Come fare il 730 precompilato: i passaggi essenziali
La procedura può essere riassunta in otto passaggi: raccogli i documenti; accedi all’area riservata; consulta il foglio informativo; scegli tra 730 semplificato e ordinario; controlla dati personali, redditi, immobili e spese; indica il sostituto d’imposta; verifica credito o debito; invia e conserva la ricevuta.
Per il 730/2026, relativo ai redditi e alle spese del 2025, l’invio online è possibile fino al 30 settembre 2026. Non conviene però aspettare l’ultimo giorno: eventuali dati mancanti o dubbi possono richiedere tempo e l’assistenza di un CAF o di un professionista.
Il punto più importante è non limitarsi ad accettare il modello senza leggerlo. Il contribuente resta responsabile della completezza e della correttezza della dichiarazione anche quando molte informazioni sono già state inserite dall’Agenzia delle Entrate.
Chi può usare il 730 precompilato
Il 730 è destinato soprattutto a lavoratori dipendenti, pensionati e contribuenti con redditi assimilati, oltre agli altri casi ammessi dalle istruzioni annuali. La procedura guidata dell’Agenzia pone alcune domande e suggerisce il 730 semplificato, il 730 ordinario oppure il modello Redditi Persone fisiche.
Il modello Redditi può essere necessario, per esempio, quando la situazione fiscale comprende redditi o adempimenti che non trovano posto nel 730. Se il sistema propone Redditi PF o se sono presenti investimenti e attività estere, redditi d’impresa o altre situazioni complesse, è prudente chiedere assistenza prima di inviare.
Il 730 precompilato non è un modello diverso dal 730: è una dichiarazione in cui l’Agenzia ha già inserito i dati disponibili, come certificazioni uniche, immobili e molte spese comunicate da soggetti terzi.
Quali documenti preparare prima di iniziare
Tieni a disposizione la Certificazione unica, i dati catastali o i contratti relativi agli immobili, le ricevute delle spese sanitarie, scolastiche e universitarie, gli interessi del mutuo, i premi assicurativi, i contributi previdenziali, le spese per ristrutturazioni e gli altri documenti che possono dare diritto a deduzioni o detrazioni.
Prepara anche i dati dei familiari a carico e le informazioni sul datore di lavoro o sull’ente pensionistico che effettuerà il conguaglio. Se non hai un sostituto d’imposta, puoi presentare ugualmente il 730 senza sostituto.
I documenti servono per confrontare ciò che risulta nel modello con la situazione reale. Conservali anche dopo l’invio per il periodo previsto dai controlli fiscali: la presenza di un dato nella precompilata non sostituisce sempre la documentazione richiesta.
Come accedere con SPID, CIE o CNS
Apri il portale della dichiarazione precompilata dell’Agenzia delle Entrate e seleziona “Accedi alla tua precompilata”. Puoi identificarti con SPID, Carta d’identità elettronica o Carta nazionale dei servizi. Le credenziali Entratel o Fisconline restano utilizzabili soltanto dai soggetti ancora abilitati secondo le regole dell’Agenzia.
Dopo l’accesso trovi la dichiarazione predisposta, il foglio informativo e le funzioni per scegliere il modello. Controlla che l’anno indicato sia 2026 e ricorda che la dichiarazione riguarda i redditi e le spese sostenute nel 2025.
Non comunicare mai le credenziali a terzi e verifica di essere sul dominio ufficiale dell’Agenzia delle Entrate. Se incarichi un CAF o un professionista, l’accesso avviene tramite delega e non consegnando la tua password.
730 semplificato o 730 ordinario: quale scegliere
Il 730 semplificato presenta le informazioni con un linguaggio per argomenti, senza richiedere di conoscere subito quadri e righi. Per la maggior parte dei contribuenti è il percorso più intuitivo: si controllano casa, famiglia, lavoro e spese e il sistema riporta i dati nei campi fiscali corretti.
Il 730 ordinario conserva invece la struttura tradizionale a quadri. Può essere utile a chi conosce già il modello o deve verificare direttamente un rigo specifico. In entrambi i casi è possibile controllare, integrare e correggere i dati prima dell’invio.
La scelta dell’interfaccia non cambia le imposte dovute. Conta che tutte le informazioni siano corrette e che il risultato finale corrisponda alla propria situazione.
Controllare il foglio informativo
Il foglio informativo indica da quali fonti provengono i dati e segnala quali informazioni sono state utilizzate nella dichiarazione e quali, invece, non sono state inserite. È il primo documento da leggere perché permette di individuare rapidamente le voci che richiedono una verifica.
Un dato può non essere utilizzato quando è incompleto, incoerente o non può essere collocato automaticamente. In quel caso non significa necessariamente che la spesa sia esclusa: può essere necessario controllarla e inserirla manualmente se ne ricorrono i requisiti.
Nel portale si possono consultare anche i dettagli di varie spese, tra cui quelle sanitarie. Confronta gli importi con la documentazione in tuo possesso e non aggiungere una spesa già presente, per evitare duplicazioni.
Verificare dati personali, familiari e sostituto d’imposta
Controlla residenza, stato civile e composizione del nucleo familiare fiscale. Per i familiari a carico verifica codice fiscale, mesi a carico, percentuale spettante e limiti di reddito applicabili. Una variazione avvenuta nel 2025 può non essere rappresentata come ti aspetti.
Controlla poi il sostituto d’imposta, cioè il datore di lavoro o l’ente pensionistico incaricato di effettuare rimborsi e trattenute. Deve essere il soggetto che farà il conguaglio nel periodo successivo alla dichiarazione, non necessariamente chi ha rilasciato la Certificazione unica per l’anno precedente.
Se non hai un sostituto, seleziona l’opzione corrispondente. Un eventuale rimborso viene erogato dall’Agenzia delle Entrate; comunicare un IBAN intestato o cointestato al contribuente può rendere più diretto l’accredito. Gli importi a debito si pagano con addebito o modello F24 secondo le modalità indicate dal portale.
Controllare redditi e immobili
Confronta i redditi di lavoro o pensione con tutte le Certificazioni uniche ricevute. Chi ha cambiato datore di lavoro o ha più CU deve prestare particolare attenzione: l’eventuale presenza di più certificazioni può modificare il conguaglio e le detrazioni spettanti.
Verifica fabbricati e terreni, percentuale e periodo di possesso, utilizzo dell’immobile e giorni di locazione. Acquisti, vendite, successioni, cambi di residenza o nuovi contratti di affitto avvenuti nel 2025 possono richiedere correzioni.
Controlla anche gli altri redditi dichiarabili nel 730. Se possiedi attività finanziarie o immobili all’estero, hai percepito redditi esteri o hai dubbi sugli obblighi di monitoraggio, valuta l’assistenza di un professionista.
Controllare spese, detrazioni e deduzioni
Esamina una per una le spese sanitarie, gli interessi del mutuo, le spese scolastiche e universitarie, i premi assicurativi, i contributi previdenziali, le erogazioni liberali, le spese funebri e le altre voci presenti. Verifica importo, soggetto che ha sostenuto la spesa e familiare al quale si riferisce.
Per bonus edilizi, ristrutturazioni, risparmio energetico e spese ripartite in più anni, controlla che la rata e i dati dell’immobile siano corretti. In questi casi la documentazione è articolata e un errore può incidere per più dichiarazioni successive.
Puoi aggiungere una spesa mancante, correggere un importo o eliminare una voce non spettante. Le modifiche che incidono sull’imposta possono cambiare l’ambito dei controlli documentali: il portale distingue i dati comunicati da terzi rimasti invariati da quelli modificati dal contribuente.
Scelte dell’8, 5 e 2 per mille e dichiarazione congiunta
Prima dell’invio puoi esprimere le scelte per l’8, il 5 e il 2 per mille dell’Irpef. Le scelte non aumentano l’imposta dovuta e sono indipendenti tra loro: è possibile esprimerne una, più di una o nessuna.
I coniugi che possiedono i requisiti possono presentare un 730 congiunto. Ognuno deve predisporre la propria dichiarazione e indicare il soggetto dichiarante; il sistema gestisce poi il conguaglio unitario secondo le regole previste.
La dichiarazione congiunta non fonde i redditi e non è disponibile in ogni situazione. Se uno dei due coniugi deve utilizzare il modello Redditi o non ricorrono i requisiti, occorrono dichiarazioni separate.
Controllare il risultato: credito, debito o dichiarazione non liquidabile
Prima di inviare, consulta il prospetto di liquidazione. Il risultato può essere a credito, a debito oppure senza differenze. Il portale mostra anche quando la dichiarazione non è liquidabile e indica le sezioni che devono essere completate.
Se emerge un credito, controlla che derivi da dati corretti e verifica chi effettuerà il rimborso. Se emerge un debito, leggi importi e scadenze e valuta l’eventuale rateizzazione disponibile. Non modificare dati reali soltanto per cambiare il risultato.
Un importo inatteso può dipendere da più Certificazioni uniche, detrazioni riconosciute durante l’anno in misura diversa dal dovuto, acconti, redditi aggiuntivi o spese mancanti. In caso di differenze rilevanti è meglio fermarsi e ricontrollare.
Come inviare e controllare la ricevuta
Quando tutti i dati sono corretti, apri la funzione di riepilogo, conferma le dichiarazioni richieste e seleziona l’invio. Salva subito una copia del modello, del prospetto di liquidazione e del protocollo.
L’operazione non è conclusa finché la ricevuta non è disponibile. Torna nella sezione “Ricevute” e verifica che lo stato sia “Elaborato”. Se compare “Scartato”, la dichiarazione non è stata acquisita e bisogna leggere il motivo dello scarto e intervenire entro i termini.
Conserva la ricevuta insieme ai documenti utilizzati. È la prova che la dichiarazione è stata trasmessa e accettata dal sistema.
Scadenze del 730 precompilato 2026
Il 730 precompilato 2026 è consultabile dal 30 aprile; dal 14 maggio è possibile accettarlo, modificarlo e inviarlo. Il termine ordinario per la presentazione online è il 30 settembre 2026.
La funzione di annullamento è stata disponibile dal 19 maggio al 22 giugno e poteva essere usata una sola volta. Alla data di aggiornamento di questa guida, 23 agosto 2026, quel termine è già scaduto: chi invia ora deve quindi controllare con particolare attenzione prima di confermare.
Il 26 ottobre scade il termine per il 730 integrativo presentato tramite CAF o professionista quando la correzione comporta un maggior credito, un minor debito o un risultato invariato. Il 2 novembre è la scadenza indicata dall’Agenzia per il modello Redditi correttivo del 730 già inviato. Le date possono cambiare di anno in anno e vanno sempre ricontrollate sul portale ufficiale.
Come correggere il 730 dopo l’invio
Fino al 22 giugno 2026 era possibile annullare online il 730 inviato e presentarne uno nuovo; l’annullamento poteva essere effettuato una sola volta. Dopo quella data non si può semplicemente riaprire e sostituire la dichiarazione dal portale.
Se l’errore produce un maggior credito, un minor debito o non cambia l’imposta, è possibile rivolgersi a un CAF o a un professionista per un 730 integrativo entro il 26 ottobre 2026. Se la correzione comporta un minor credito o un maggior debito, si usa il modello Redditi correttivo entro il 2 novembre oppure un Redditi integrativo nei termini previsti; le somme dovute possono includere interessi e sanzione ridotta con ravvedimento.
Se il sostituto d’imposta indicato non accetta il conguaglio, il portale consente il 730 integrativo di tipo 2 per indicarne uno nuovo oppure dichiarare l’assenza di sostituto. Per il 2026 la funzione è disponibile fino al 10 novembre.
Quando conviene rivolgersi a un CAF o a un professionista
L’assistenza è particolarmente utile in presenza di più Certificazioni uniche, immobili locati o ereditati, bonus edilizi, redditi esteri, investimenti, attività finanziarie fuori dall’Italia, separazioni, familiari a carico con situazioni non lineari o correzioni di una dichiarazione già trasmessa.
CAF e professionisti possono controllare i documenti e trasmettere il modello tramite delega. Il servizio può avere un costo e non elimina il dovere di fornire informazioni complete e veritiere.
Per una situazione semplice, il percorso semplificato online può essere sufficiente. Se una voce non è chiara o il risultato è molto diverso dalle attese, chiedere assistenza prima dell’invio è spesso la scelta più prudente.
Domande frequenti sul 730 precompilato
Entro quando si invia il 730 precompilato 2026? Entro il 30 settembre 2026.
Posso fare il 730 dal telefono? Il portale è accessibile online, ma per controllare prospetti e documenti è spesso più comodo usare uno schermo ampio e una connessione stabile.
Se accetto il 730 senza modifiche sono al sicuro da ogni controllo? No. Per i dati sugli oneri comunicati da terzi e non modificati sono previste limitazioni ai controlli documentali, ma il contribuente deve comunque verificare completezza e correttezza della dichiarazione.
Come verifico che l’invio sia riuscito? Nella sezione delle ricevute lo stato deve risultare “Elaborato”; “Scartato” significa che la dichiarazione non è stata acquisita.
Posso annullare oggi un 730 già inviato? Non più: nel 2026 l’annullamento online era consentito fino al 22 giugno. Occorre scegliere la procedura di correzione adatta al tipo di errore.
Il 730 può essere inviato senza datore di lavoro? Sì, scegliendo il modello senza sostituto. I rimborsi sono gestiti dall’Agenzia delle Entrate e gli eventuali debiti vengono pagati secondo le modalità indicate.
Casi particolari
- Il 730/2026 riguarda redditi e spese del 2025.
- Il termine ordinario per l’invio online è il 30 settembre 2026.
- L’annullamento online era possibile una sola volta e soltanto fino al 22 giugno 2026.
- Dopo l’invio bisogna controllare che la ricevuta risulti “Elaborato”.
- Il 730 integrativo entro il 26 ottobre è disponibile tramite CAF o professionista e soltanto per correzioni favorevoli o neutrali.
- Per una correzione che comporta un maggior debito o un minor credito si usa il modello Redditi correttivo o integrativo.
- Se il sostituto rifiuta il conguaglio, nel 2026 il 730 integrativo di tipo 2 è disponibile fino al 10 novembre.
- Con più Certificazioni uniche, immobili complessi, bonus edilizi o redditi esteri è prudente rivolgersi a un professionista.
- La presenza di dati precompilati non garantisce che la dichiarazione sia completa o corretta.
Verifica le informazioni
Fonti ufficiali e affidabili
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