Che cos’è l’anticiclone africano

Con l’espressione anticiclone africano si indica comunemente un promontorio di alta pressione subtropicale che dal Nord Africa può spingersi verso il Mediterraneo e l’Europa meridionale. Non è un oggetto atmosferico con confini fissi: è una configurazione della circolazione che cambia posizione, forma e intensità.

In meteorologia un anticiclone è una zona nella quale la pressione è relativamente più alta rispetto alle aree circostanti. Nell’emisfero nord i venti circolano in senso orario attorno al sistema, anche se vicino al suolo il loro percorso è modificato dall’attrito e dal territorio.

L’aggettivo africano richiama l’origine subtropicale della struttura e delle masse d’aria che può trasportare. Non significa che tutta l’aria presente sull’Italia arrivi necessariamente dal deserto né che ogni fase di alta pressione estiva sia africana.

Come si forma e perché porta caldo

Le grandi fasce di alta pressione subtropicale sono legate alla circolazione generale dell’atmosfera. Nelle celle di Hadley l’aria sale nelle regioni equatoriali, si muove verso latitudini maggiori in quota e tende a scendere nelle aree subtropicali, dove si trovano anche il Sahara e gli oceani attorno ai 30 gradi di latitudine.

Quando la configurazione delle correnti in quota favorisce un’espansione verso nord, un promontorio anticiclonico può raggiungere il Mediterraneo. Le depressioni presenti a ovest dell’Europa possono contribuire a richiamare aria molto calda dal Nord Africa verso l’Italia.

Nell’alta pressione l’aria tende a scendere. Durante la discesa incontra pressioni maggiori, si comprime e si riscalda: è il riscaldamento per compressione adiabatica. La subsidenza ostacola inoltre lo sviluppo delle nuvole e delle precipitazioni, lasciando più spazio all’irraggiamento solare.

Quali effetti produce in Italia

In estate l’anticiclone africano può determinare giornate molto calde, cielo in prevalenza sereno, ventilazione debole e precipitazioni scarse. Se la configurazione persiste, il terreno e gli edifici accumulano calore e le temperature possono rimanere elevate anche durante la notte.

L’afa non dipende soltanto dalla temperatura. Vicino al mare e nelle pianure l’umidità può rendere il caldo più difficile da sopportare, mentre nelle zone interne o in presenza di aria più secca possono registrarsi temperature molto alte con umidità relativa inferiore.

Ai margini dell’anticiclone oppure quando arrivano infiltrazioni di aria più fresca possono svilupparsi temporali anche violenti. L’alta pressione, quindi, non garantisce ovunque e per tutta la sua durata un cielo perfettamente sereno.

Quanto può durare

Una rimonta anticiclonica può durare pochi giorni oppure persistere per una o più settimane. La durata dipende dalla disposizione delle correnti a getto, delle depressioni atlantiche e delle altre strutture di alta pressione presenti tra Atlantico, Europa e Nord Africa.

Quando la circolazione forma un blocco, le perturbazioni fanno più fatica a procedere da ovest verso est e la stessa configurazione può restare quasi ferma. In questi casi il calore si accumula giorno dopo giorno e aumenta la probabilità di un’ondata di calore prolungata.

Non esiste però una durata standard e il nome attribuito all’anticiclone nei bollettini non permette di prevederla. Per conoscere intensità, area interessata e fine dell’episodio bisogna seguire le previsioni aggiornate dei servizi meteorologici.

Anticiclone africano e anticiclone delle Azzorre: le differenze

L’anticiclone delle Azzorre è associato alla fascia di alta pressione subtropicale dell’Atlantico settentrionale e prende il nome dall’arcipelago portoghese. Quando si estende verso l’Europa può favorire tempo stabile anche in Italia, ma le caratteristiche dipendono sempre dalla posizione del suo centro e dalle masse d’aria coinvolte.

Quello definito africano si sviluppa più a sud e può accompagnarsi a correnti provenienti dal Sahara e dal Nord Africa. Per questo, soprattutto in estate, è spesso collegato a temperature più elevate sul Mediterraneo.

La distinzione è utile per descrivere l’origine e la dinamica prevalente, ma l’atmosfera non è divisa in compartimenti rigidi. Le strutture possono unirsi, deformarsi o interagire e una stessa fase di bel tempo può derivare da configurazioni intermedie.

È la stessa cosa di un’ondata di calore?

No. L’anticiclone è una struttura meteorologica di alta pressione; l’ondata di calore è un periodo insolitamente caldo rispetto al clima del luogo e del periodo dell’anno, abbastanza intenso e duraturo da produrre effetti rilevanti.

Un anticiclone africano estivo può creare le condizioni favorevoli a un’ondata di calore, ma i due termini non sono sinonimi. Contano la temperatura della massa d’aria, la persistenza, il riscaldamento del suolo, l’umidità e le condizioni locali.

Il Ministero della Salute ricorda che il caldo prolungato può provocare disidratazione, crampi, debolezza, svenimenti e, nei casi più gravi, colpo di calore. Sono particolarmente vulnerabili anziani, bambini piccoli, persone con malattie croniche e chi lavora o pratica attività fisica all’aperto.

Che rapporto ha con il cambiamento climatico

Il cambiamento climatico non crea ogni singolo anticiclone: le alte pressioni subtropicali e le oscillazioni della circolazione esistono naturalmente. Il riscaldamento globale, però, alza la temperatura di partenza sulla quale agiscono queste configurazioni meteorologiche.

L’Organizzazione meteorologica mondiale e l’IPCC rilevano che in Europa gli eventi di caldo estremo stanno diventando più frequenti e intensi. Il Mediterraneo è considerato una delle regioni particolarmente esposte al riscaldamento e alle sue conseguenze.

È quindi più corretto distinguere il meccanismo meteorologico dal contesto climatico: l’anticiclone contribuisce a produrre il singolo episodio, mentre il clima più caldo rende più probabili temperature estreme e può amplificarne gli effetti.

Domande frequenti

L’anticiclone africano viene sempre dal Sahara? È collegato alla fascia subtropicale nordafricana e può trasportare aria sahariana, ma origine e percorso delle masse d’aria cambiano da un episodio all’altro.

Porta sempre afa? No. L’afa dipende anche dall’umidità. Il caldo può essere molto secco nelle zone interne e più umido lungo le coste o nelle pianure.

Può arrivare anche in inverno? Espansioni subtropicali verso il Mediterraneo possono verificarsi in ogni stagione, con effetti diversi da quelli delle ondate di calore estive.

I nomi come Caronte o Lucifero sono ufficiali? No. Sono denominazioni giornalistiche o commerciali e non appartengono alla classificazione ufficiale delle strutture anticicloniche.

Alta pressione significa sempre sole? Non necessariamente. In inverno può favorire nebbie e nubi basse; in estate, infiltrazioni fresche ai margini possono generare temporali.

Come si capisce quando finirà? Occorre consultare previsioni aggiornate e probabilistiche: la data di cedimento può cambiare con l’evoluzione delle correnti atmosferiche.

Casi particolari

  • È una zona di alta pressione subtropicale che può estendersi dal Nord Africa verso il Mediterraneo.
  • L’aria discendente si comprime, si riscalda e ostacola la formazione delle nuvole.
  • In estate può favorire ondate di calore, notti tropicali e precipitazioni scarse.
  • Anticiclone africano e ondata di calore non sono sinonimi.
  • Non ogni fase di alta pressione in Italia è di origine africana.
  • L’afa dipende dall’umidità e non accompagna necessariamente ogni episodio.
  • L’anticiclone delle Azzorre ha origine prevalente nell’Atlantico subtropicale.
  • I nomi attribuiti dai media agli anticicloni non sono denominazioni meteorologiche ufficiali.
  • Il cambiamento climatico non genera il singolo anticiclone, ma aumenta la temperatura di fondo e l’intensità del caldo estremo.
  • Per durata e fine dell’episodio servono previsioni meteorologiche aggiornate.

Verifica le informazioni

Fonti ufficiali e affidabili

01
Come funzionano alta e bassa pressione

Met Office

02
Circolazione atmosferica globale e alte pressioni subtropicali

Met Office

03
Anticicloni, compressione dell’aria e caldo estremo in Europa

Centro europeo per le previsioni meteorologiche a medio termine – ECMWF

04
Caldo estremo nel Mediterraneo e sistemi di alta pressione

Organizzazione meteorologica mondiale – WMO

05
Ondate di calore: rischi e prevenzione

Ministero della Salute

06
Perché in Italia l’estate è sempre più calda?

Risposta.info