Che cos’è l’IRPEF
IRPEF significa Imposta sul reddito delle persone fisiche. È il principale tributo personale italiano e si applica, con regole diverse, ai redditi di lavoro dipendente e autonomo, pensione, fabbricati, terreni, capitale e ad alcuni redditi diversi.
È un’imposta personale perché tiene conto della situazione del contribuente attraverso deduzioni e detrazioni, e progressiva perché l’aliquota aumenta per la parte di reddito che entra negli scaglioni più alti. Non tutto il reddito viene quindi tassato con l’aliquota massima raggiunta.
Quali sono gli scaglioni e le aliquote IRPEF nel 2026
Dal 1° gennaio 2026 gli scaglioni nazionali sono tre: 23% sulla parte di reddito imponibile fino a 28.000 euro; 33% sulla parte oltre 28.000 e fino a 50.000 euro; 43% sulla parte che supera 50.000 euro. La legge di bilancio 2026 ha ridotto dal 35% al 33% l’aliquota del secondo scaglione.
Le aliquote sono marginali. Se il reddito imponibile è di 40.000 euro, il 23% si applica ai primi 28.000 euro e il 33% soltanto ai successivi 12.000 euro. Non si applica il 33% a tutti i 40.000 euro.
Come si calcola l’IRPEF passo per passo
Si parte dal reddito complessivo e si sottraggono gli oneri deducibili, come determinati contributi previdenziali: il risultato è il reddito imponibile. Su questo importo si applicano le aliquote per scaglioni e si ottiene l’imposta lorda.
Dall’imposta lorda si sottraggono poi le detrazioni spettanti, per esempio quelle per lavoro dipendente, pensione, familiari nei casi previsti e alcune spese. Si arriva così all’imposta netta, alla quale vanno considerate anche le addizionali regionale e comunale. Ritenute, acconti e crediti già maturati determinano infine quanto resta da pagare o da ricevere a rimborso.
Esempio di calcolo su 40.000 euro
Con un reddito imponibile di 40.000 euro, l’IRPEF lorda nazionale è pari a 6.440 euro sui primi 28.000 euro, più 3.960 euro sui 12.000 euro successivi. Il totale lordo è quindi 10.400 euro.
Questo non è necessariamente l’importo finale. Bisogna ancora sottrarre le detrazioni personali spettanti e aggiungere le addizionali locali. Per questo due persone con lo stesso reddito imponibile possono avere un’imposta effettiva diversa.
Differenza tra deduzioni e detrazioni
Le deduzioni riducono il reddito sul quale si calcola l’imposta. Se dal reddito complessivo si sottrae un onere deducibile, diminuisce la base imponibile prima dell’applicazione delle aliquote.
Le detrazioni, invece, riducono direttamente l’imposta lorda. Rientrano in questa logica le detrazioni collegate al tipo di reddito e molte agevolazioni per spese ammesse. Le due parole non sono quindi intercambiabili e producono effetti diversi sul calcolo.
Chi paga l’IRPEF e come viene versata
Per lavoratori dipendenti e pensionati l’IRPEF viene normalmente trattenuta ogni mese dal datore di lavoro o dall’ente pensionistico, che opera come sostituto d’imposta. Il conguaglio confronta quanto trattenuto con quanto effettivamente dovuto.
Lavoratori autonomi e altri contribuenti versano in genere saldo e acconti attraverso la dichiarazione dei redditi. Il modello 730 può generare un rimborso o un addebito; il modello Redditi Persone Fisiche prevede normalmente pagamenti tramite F24.
Addizionali regionali e comunali
Oltre all’IRPEF nazionale esistono un’addizionale regionale e una comunale. Aliquote, scaglioni ed eventuali esenzioni dipendono dal territorio e dall’anno d’imposta, quindi non esiste un’unica percentuale valida per tutta Italia.
Il Dipartimento delle Finanze pubblica le aliquote deliberate da regioni e comuni. Per un calcolo preciso bisogna verificare quelle applicabili al proprio domicilio fiscale nel periodo interessato.
Aliquota marginale e aliquota media
L’aliquota marginale è quella applicata all’ultima parte di reddito. L’aliquota media è invece il rapporto tra imposta e reddito imponibile. Poiché gli scaglioni sono progressivi, l’aliquota media è normalmente più bassa dell’aliquota marginale massima raggiunta.
Anche l’aliquota media calcolata sull’imposta lorda non coincide sempre con il peso fiscale effettivo: detrazioni, addizionali, regimi sostitutivi e altri elementi possono modificarlo.
Casi particolari
- La cosiddetta no tax area non è una soglia unica: dipende dal tipo di reddito e dalle detrazioni spettanti.
- Alcuni redditi seguono regimi sostitutivi o separati, come la cedolare secca o, quando applicabile, il regime forfettario.
- Le aliquote IRPEF sono marginali: superare uno scaglione non fa tassare tutto il reddito con l’aliquota superiore.
- Le addizionali regionali e comunali cambiano in base al territorio e possono prevedere esenzioni o scaglioni propri.
- Per redditi molto elevati, la normativa può limitare alcune detrazioni e sterilizzare specifici benefici fiscali.
- L’esempio riportato calcola soltanto l’imposta lorda nazionale e non sostituisce il conteggio della dichiarazione dei redditi.
Verifica le informazioni
Fonti ufficiali e affidabili
01Camera dei deputati
Normattiva
Gazzetta Ufficiale
Agenzia delle Entrate
Dipartimento delle Finanze