Quando si deve fare la revisione auto

Per le autovetture private la regola è chiamata spesso “4+2”: la prima revisione deve essere effettuata dopo quattro anni dalla prima immatricolazione, entro la fine del mese in cui fu rilasciata la carta di circolazione; dopo la prima, il controllo va ripetuto ogni due anni, entro la fine del mese dell’ultima revisione.

La scadenza non si calcola dal giorno preciso. Se un’auto è stata immatricolata il 12 settembre 2022, la prima revisione deve essere completata entro il 30 settembre 2026. Se l’ultima revisione è stata effettuata il 7 novembre 2024, la successiva deve essere fatta entro il 30 novembre 2026.

La periodicità riguarda anche le normali auto elettriche e ibride della categoria M1: il tipo di alimentazione non modifica, da solo, la scadenza. Il controllo resta obbligatorio anche se il veicolo percorre pochi chilometri o rimane a lungo fermo in un’area privata.

Come trovare la data dell’ultima revisione

La data può essere controllata sul documento di circolazione e sul certificato consegnato dopo il controllo. Per i dati registrati telematicamente è disponibile anche il servizio gratuito “Verifica revisioni effettuate” del Portale dell’Automobilista, nel quale si inseriscono il tipo di veicolo e la targa.

Il risultato riporta gli esiti disponibili e il chilometraggio rilevato durante il controllo. È utile per ricordare la scadenza e, quando si valuta un’auto usata, per confrontare la progressione dei chilometri; non sostituisce però la documentazione di manutenzione né certifica da solo l’intera storia del veicolo.

Per calcolare il termine successivo occorre guardare il mese dell’ultima revisione regolare. Non bisogna confondere questa data con quella del tagliando, del bollo o dell’assicurazione, che seguono regole diverse.

Quali veicoli devono fare la revisione ogni anno

La cadenza annuale si applica a categorie sottoposte a uso o responsabilità particolari: taxi, auto a noleggio con conducente, autobus, autoambulanze, veicoli atipici e veicoli per trasporto di cose o rimorchi con massa complessiva superiore a 3,5 tonnellate.

Per una normale autovettura a uso privato resta invece valida la cadenza 4+2. Se sulla carta di circolazione compaiono una destinazione d’uso speciale, una massa o una categoria non ordinaria, è opportuno verificare la scadenza con la Motorizzazione o con un centro autorizzato.

Motoveicoli, ciclomotori e rimorchi fino a 3,5 tonnellate seguono in generale la stessa periodicità quadriennale iniziale e biennale successiva indicata dal Ministero, ma questa pagina si concentra sulle autovetture.

Quanto costa la revisione auto nel 2026

La pagina ufficiale del Ministero, aggiornata il 28 novembre 2025, indica 45 euro per la revisione effettuata presso un Ufficio della Motorizzazione civile, tramite la tariffa PagoPA N046. Prima di pagare bisogna contattare l’ufficio scelto: in una parte delle sedi la revisione periodica delle auto fino a 3,5 tonnellate non viene effettuata.

In un’officina privata autorizzata il costo complessivo indicato dal Ministero è di circa 79 euro, IVA inclusa. Il riferimento normalmente riportato è 79,02 euro, formato dalla tariffa di revisione, dall’IVA, dai diritti di Motorizzazione e dagli oneri di riscossione.

Eventuali controlli preliminari, riparazioni, sostituzioni o altri servizi richiesti all’officina sono separati dalla revisione e possono aumentare la spesa. Il Bonus veicoli sicuri da 9,95 euro era una misura temporanea: il Ministero precisa che l’iniziativa si è conclusa il 31 dicembre 2023 e non è disponibile per le revisioni del 2026.

Dove si fa e come si prenota

La revisione può essere effettuata presso un centro privato autorizzato oppure, quando il servizio è disponibile, presso un Ufficio della Motorizzazione civile. Il Portale dell’Automobilista mette a disposizione la ricerca delle officine autorizzate e l’elenco degli uffici.

Nel centro privato è normalmente sufficiente prenotare, portare il veicolo e presentare il documento di circolazione. Per la Motorizzazione servono la domanda sul modello TT2100, la ricevuta del pagamento PagoPA previsto e la prenotazione della visita e prova; procedure e disponibilità vanno verificate con la sede competente.

Per una normale auto soggetta a revisione biennale, avere fissato un appuntamento dopo la scadenza non autorizza a continuare a circolare. Conviene quindi prenotare con anticipo e completare il controllo entro l’ultimo giorno del mese utile.

Che cosa viene controllato durante la revisione

La revisione verifica che il veicolo mantenga condizioni adeguate di sicurezza, rumorosità ed emissioni. I controlli riguardano identificazione del mezzo, impianto frenante, sterzo, visibilità, luci e impianto elettrico, assi, ruote, pneumatici, sospensioni, telaio e altri equipaggiamenti.

Vengono controllati anche i dispositivi obbligatori e le emissioni inquinanti secondo il tipo di motore. Durante la revisione si legge inoltre il contachilometri, se presente come normale dotazione, e il dato viene registrato nel sistema della Motorizzazione.

Prima dell’appuntamento è utile controllare luci, indicatori, clacson, tergicristalli, cinture, pneumatici, targa e spie sul quadro. Una verifica preventiva non garantisce l’esito positivo, ma riduce il rischio di dover ripetere il controllo per difetti facilmente risolvibili.

Gli esiti: regolare, ripetere o sospeso

Con esito “regolare” il centro rilascia il certificato di revisione e registra il controllo; il veicolo può circolare fino alla scadenza successiva. Il certificato contiene anche il chilometraggio rilevato, che il proprietario dovrebbe controllare subito per chiedere l’eventuale correzione di errori.

Con esito “ripetere” bisogna riparare le carenze indicate e sottoporre il veicolo a una nuova revisione entro un mese. La circolazione è ammessa nel periodo previsto soltanto dopo il ripristino dell’efficienza, che deve risultare dalla documentazione richiesta.

Con esito “sospeso” le carenze sono incompatibili con la normale circolazione. Il veicolo deve essere riparato e sottoposto a una nuova revisione; non può essere usato liberamente nel frattempo. Le indicazioni riportate sul certificato e dall’ispettore vanno seguite con precisione.

Cosa succede se la revisione è scaduta

Dopo la fine del mese di scadenza non esiste un periodo generale di tolleranza per l’auto privata. Il veicolo non dovrebbe circolare finché non viene revisionato. La sola prenotazione presso un centro non prolunga la validità della revisione.

Se la violazione viene accertata, il documento di circolazione viene annotato e il veicolo è sospeso dalla circolazione fino alla revisione. L’articolo 80 consente di muoverlo soltanto per recarsi alla revisione secondo le condizioni previste; per evitare dubbi e ulteriori violazioni è prudente concordare prima modalità e tragitto con il centro o con l’ufficio competente.

La mancata revisione può essere rilevata anche attraverso sistemi automatici di lettura delle targhe. Lasciare il veicolo fermo su area privata evita la circolazione irregolare, ma non elimina l’obbligo di completare la revisione prima di tornare su strada.

Quali sono le sanzioni per revisione scaduta

L’articolo 80 del Codice della strada prevede, per chi circola senza avere sottoposto il veicolo alla revisione prescritta, una sanzione amministrativa da 173 a 694 euro. L’importo è raddoppiabile quando la revisione è stata omessa per più di una scadenza.

Oltre alla multa, il veicolo viene sospeso dalla circolazione fino all’effettuazione della revisione. Se si circola abusivamente con un veicolo già sospeso in attesa dell’esito, la sanzione indicata dalla norma va da 1.998 a 7.993 euro e si aggiunge il fermo amministrativo per 90 giorni; in caso di reiterazione è prevista la confisca.

Gli importi delle sanzioni possono essere aggiornati dalla legge. Quelli riportati sono i valori vigenti consultati nell’agosto 2026 sulla versione in vigore dell’articolo 80: in caso di verbale o contestazione bisogna fare riferimento al testo applicabile alla data della violazione.

Revisione e tagliando non sono la stessa cosa

La revisione è un controllo obbligatorio regolato dalla legge e registra un esito ufficiale. Il tagliando è invece la manutenzione periodica prevista dal costruttore: può comprendere cambio dell’olio, filtri, liquidi e verifiche programmate in base a tempo e chilometraggio.

Avere eseguito il tagliando non sostituisce la revisione; allo stesso modo, superare la revisione non dimostra che tutta la manutenzione consigliata sia stata effettuata. Per sicurezza, affidabilità e valore dell’auto occorre rispettare entrambi i programmi.

La revisione non coincide neppure con il controllo del bollo o della copertura assicurativa. Sono obblighi separati, con scadenze e conseguenze differenti.

Casi particolari

  • Prima revisione entro la fine del mese del quarto anno dalla prima immatricolazione; poi ogni due anni.
  • Esempio: immatricolazione a settembre 2022, prima revisione entro il 30 settembre 2026.
  • Costo ufficiale: 45 euro in Motorizzazione e circa 79 euro in un centro autorizzato.
  • Il Bonus veicoli sicuri è terminato il 31 dicembre 2023 e non vale per le revisioni 2026.
  • Una prenotazione dopo la scadenza non consente alla normale auto privata di continuare a circolare.
  • Taxi, NCC, autobus, autoambulanze e alcune categorie pesanti o speciali hanno revisione annuale.
  • Con esito “ripetere” si ripara il veicolo e si torna al controllo entro un mese; con “sospeso” non si può circolare normalmente.
  • La revisione scaduta comporta una sanzione da 173 a 694 euro e la sospensione dalla circolazione.
  • Revisione, tagliando, bollo e assicurazione sono adempimenti distinti.

Verifica le informazioni

Fonti ufficiali e affidabili

01
Revisione periodica: scadenze, costi, sedi ed esiti

Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti

02
Articolo 80 del Codice della strada: revisioni e sanzioni

Normattiva

03
Controlli tecnici ed esiti della revisione

Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti – Decreto 214/2017

04
Verifica delle revisioni effettuate tramite targa

Portale dell’Automobilista

05
Ricerca delle officine autorizzate

Portale dell’Automobilista

06
Bonus veicoli sicuri: iniziativa conclusa

Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti – FAQ