Che cos’è il certificato dei carichi pendenti
Il certificato dei carichi pendenti indica i procedimenti penali in corso nei quali una persona ha assunto la qualità di imputato e gli eventuali giudizi di impugnazione, con le esclusioni previste dal Testo unico del casellario giudiziale.
Non riguarda una semplice denuncia né tutte le indagini preliminari. Per conoscere, nei limiti consentiti dalla legge, se il proprio nome è iscritto nel registro delle notizie di reato come indagato o persona offesa si utilizza invece la comunicazione prevista dall’articolo 335 del codice di procedura penale.
Il certificato non equivale a una valutazione di colpevolezza: un procedimento pendente non è una condanna definitiva e resta valido il principio di presunzione di innocenza.
Dove si richiede
La richiesta si presenta all’Ufficio locale del casellario istituito presso una Procura della Repubblica. Il Ministero della Giustizia indica come ufficio di riferimento la Procura presso il Tribunale competente per il luogo di residenza dell’interessato.
È possibile rivolgersi anche a una Procura diversa, ma il contenuto può essere limitato ai procedimenti pendenti presso il relativo Tribunale. Prima di scegliere un ufficio diverso da quello di residenza bisogna verificare se il documento è adatto allo scopo per cui viene richiesto.
Orari, accesso, appuntamento, pagamento e tempi di consegna cambiano da ufficio a ufficio. Il sito della Procura scelta resta il riferimento operativo da controllare prima di presentarsi.
Come prenotarlo online
Dal servizio ufficiale Certificati Casellario del Ministero della Giustizia si selezionano l’ufficio presso cui ritirare il certificato, il tipo di documento, il numero di copie, l’eventuale urgenza e, quando prevista, la causa di esenzione.
Dopo l’invio si riceve per e-mail il numero di prenotazione e i moduli già compilati per la richiesta e per l’eventuale delega. Il sistema consente di prenotare inserendo i dati richiesti e un indirizzo e-mail.
La procedura non rilascia un certificato digitale da scaricare. Il documento va ritirato allo sportello dell’Ufficio locale selezionato, presentando il modulo firmato oppure il numero di prenotazione, un documento valido e quanto richiesto per il pagamento. Non tutti gli uffici hanno attivato la prenotazione per ogni servizio; alcuni richiedono anche un appuntamento separato per il ritiro.
Quali documenti servono
In genere occorrono il modulo di richiesta firmato, la copia di un documento di identità in corso di validità e le marche o ricevute di pagamento previste. Per una richiesta esente bisogna indicare l’uso e portare la documentazione che prova il diritto all’esenzione.
Se la domanda è stata prenotata online, l’e-mail di conferma contiene il modulo compilato. Al ritiro è prudente portare il modulo firmato, il numero di prenotazione e il documento originale, verificando le istruzioni pubblicate dalla Procura.
Gli uffici possono accettare anche richieste allo sportello o per posta, ma modalità, allegati, busta preaffrancata e forme di pagamento non sono uniformi. Non bisogna spedire documenti o denaro prima di aver letto le indicazioni della Procura competente.
Come richiederlo con una delega
Il certificato può essere richiesto o ritirato da una persona delegata. L’interessato deve firmare la domanda e la delega e allegare la copia del proprio documento di identità; il delegato deve presentare anche il proprio documento.
Il servizio online genera il modulo di delega quando questa opzione viene selezionata. La Procura può chiedere che delega e richiesta siano entrambe firmate in originale al momento del ritiro.
Per minorenni, persone interdette, detenute o soggette ad amministrazione di sostegno si applicano regole specifiche. In questi casi è opportuno contattare l’ufficio prima della richiesta e verificare chi può firmare e quali atti di rappresentanza allegare.
Quanto costa nel 2026
Il costo ordinario è 19,92 euro per ogni certificato: 16 euro di imposta di bollo e 3,92 euro di diritti di certificato. In caso di urgenza si aggiunge un ulteriore diritto di 3,92 euro, per un totale di 23,84 euro.
Il pagamento avviene spesso con marche acquistate presso un rivenditore autorizzato, ma alcuni uffici prevedono procedure diverse. Il portale di prenotazione indica l’importo; bisogna comunque controllare la pagina della Procura selezionata.
Il rilascio è gratuito nei casi previsti dalla legge, tra cui l’uso nelle controversie di lavoro, previdenza e assistenza obbligatoria, nelle procedure di adozione o affidamento di minori, nei procedimenti con ammissione al patrocinio a spese dello Stato e per la domanda di riparazione dell’errore giudiziario. L’esenzione va dichiarata e documentata.
Quanto tempo ci vuole e quanto dura
Non esiste un tempo identico in tutta Italia. Alcune Procure rilasciano il certificato urgente il giorno stesso o quello successivo e quello ordinario dopo alcuni giorni lavorativi; altre prevedono tempi più lunghi. La scelta dell’urgenza non sostituisce un eventuale appuntamento per il ritiro.
Nel sistema online bisogna leggere la scheda dell’ufficio prima di confermare la prenotazione. Se il certificato non viene ritirato entro trenta giorni dalla prenotazione, il Ministero informa che la richiesta viene annullata dal sistema.
Il certificato ha validità di sei mesi dalla data del rilascio. Chi lo deve presentare a un ente o a un soggetto privato dovrebbe controllare anche che il destinatario non richieda un documento più recente.
Carichi pendenti e casellario giudiziale: la differenza
Il certificato del casellario giudiziale riporta i provvedimenti iscritti nel casellario, comprese in particolare le condanne definitive menzionabili. Il certificato dei carichi pendenti riguarda invece procedimenti penali ancora in corso nei quali è stata esercitata l’azione penale e la persona è imputata.
I due documenti rispondono a domande diverse: il casellario guarda principalmente ai provvedimenti già definitivi; i carichi pendenti alle pendenze processuali non ancora concluse. Se un bando o un datore di lavoro chiede entrambi, un certificato non sostituisce l’altro.
Neppure un certificato dei carichi pendenti privo di iscrizioni dimostra che non esista alcuna indagine. Le indagini preliminari non coincidono con i procedimenti menzionati e la copertura territoriale non è ancora automaticamente nazionale.
Il limite territoriale del certificato
Il Ministero della Giustizia precisa che il casellario nazionale dei carichi pendenti non è ancora attivo. Il certificato rilasciato dalla Procura competente per la residenza riporta le pendenze presso quell’ufficio e quelle della Direzione distrettuale antimafia di cui abbia ricevuto comunicazione.
Una Procura diversa da quella di residenza può rilasciare il documento, ma in tal caso risultano i procedimenti del relativo Tribunale. Chi deve conoscere pendenze presso più uffici può dover presentare richieste alle Procure interessate.
Questo limite va considerato soprattutto quando il certificato è richiesto per una procedura formale. È il destinatario del documento, o il professionista che segue la pratica, a dover confermare quale ufficio e quale estensione siano necessari.
Quando si può usare l’autocertificazione
Nei rapporti con le pubbliche amministrazioni e con i gestori di pubblici servizi, i dati sui carichi pendenti rientrano tra quelli che l’interessato può dichiarare ai sensi dell’articolo 46 del DPR 445/2000. L’amministrazione effettua poi i controlli previsti.
L’autocertificazione non si usa automaticamente nei rapporti tra privati. Un soggetto privato può accettarla, ma può anche richiedere il certificato nei limiti consentiti dalla legge e per una finalità legittima.
Dichiarazioni non veritiere comportano decadenza dai benefici e possibili conseguenze penali. In caso di dubbio non bisogna interpretare da soli la propria posizione processuale: è opportuno chiedere chiarimenti all’ufficio o a un avvocato.
Domande frequenti
Serve SPID per prenotare? Il portale del Ministero consente la prenotazione inserendo i dati richiesti e un’e-mail; non trasforma però il certificato in un documento scaricabile.
Si può ricevere tutto online? Il servizio nazionale è una prenotazione. Il ritiro avviene presso l’ufficio scelto, salvo modalità ulteriori eventualmente offerte dalla singola Procura.
Può ritirarlo un’altra persona? Sì, con delega firmata e documenti del delegante e del delegato secondo le istruzioni dell’ufficio.
Quanto costa? Normalmente 19,92 euro; con urgenza 23,84 euro. Alcuni usi previsti dalla legge sono esenti.
Quanto vale? Sei mesi dalla data di rilascio.
Un certificato vuoto significa che non ci sono indagini? No. Il certificato riguarda le pendenze menzionabili dopo l’esercizio dell’azione penale e risente anche del limite territoriale del sistema attuale.
Dove si trova il modulo? Nel portale di prenotazione e nella sezione modulistica della Procura competente.
Casi particolari
- La prenotazione online non produce un PDF: il certificato va ritirato presso la Procura selezionata.
- Il sistema nazionale dei carichi pendenti non è ancora attivo; la copertura del certificato può essere limitata territorialmente.
- Un procedimento pendente non è una condanna e vale la presunzione di innocenza.
- Le indagini preliminari non coincidono con i procedimenti riportati nel certificato; per le iscrizioni nel registro delle notizie di reato esiste la richiesta ex articolo 335 c.p.p.
- Il costo ordinario è 19,92 euro; con urgenza è 23,84 euro, salvo esenzioni previste dalla legge.
- Tempi, appuntamenti e modalità di pagamento cambiano da Procura a Procura.
- Il certificato ha validità di sei mesi dalla data di rilascio.
- La domanda e il ritiro possono essere delegati con moduli firmati e copie dei documenti.
- Nei rapporti con la pubblica amministrazione i carichi pendenti possono essere autocertificati ai sensi del DPR 445/2000.
- Un certificato senza iscrizioni non prova l’assenza di qualsiasi indagine o pendenza presso ogni ufficio giudiziario italiano.
Verifica le informazioni
Fonti ufficiali e affidabili
01Ministero della Giustizia
Ministero della Giustizia
Ministero della Giustizia
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Normattiva
Procura della Repubblica presso il Tribunale di Venezia
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