Che cos’è un mutuo e come funziona
Un mutuo è un contratto con cui una banca o un altro intermediario consegna una somma di denaro e il cliente si impegna a restituirla in un periodo stabilito, pagando gli interessi. Per l’acquisto di una casa il finanziamento è normalmente garantito da un’ipoteca: se il debito non viene rimborsato, la banca può far vendere l’immobile seguendo la procedura prevista dalla legge.
Il rimborso avviene con rate mensili, trimestrali, semestrali o con un’altra frequenza indicata nel contratto. Ogni rata contiene una quota capitale, che riduce il debito, e una quota interessi, calcolata sul capitale ancora da restituire. Il calendario completo dei pagamenti è il piano di ammortamento.
Dalla richiesta all’erogazione
La banca valuta il reddito, gli impegni finanziari già esistenti, la storia dei pagamenti e la capacità futura di sostenere le rate. Per un mutuo immobiliare dispone inoltre una perizia per stimare il valore dell’immobile e svolge verifiche giuridiche sulla proprietà. La concessione non è automatica: importo e condizioni dipendono dal merito creditizio e dalle politiche dell’intermediario.
Se la pratica viene approvata, si arriva alla stipula davanti al notaio, alla costituzione dell’ipoteca e all’erogazione della somma secondo le modalità concordate. Prima di firmare, il consumatore riceve il PIES, il Prospetto informativo europeo standardizzato, utile per confrontare in modo omogeneo tasso, costi, rate e rischi delle offerte.
Da che cosa dipende la rata
I quattro dati principali sono il capitale finanziato, il tasso di interesse, il numero totale delle rate e la loro frequenza. A parità di tasso e durata, chiedere più capitale aumenta la rata. A parità di capitale e tasso, allungare la durata abbassa la singola rata ma aumenta normalmente gli interessi complessivi, perché il debito resta aperto più a lungo.
Conta anche il tipo di ammortamento. Nel sistema “alla francese”, molto diffuso in Italia, la rata resta uguale se il tasso è fisso, mentre cambia la sua composizione: all’inizio prevalgono gli interessi; con il passare del tempo la quota interessi diminuisce e cresce la quota capitale.
La formula per calcolare la rata del mutuo
Per un mutuo a tasso fisso con rate costanti si usa la formula R = C × [i × (1 + i)^n] / [(1 + i)^n − 1]. R è la rata, C il capitale iniziale, i il tasso relativo a ogni periodo e n il numero totale delle rate.
Con pagamenti mensili, in una simulazione semplificata i si ottiene dividendo il TAN annuo per 12 e n moltiplicando gli anni per 12. Un TAN del 3,5% corrisponde quindi a 0,035 / 12, mentre 25 anni corrispondono a 300 rate. La formula calcola capitale e interessi, non tutti i costi accessori del mutuo.
Esempio: mutuo da 150.000 euro in 25 anni
Ipotizziamo un capitale di 150.000 euro, TAN fisso del 3,5%, durata di 25 anni e 300 rate mensili. Inserendo questi valori nella formula, la rata teorica è di circa 750,94 euro al mese. Il totale delle 300 rate è circa 225.280,61 euro: la differenza di circa 75.280,61 euro rappresenta gli interessi della simulazione.
Il risultato non è un preventivo. Non include spese notarili, imposte, istruttoria, perizia, incasso rata, conto di appoggio o assicurazioni. Inoltre il piano effettivo della banca può variare per date di erogazione, criteri di conteggio dei giorni, arrotondamenti e condizioni contrattuali.
Tasso fisso, variabile e altre formule
Con il tasso fisso la percentuale concordata non cambia per tutta la durata: nel piano a rata costante, l’importo resta prevedibile. Con il tasso variabile il tasso viene aggiornato in base a un parametro previsto dal contratto, più lo spread della banca; la rata può quindi salire o scendere. Esistono anche mutui misti, con opzione di cambio, a tasso doppio o variabili con rata protetta.
Il fisso protegge dagli aumenti ma non permette di beneficiare automaticamente delle riduzioni dei tassi. Il variabile può partire da una rata più bassa, ma espone al rischio di rialzi. Per valutarlo è prudente simulare una rata più alta di quella iniziale e verificare se rimarrebbe sostenibile.
TAN e TAEG: quale bisogna guardare
Il TAN, Tasso annuo nominale, misura gli interessi applicati al capitale e serve nel calcolo della rata. Il TAEG, Tasso annuo effettivo globale, rappresenta invece il costo totale annuo del finanziamento e comprende la maggior parte degli oneri obbligatori, come interessi, commissioni, imposte e molte spese collegate.
Per confrontare offerte diverse bisogna guardare soprattutto il TAEG, non soltanto il TAN o la rata pubblicizzata. Dal TAEG restano però escluse alcune voci, tra cui le spese notarili, i servizi accessori facoltativi, le polizze facoltative e gli interessi di mora. Per un mutuo a tasso variabile viene calcolato ipotizzando che il tasso resti stabile.
Quanto reddito serve e quanto finanzia la banca
Non esiste una rata adatta a tutti. La Banca d’Italia indica come criterio prudenziale che la rata non superi un terzo del reddito netto disponibile, dopo aver considerato le spese ordinarie e gli altri debiti. Non è una soglia legale né garantisce l’approvazione: ogni banca valuta la situazione complessiva del richiedente.
Di norma l’importo concesso non supera l’80% del valore dell’immobile determinato dalla perizia. Un finanziamento superiore può essere possibile con garanzie aggiuntive e condizioni differenti. Bisogna quindi prevedere capitale proprio non solo per la parte non finanziata, ma anche per notaio, imposte, agenzia e altri costi iniziali.
Quali costi bisogna mettere nel preventivo
Oltre agli interessi possono esserci spese di istruttoria e perizia, imposta sostitutiva o altre imposte, costi notarili, commissioni di incasso, polizza sull’immobile contro incendio e scoppio richiesta dalla banca e, se necessarie per ottenere le condizioni offerte, altre coperture. Le voci cambiano tra banche e contratti.
Per capire il fabbisogno reale conviene sommare anticipo, spese di acquisto e costi del finanziamento, poi mantenere un margine per imprevisti. Una rata bassa ottenuta allungando molto la durata può rendere il mutuo più gestibile ogni mese, ma non necessariamente più economico nel complesso.
Cosa si può fare se le condizioni cambiano
Con la rinegoziazione cliente e banca possono concordare di modificare elementi come tasso, durata o spread; la banca non è obbligata ad accettare. Con la surroga, invece, il debito residuo può essere trasferito a un’altra banca che offre condizioni migliori, mantenendo l’ipoteca: per il consumatore la portabilità è senza spese o penalità.
Se si prevedono difficoltà nel pagamento, è importante contattare subito la banca e non aspettare di accumulare ritardi. Allungare la durata può ridurre la rata ma aumentare gli interessi totali. Sospensioni e fondi di sostegno hanno requisiti specifici e possono cambiare nel tempo, quindi vanno verificati sui canali istituzionali al momento della richiesta.
Come confrontare due mutui senza sbagliare
Confronta offerte riferite allo stesso importo, durata e tipo di tasso. Controlla TAEG, rata, totale da restituire, costi iniziali, spese periodiche, regole di variazione del tasso, eventuali polizze richieste e conseguenze dei ritardi. Leggi il PIES e chiedi il piano di ammortamento prima di decidere.
Infine prova almeno tre scenari: tasso previsto, tasso più alto e reddito temporaneamente più basso. Il calcolatore della Banca d’Italia è utile per una prima simulazione, ma il dato vincolante resta quello contenuto nella documentazione dell’intermediario e nel contratto.
Casi particolari
- La rata è formata da quota capitale e quota interessi.
- Nel piano alla francese la quota interessi diminuisce e la quota capitale cresce nel tempo.
- La formula della rata costante usa capitale, tasso periodale e numero totale delle rate.
- 150.000 euro al TAN fisso del 3,5% per 25 anni equivalgono a circa 750,94 euro al mese, senza costi accessori.
- Una durata più lunga riduce la rata ma aumenta normalmente gli interessi complessivi.
- Il TAN serve a calcolare gli interessi; il TAEG aiuta a confrontare il costo complessivo.
- Le spese notarili e alcuni servizi facoltativi non sono inclusi nel TAEG.
- È prudente mantenere la rata entro un terzo del reddito netto disponibile.
- La banca finanzia di norma fino all’80% del valore di perizia, ma non è un limite assoluto.
- La surroga consente di trasferire il mutuo a un’altra banca senza spese o penalità per il cliente.
Verifica le informazioni
Fonti ufficiali e affidabili
01L’economia per tutti – Banca d’Italia
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Banca d’Italia
L’economia per tutti – Banca d’Italia
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