Chi è oggi Sergio Mattarella
Sergio Mattarella è il Presidente della Repubblica Italiana e il Capo dello Stato. È entrato in carica il 3 febbraio 2015, dopo essere stato eletto dal Parlamento il 31 gennaio, ed è stato rieletto il 29 gennaio 2022. È il dodicesimo Presidente della Repubblica e il secondo, dopo Giorgio Napolitano, a ricevere un secondo mandato.
Nel sistema costituzionale italiano il Presidente rappresenta l’unità nazionale e svolge una funzione di garanzia e di equilibrio tra i poteri. Non dirige il Governo e non stabilisce autonomamente l’indirizzo politico: opera attraverso le attribuzioni previste dalla Costituzione, tra cui promulgazione delle leggi, nomina del Presidente del Consiglio, scioglimento delle Camere nei casi consentiti e presidenza di organi di rilievo costituzionale.
Al 7 agosto 2026 Mattarella ha 85 anni ed è nel quinto anno del secondo mandato. La sua attività quotidiana comprende incontri istituzionali, visite in Italia e all’estero, messaggi alle Camere, discorsi pubblici e atti formali documentati dal sito del Quirinale.
Età, nascita e formazione
Sergio Mattarella è nato a Palermo il 23 luglio 1941. Si è laureato in Giurisprudenza nel 1964 all’Università La Sapienza di Roma con il massimo dei voti e la lode, discutendo una tesi dedicata alla funzione di indirizzo politico.
Dal 1967 è stato iscritto all’albo degli avvocati del Foro di Palermo. Ha insegnato diritto parlamentare nella facoltà di Giurisprudenza dell’Università di Palermo fino al 1983, quando è entrato alla Camera dei deputati ed è stato collocato in aspettativa.
La sua attività scientifica si è concentrata soprattutto sul diritto costituzionale: bicameralismo, procedimento legislativo, controllo parlamentare, amministrazione regionale e rapporti tra istituzioni. Questa formazione giuridica ha accompagnato l’intero percorso successivo, dalla politica alla Corte costituzionale fino alla Presidenza della Repubblica.
La famiglia e l’impegno civile in Sicilia
Mattarella proviene da una famiglia legata al cattolicesimo politico. Il padre Bernardo fu esponente della Democrazia Cristiana e più volte ministro. Il fratello maggiore Piersanti fu presidente della Regione Siciliana e venne ucciso dalla mafia a Palermo il 6 gennaio 1980.
L’assassinio di Piersanti è un passaggio centrale nella biografia pubblica della famiglia e nel contesto dell’impegno antimafia siciliano. Le fonti biografiche collegano l’ingresso di Sergio Mattarella nella politica nazionale anche alla volontà di proseguire una tradizione di servizio pubblico e legalità, pur mantenendo uno stile molto diverso e riservato.
La biografia ufficiale del Quirinale indica che Mattarella ha tre figli. La scheda si limita alle informazioni familiari rese pubbliche e rilevanti per comprendere il percorso istituzionale, evitando dettagli privati non necessari.
L’ingresso alla Camera e la carriera parlamentare
Mattarella è stato eletto deputato per la prima volta nel 1983 nella circoscrizione della Sicilia occidentale, nelle liste della Democrazia Cristiana. È rimasto alla Camera fino al 2008 per sette legislature consecutive, attraversando la trasformazione del sistema politico italiano tra Prima e Seconda Repubblica.
Dopo la fine della Democrazia Cristiana ha partecipato all’esperienza del Partito Popolare Italiano e successivamente della Margherita. Nella XIII legislatura è stato presidente del gruppo parlamentare dei Popolari e Democratici fino all’ottobre 1998.
Alla Camera ha lavorato nelle commissioni Affari costituzionali e Affari esteri, nel Comitato per la legislazione e nelle commissioni bicamerali per le riforme istituzionali. Ha fatto parte anche delle commissioni d’inchiesta sul terrorismo e le stragi e sulla mafia. Il Portale storico della Camera documenta mandati, incarichi, progetti di legge e interventi.
Gli incarichi di Governo
Dal luglio 1987 al luglio 1989 Mattarella è stato Ministro per i Rapporti con il Parlamento. La biografia del Quirinale collega a quel periodo la riforma dell’ordinamento della Presidenza del Consiglio e il superamento del voto segreto come modalità ordinaria nelle assemblee parlamentari.
Dal luglio 1989 al luglio 1990 è stato Ministro della Pubblica Istruzione. Durante il suo mandato si svolse la Conferenza nazionale della scuola e fu approvata la riforma degli ordinamenti della scuola elementare prevista dalla legge numero 148 del 1990.
Nell’ottobre 1998 è diventato vicepresidente del Consiglio nel Governo D’Alema. Dal dicembre 1999 al giugno 2001 ha ricoperto l’incarico di Ministro della Difesa: in quella fase furono approvate l’abolizione della leva militare obbligatoria e la trasformazione dell’Arma dei Carabinieri in forza armata autonoma, mentre l’Italia partecipava a missioni internazionali nei Balcani.
La legge elettorale chiamata “Mattarellum”
Il nome di Mattarella è legato anche alla riforma elettorale del 1993, della quale fu relatore alla Camera. Le leggi numero 276 e 277 introdussero un sistema misto: circa tre quarti dei seggi venivano assegnati in collegi uninominali maggioritari e la parte restante con metodo proporzionale.
Il giornalista Giovanni Sartori coniò per quel sistema il soprannome “Mattarellum”, poi entrato nel linguaggio politico. La legge fu utilizzata nelle elezioni del 1994, 1996 e 2001 e venne sostituita nel 2005.
L’episodio mostra la specializzazione di Mattarella nelle regole parlamentari e costituzionali. Il soprannome non indica una legge scritta da una sola persona, ma richiama il ruolo da relatore e mediatore ricoperto nell’elaborazione parlamentare del testo.
Dalla politica alla Corte costituzionale
Nel 2008 Mattarella non si è ricandidato e ha concluso la propria attività politica elettiva. Nel maggio 2009 il Parlamento lo ha eletto componente del Consiglio di presidenza della giustizia amministrativa, organo del quale è stato anche vicepresidente.
Il 5 ottobre 2011 è stato eletto giudice costituzionale dal Parlamento in seduta comune e ha prestato giuramento l’11 ottobre. Ha esercitato l’incarico fino al 2 febbraio 2015, quando è cessato dalla Corte in seguito all’elezione alla Presidenza della Repubblica.
Il passaggio dalla Camera alla giustizia costituzionale consolidò il suo profilo di giurista delle istituzioni. Al momento della candidatura al Quirinale aveva quindi maturato esperienze nel potere legislativo, nell’esecutivo e in un organo di garanzia costituzionale.
Le elezioni del 2015 e la rielezione del 2022
Il 31 gennaio 2015 Mattarella è stato eletto Presidente della Repubblica al quarto scrutinio con 665 voti. Ha prestato giuramento il 3 febbraio davanti al Parlamento in seduta comune e da quel momento ha iniziato formalmente il primo settennato.
Alla scadenza del mandato aveva manifestato l’intenzione di non essere rieletto. L’elezione presidenziale del gennaio 2022, tuttavia, non riuscì a individuare una candidatura condivisa nelle prime votazioni. Le principali forze parlamentari gli chiesero quindi di accettare un secondo mandato.
Il 29 gennaio 2022 Mattarella è stato rieletto all’ottavo scrutinio con 759 voti su 983 presenti e votanti. Il nuovo giuramento si è svolto il 3 febbraio. La rielezione ha assicurato continuità istituzionale in una fase segnata dalla pandemia, dall’attuazione del Piano nazionale di ripresa e resilienza e da crescenti tensioni internazionali.
Cosa fa il Presidente della Repubblica
La Costituzione definisce il Presidente Capo dello Stato e rappresentante dell’unità nazionale. Tra le sue attribuzioni vi sono l’autorizzazione dei disegni di legge governativi, la promulgazione delle leggi, l’emanazione dei decreti, l’indizione delle elezioni e dei referendum e la possibilità di inviare messaggi alle Camere.
Il Presidente nomina il Presidente del Consiglio e, su proposta di quest’ultimo, i ministri. Può sciogliere le Camere dopo averne sentito i presidenti, salvo i limiti costituzionali, e può rinviare una legge al Parlamento con un messaggio motivato prima della promulgazione. Questi poteri sono esercitati entro regole, prassi e responsabilità condivise con gli altri organi dello Stato.
Mattarella presiede inoltre il Consiglio superiore della magistratura e il Consiglio supremo di difesa, ha il comando delle Forze armate, accredita i rappresentanti diplomatici, può concedere la grazia e nomina una parte dei giudici costituzionali e fino a cinque senatori a vita per altissimi meriti.
Lo stile istituzionale e il ruolo nell’attualità
La cifra pubblica di Mattarella è associata a sobrietà, linguaggio misurato e richiamo costante alla Costituzione. Nei discorsi insiste frequentemente su unità nazionale, dignità della persona, lavoro, solidarietà, autonomia delle istituzioni, integrazione europea e rispetto del diritto internazionale.
Durante la Presidenza ha gestito fasi politiche complesse, consultazioni per la formazione di diversi governi, lo scioglimento delle Camere e passaggi segnati da emergenze sanitarie, economiche e internazionali. Il Capo dello Stato non sostituisce le scelte di Parlamento e Governo, ma interviene come garante della continuità e del corretto funzionamento delle istituzioni.
Al 7 agosto 2026 Mattarella resta una figura centrale perché ogni crisi di governo, legge di particolare rilievo o passaggio elettorale coinvolge le competenze del Quirinale. Per seguire il suo operato è preferibile consultare discorsi, comunicati e atti ufficiali, distinguendo le decisioni presidenziali dalle interpretazioni politiche che ne vengono date.
Da sapere
- 1941: nasce a Palermo il 23 luglio.
- 1964: si laurea in Giurisprudenza alla Sapienza di Roma.
- 1983: viene eletto deputato per la prima volta.
- 1987–2001: ricopre diversi incarichi di Governo, fino al Ministero della Difesa.
- 1993: è relatore della legge elettorale poi chiamata “Mattarellum”.
- 2011: viene eletto giudice della Corte costituzionale.
- 2015: è eletto dodicesimo Presidente della Repubblica con 665 voti.
- 2022: è rieletto Presidente della Repubblica con 759 voti.
Verifica le informazioni
Fonti ufficiali e affidabili
01Presidenza della Repubblica
Portale storico della Camera dei deputati
Corte costituzionale
Archivio storico del Quirinale
Archivio storico del Quirinale
Presidenza della Repubblica
Archivio storico del Quirinale
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