Che cos’è una cometa

Una cometa è un piccolo corpo celeste ricco di ghiacci che si muove intorno al Sole. Il suo nucleo contiene acqua congelata e altri gas ghiacciati mescolati a polveri, frammenti rocciosi e molecole organiche.

Le comete sono residui antichissimi della formazione del Sistema solare, avvenuta circa 4,6 miliardi di anni fa. Poiché trascorrono gran parte della loro esistenza nelle regioni più fredde e lontane, conservano informazioni sui materiali da cui nacquero il Sole e i pianeti.

L’espressione tradizionale “palla di neve sporca” è utile per farsi un’idea, ma è semplificata: le missioni spaziali hanno mostrato nuclei molto scuri, porosi, irregolari e complessi, con ghiacci nascosti sotto superfici ricche di polvere.

Da dove vengono le comete

Molte comete di corto periodo provengono dalla fascia di Kuiper e da altre regioni oltre l’orbita di Nettuno. Completano un giro intorno al Sole in meno di 200 anni e spesso vengono influenzate dalla gravità dei pianeti giganti, soprattutto Giove.

Le comete di lungo periodo sono associate alla nube di Oort, un vastissimo serbatoio quasi sferico ipotizzato ai confini del Sistema solare. Le perturbazioni gravitazionali di stelle vicine o della Galassia possono deviare alcuni nuclei verso le regioni interne.

Non tutte le comete seguono orbite chiuse e periodiche. Gli oggetti interstellari arrivano invece da altri sistemi planetari e attraversano il nostro su traiettorie aperte: 2I/Borisov e 3I/ATLAS sono esempi classificati come comete interstellari.

Che cosa succede quando una cometa si avvicina al Sole

Quando il nucleo si avvicina al Sole, la sua superficie si riscalda. I ghiacci sublimano, cioè passano direttamente dallo stato solido a quello gassoso, e il gas trascina con sé granelli di polvere attraverso getti e fratture.

Gas e polveri formano intorno al nucleo una grande atmosfera rarefatta chiamata chioma. Il nucleo può misurare soltanto pochi chilometri, mentre la chioma può estendersi per decine o centinaia di migliaia di chilometri.

La cometa non brucia come un oggetto in fiamme. Diventa attiva perché perde materiali volatili; a ogni passaggio ravvicinato lascia parte della propria massa nello spazio e può spezzarsi o, dopo molti passaggi, diventare molto meno attiva.

Perché le comete hanno la coda

Dalla chioma possono svilupparsi soprattutto due code. La coda di polveri è formata da particelle che riflettono la luce solare: tende a essere chiara o giallastra e appare curva perché i granelli continuano a muoversi lungo orbite leggermente diverse.

La coda ionica, o di plasma, è composta da gas elettricamente carico. Il vento solare e il campo magnetico trasportato dal vento spingono gli ioni in una struttura generalmente più diritta, sottile e talvolta azzurra.

Le code puntano sempre dalla parte opposta al Sole. Per questo, quando una cometa si allontana dopo il perielio, la coda può precedere il nucleo lungo il percorso: non è uno strascico che rimane automaticamente dietro al moto.

Nucleo, chioma e code: le parti di una cometa

Il nucleo è la parte solida e congelata. La chioma è l’involucro diffuso di gas e polvere che nasce quando il nucleo diventa attivo. Nucleo e chioma costituiscono la testa visibile della cometa.

Oltre alle code di polveri e di ioni può esistere un enorme involucro di idrogeno, osservabile soprattutto nell’ultravioletto. Alcune geometrie producono anche un’anticoda apparente, rivolta verso il Sole per un effetto prospettico.

Le dimensioni più spettacolari appartengono alla chioma e alle code, non al nucleo. Una coda può estendersi per milioni di chilometri senza essere densa: il materiale è estremamente rarefatto.

Qual è la differenza tra cometa, asteroide e meteora

Una cometa è ricca di materiali volatili e può sviluppare chioma e code quando si scalda. Un asteroide è in genere più roccioso o metallico e normalmente resta inattivo, anche se esistono oggetti con caratteristiche intermedie chiamati asteroidi attivi.

Una meteora non è un corpo con la coda nello spazio: è la breve scia luminosa prodotta nell’atmosfera da un meteoroide. Le stelle cadenti possono però essere collegate alle comete, perché molti sciami meteorici nascono dai detriti lasciati lungo le loro orbite.

Le Perseidi, per esempio, derivano dalla corrente di particelle della cometa Swift-Tuttle. Vedere una stella cadente non significa quindi vedere la cometa stessa.

La cometa di Halley e le comete periodiche

La cometa di Halley, designata 1P/Halley, è la cometa periodica più famosa. Ritorna nelle regioni interne del Sistema solare in media ogni 75-76 anni e il suo prossimo perielio è previsto nel 2061.

Il numero e la lettera nella designazione forniscono informazioni sulla classificazione: la sigla P indica una cometa periodica, mentre C identifica in genere una cometa non periodica o con un periodo superiore a 200 anni.

Le comete prendono spesso il nome degli scopritori o dei programmi automatici che le individuano. Nomi come NEOWISE, ATLAS e LINEAR possono quindi riferirsi ai sistemi di osservazione e non a una caratteristica fisica del corpo.

Le comete sono pericolose per la Terra?

La grande maggioranza delle comete passa a distanze sicure. Come per gli asteroidi, gli astronomi calcolano continuamente le orbite per verificare se un oggetto possa avvicinarsi alla Terra.

Una coda lunga milioni di chilometri non equivale a un oggetto enorme o compatto: è una nube molto tenue. La pericolosità dipende dalla traiettoria e dalle dimensioni del nucleo, non dalla lunghezza apparente della coda.

Le notizie su un passaggio “vicino” usano spesso distanze astronomiche, che possono comunque corrispondere a milioni di chilometri. Per valutare il rischio bisogna consultare i dati orbitali delle agenzie scientifiche, non fotografie o titoli allarmistici.

Come si osserva una cometa

La visibilità dipende da luminosità, distanza dal Sole e dalla Terra, altezza sull’orizzonte, fase lunare e inquinamento luminoso. Alcune comete diventano visibili a occhio nudo, molte richiedono un binocolo o un telescopio e altre restano accessibili soltanto agli strumenti professionali.

Per osservarla servono effemeridi aggiornate, un luogo buio e una visuale adatta. Le previsioni di luminosità sono incerte perché l’attività del nucleo può aumentare, diminuire o interrompersi in modo imprevedibile.

Guardare una cometa di notte è sicuro. Se però si trova apparentemente molto vicina al Sole nel cielo, non bisogna cercarla con binocolo o telescopio senza strumenti e procedure solari specifici: puntare accidentalmente il Sole può causare gravi danni agli occhi.

Perché gli scienziati studiano le comete

Le comete custodiscono materiali primitivi e aiutano a ricostruire la nascita e l’evoluzione del Sistema solare. Analizzarne gas, polveri e molecole organiche permette di confrontare le condizioni presenti oltre quattro miliardi di anni fa.

La missione Stardust della NASA ha riportato sulla Terra particelle della cometa Wild 2. La missione Rosetta dell’ESA ha accompagnato per quasi due anni la cometa 67P/Churyumov-Gerasimenko e ha fatto atterrare il modulo Philae sul nucleo.

Le comete possono aver contribuito a portare acqua e composti organici sulla Terra primordiale, ma non è corretto affermare che abbiano sicuramente prodotto tutti gli oceani o dato origine alla vita. Le misure isotopiche mostrano un quadro complesso e ancora studiato.

Domande frequenti

Una cometa è una stella? No. È un piccolo corpo del Sistema solare che riflette la luce del Sole e libera gas e polvere quando si riscalda.

La coda è sempre una sola? No. Di solito si distinguono una coda di polveri e una ionica; possono comparire strutture multiple o un’anticoda apparente.

La coda sta sempre dietro la cometa? No. Punta lontano dal Sole e può quindi trovarsi davanti al nucleo rispetto alla direzione del moto.

Le comete cadono sulla Terra? In linea teorica un nucleo può collidere con un pianeta, ma le comete osservate passano normalmente a distanze sicure e le orbite vengono monitorate.

Cometa e stella cadente sono la stessa cosa? No. Una stella cadente è una meteora nell’atmosfera, anche se il frammento può provenire dai detriti di una cometa.

Fonti e aggiornamento

Questa scheda è stata aggiornata il 31 agosto 2026 usando materiali divulgativi e tecnici di NASA Science, Agenzia Spaziale Europea ed EduINAF.

Le caratteristiche generali delle comete sono consolidate; numero degli oggetti conosciuti, orbite, luminosità e date dei passaggi vengono invece aggiornati con nuove osservazioni.

Casi particolari

  • Una cometa non è una stella e non produce luce propria: riflette la luce solare e può emettere luce dai gas eccitati.
  • Il nucleo è piccolo; chioma e code possono estendersi per milioni di chilometri.
  • I ghiacci sublimano quando la cometa si avvicina al Sole.
  • Le code principali sono due: una di polveri, più curva, e una ionica, più diritta.
  • Le code puntano lontano dal Sole, non necessariamente dietro la direzione di viaggio.
  • Le comete di corto periodo provengono soprattutto dalle regioni oltre Nettuno; quelle di lungo periodo sono associate alla nube di Oort.
  • Una cometa e una stella cadente non sono la stessa cosa.
  • La cometa di Halley tornerà al perielio nel 2061.
  • La maggior parte delle comete passa a distanze sicure dalla Terra.
  • Non osservare mai vicino al Sole con binocolo o telescopio privi di protezioni solari adeguate.

Verifica le informazioni

Fonti ufficiali e affidabili

01
Comet Facts

NASA Science

02
Comets

NASA Science

03
Structure of a comet

Agenzia Spaziale Europea

04
Rosetta overview

Agenzia Spaziale Europea

05
Quando passano le comete

EduINAF

06
Comete, messaggere con la chioma

Media INAF

07
La nube di Oort

EduINAF