate nel tempo.

Dal Partito Popolare alla nascita del PD

Nel Partito Popolare Italiano Franceschini ha ricoperto ruoli di direzione nazionale; con La Margherita è entrato stabilmente nella politica parlamentare. Nel 2007 ha partecipato alla nascita del Partito Democratico ed è diventato vicesegretario durante la leadership di Walter Veltroni.

Il 21 febbraio 2009, dopo le dimissioni di Veltroni, l’Assemblea nazionale lo ha eletto segretario del PD. Ha guidato il partito fino alle primarie del 25 ottobre 2009, vinte da Pier Luigi Bersani.

Dal novembre 2009 alla fine della XVI legislatura è stato presidente del gruppo del Partito Democratico alla Camera. La sua segreteria fu quindi breve, ma si colloca in una fase decisiva della costruzione del nuovo partito.

La carriera in Parlamento

Franceschini è entrato alla Camera nel 2001 ed è stato deputato per cinque legislature consecutive, dalla XIV alla XVIII. Ha ricoperto incarichi nel gruppo parlamentare e nelle commissioni e ha partecipato all’attività legislativa fino al 2022.

Alle elezioni politiche del 25 settembre 2022 è stato eletto senatore nella regione Campania. La scheda istituzionale del Senato lo registra nel gruppo Partito Democratico – Italia Democratica e Progressista.

Il passaggio dalla Camera al Senato non ha interrotto la sua attività parlamentare: nella XIX legislatura ha assunto incarichi negli organi che si occupano di elezioni, immunità, Unione europea e procedimenti di accusa.

Che incarico ha oggi al Senato

Al 31 agosto 2026 Dario Franceschini è presidente della Giunta delle elezioni e delle immunità parlamentari, incarico che ricopre dal 15 novembre 2022. La Giunta verifica, fra l’altro, la regolarità delle elezioni dei senatori e istruisce le questioni relative alle prerogative parlamentari.

È inoltre membro della 4ª Commissione permanente, competente sulle Politiche dell’Unione europea, e del Comitato parlamentare per i procedimenti di accusa.

Non è ministro nel governo in carica. Il suo ultimo incarico alla guida del Ministero della Cultura è terminato nell’ottobre 2022 con la conclusione del governo Draghi.

Gli incarichi di governo

Tra il 1999 e il 2001 Franceschini è stato sottosegretario alla Presidenza del Consiglio nei governi D’Alema II e Amato II, con deleghe legate alle riforme istituzionali.

Nel governo Letta è stato ministro per i Rapporti con il Parlamento e il coordinamento dell’attività di governo, dal 2013 al febbraio 2014.

Dal febbraio 2014 al giugno 2018 ha guidato il Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo nei governi Renzi e Gentiloni. È tornato al dicastero nel settembre 2019 con il governo Conte II ed è rimasto ministro, con la successiva denominazione di Ministro della Cultura, fino all’ottobre 2022 nel governo Draghi.

Perché è conosciuto come ministro della Cultura

Franceschini è il politico che più a lungo ha guidato il dicastero della Cultura nella storia repubblicana, secondo la biografia pubblicata dal Ministero. I suoi mandati non furono consecutivi: una prima fase andò dal 2014 al 2018, una seconda dal 2019 al 2022.

Durante questi periodi il Ministero introdusse o sviluppò l’Art Bonus per le donazioni alla cultura, l’autonomia gestionale di musei e parchi archeologici, la selezione pubblica dei direttori, la Capitale italiana della Cultura, le domeniche gratuite e la legge sul cinema e l’audiovisivo del 2016.

La cosiddetta riforma Franceschini modificò l’organizzazione del Ministero e del sistema museale statale. Come ogni grande riforma amministrativa, ha ricevuto valutazioni politiche e professionali differenti: la scheda distingue i provvedimenti adottati dai giudizi sul loro risultato.

Art Bonus, musei e legge sul cinema

L’Art Bonus, introdotto nel 2014 e poi reso permanente, riconosce un credito d’imposta per le erogazioni liberali a favore del patrimonio culturale pubblico e di determinate istituzioni dello spettacolo. È una delle misure più associate al suo primo mandato al Ministero.

La riorganizzazione del 2014 attribuì autonomia speciale a venti musei e siti di interesse nazionale e creò una rete di poli regionali; gli interventi successivi ampliarono il numero degli istituti autonomi. I direttori furono selezionati attraverso bandi pubblici, anche internazionali.

La legge 220 del 2016 ridisegnò il sostegno pubblico a cinema e audiovisivo, istituendo un fondo dedicato e riorganizzando tax credit, contributi e organi del settore. Le norme sono state successivamente modificate: parlare di “legge Franceschini” indica la riforma originaria, non necessariamente la disciplina oggi vigente in ogni dettaglio.

Dario Franceschini scrittore

Franceschini ha pubblicato narrativa accanto ai saggi di carattere politico e culturale. Il suo primo romanzo, Nelle vene quell’acqua d’argento, è uscito nel 2006 e ha ottenuto riconoscimenti in Italia e in Francia.

Tra gli altri titoli figurano La follia improvvisa di Ignazio Rando, Daccapo, Mestieri immateriali di Sebastiano Delgado, la raccolta Disadorna e il romanzo Aqua e tera. Nel 2022 ha pubblicato il saggio Con la cultura non si mangia?, dedicato al rapporto tra politiche pubbliche, patrimonio e sviluppo.

L’attività letteraria non coincide con quella istituzionale: nei profili biografici Franceschini viene infatti indicato come politico, avvocato e scrittore.

Vita privata

Dal 2014 Dario Franceschini è sposato con Michela Di Biase, politica del Partito Democratico e deputata nella XIX legislatura. La coppia ha scelto di mantenere una parte rilevante della vita familiare fuori dalla comunicazione istituzionale.

Franceschini ha tre figlie. Per rispetto della loro privacy, soprattutto per gli aspetti non pertinenti all’attività pubblica dei genitori, questa scheda non riporta ulteriori dettagli personali.

Le informazioni biografiche utili a comprendere il suo percorso restano la formazione giuridica, la lunga attività parlamentare, gli incarichi di governo e la produzione letteraria.

Domande frequenti

Quanti anni ha Dario Franceschini? È nato il 19 ottobre 1958: al 31 agosto 2026 ha 67 anni e compirà 68 anni il 19 ottobre.

Dove è nato? A Ferrara, città nella quale risiede secondo la scheda del Senato.

Che lavoro fa? È avvocato, politico e scrittore; nel 2026 è senatore del Partito Democratico.

È ancora ministro della Cultura? No. Il suo ultimo mandato ministeriale si è concluso nell’ottobre 2022.

Qual è il suo incarico attuale? Presiede la Giunta delle elezioni e delle immunità parlamentari del Senato ed è membro della Commissione Politiche dell’Unione europea.

Quando è stato segretario del PD? Dal febbraio all’ottobre 2009.

Per quanti anni è stato parlamentare? È deputato dal 2001 al 2022 ed è senatore dal 2022.

Chi è la moglie? Michela Di Biase, deputata del Partito Democratico.

Quali libri ha scritto? Tra i più noti Nelle vene quell’acqua d’argento, Daccapo, Disadorna e Aqua e tera.

Fonti e aggiornamento 2026

Questa scheda è stata aggiornata il 31 agosto 2026 sulla base delle pagine istituzionali del Senato e della Camera, della biografia e dell’archivio del Ministero della Cultura e delle voci di Treccani e Bompiani.

Gli incarichi parlamentari possono cambiare durante la legislatura. Per la situazione più recente fa fede la scheda di attività del Senato della Repubblica, collegata tra le fonti.

Da sapere

  • È nato a Ferrara il 19 ottobre 1958 e al 31 agosto 2026 ha 67 anni.
  • È laureato in Giurisprudenza ed è avvocato.
  • È stato deputato dal 2001 al 2022 e senatore dal 2022.
  • È stato segretario nazionale del Partito Democratico da febbraio a ottobre 2009.
  • Nel 2026 presiede la Giunta delle elezioni e delle immunità parlamentari del Senato.
  • Non è più ministro della Cultura: l’incarico è terminato nell’ottobre 2022.
  • Ha guidato il dicastero della Cultura nei governi Renzi, Gentiloni, Conte II e Draghi.
  • È stato ministro per i Rapporti con il Parlamento nel governo Letta.
  • Art Bonus, autonomia dei musei e legge sul cinema del 2016 sono tra le misure associate ai suoi mandati culturali.
  • È anche autore di romanzi, racconti e saggi.
  • È sposato con la deputata Michela Di Biase.
  • La fotografia è del Ministero della Cultura e proviene da Wikimedia Commons con licenza CC BY 3.0 Italia; la versione usata è ridimensionata.

Verifica le informazioni

Fonti ufficiali e affidabili

01
Scheda di attività – XIX legislatura

Senato della Repubblica

02
Scheda parlamentare – XVIII legislatura

Camera dei deputati

03
Biografia di Dario Franceschini

Ministero della Cultura

04
Storia ed elenco dei ministri della Cultura

Ministero della Cultura

05
La riforma del Ministero e l’autonomia dei musei

Ministero della Cultura

06
Legge cinema e audiovisivo n. 220 del 2016

Direzione generale Cinema e audiovisivo – Ministero della Cultura

07
Dario Franceschini

Treccani

08
Profilo autore

Bompiani

09
Ritratto ufficiale e licenza

Wikimedia Commons