Che cos’è esattamente un fulmine

Un fulmine è una grande scarica di elettricità nell’atmosfera. Per un intervallo brevissimo, una corrente molto intensa percorre un canale di aria ionizzata tra zone con carica elettrica diversa: possono trovarsi all’interno della stessa nube, in due nubi separate oppure tra una nube temporalesca e il terreno.

L’aria normalmente è un buon isolante e ostacola il passaggio della corrente. Durante un temporale, però, la separazione delle cariche può creare un campo elettrico tanto forte da rompere questa capacità isolante. Si forma allora un percorso conduttore lungo il quale avviene la scarica.

Il fulmine non è quindi un oggetto che cade dal cielo, ma un processo elettrico composto da più fasi estremamente rapide. Il canale luminoso che vediamo può estendersi per chilometri e avere numerose ramificazioni, mentre la parte attraversata dalla corrente è larga soltanto pochi centimetri.

Come si formano le cariche dentro un temporale

I fulmini si sviluppano soprattutto nelle grandi nubi temporalesche chiamate cumulonembi. Al loro interno correnti ascendenti e discendenti molto forti fanno scontrare goccioline d’acqua sopraffusa, piccoli cristalli di ghiaccio, grandine e graupel, una forma di ghiaccio granulare.

Le collisioni trasferiscono carica elettrica tra le particelle. In uno schema semplificato, le particelle più leggere e positive vengono trasportate verso la parte alta della nube, mentre graupel e particelle più pesanti tendono a raccogliere carica negativa e scendono o restano nella parte medio-bassa.

La distribuzione reale è più complessa e può cambiare durante la vita del temporale. Gli scienziati conoscono bene il ruolo di ghiaccio, moti turbolenti e separazione delle cariche, ma alcuni dettagli dell’innesco iniziale del fulmine sono ancora oggetto di ricerca.

Come il fulmine raggiunge il suolo

Nel più comune fulmine negativo nube-terra, un canale di carica chiamato leader a gradini scende dalla nube con un percorso irregolare. Procede in piccoli salti troppo rapidi e debolmente luminosi perché l’occhio possa seguirli normalmente.

Quando il leader si avvicina al terreno, dal suolo e dagli oggetti si sviluppano canali di carica opposta, detti streamer. Uno di questi si collega al percorso discendente: a quel punto una corrente molto intensa risale lungo il canale già preparato e produce il colpo di ritorno, la parte più luminosa che percepiamo come saetta.

Se nella nube rimane abbastanza carica, altri impulsi possono usare quasi lo stesso percorso a distanza di pochi millesimi di secondo. È per questo che alcuni fulmini sembrano tremolare o accendersi più volte. Esistono anche scariche che partono verso l’alto da torri, grattacieli e altre strutture elevate.

Fulmine, lampo e tuono: qual è la differenza

Il fulmine è il fenomeno elettrico completo. Il lampo è la luce prodotta dalla scarica e riflessa dalle nubi; la saetta è il nome comune dato soprattutto al canale luminoso ramificato quando risulta visibile. Il tuono è invece il suono associato al fulmine.

La corrente riscalda l’aria attorno al canale fino a circa 30.000 °C per una frazione di secondo. L’aria si espande in modo esplosivo, comprime quella circostante e crea un’onda d’urto che all’inizio può essere uno schiocco secco e poi diventa il rombo del tuono.

Vediamo il lampo prima di sentire il tuono perché la luce viaggia enormemente più veloce del suono. Per stimare la distanza, conta i secondi tra lampo e tuono e dividili approssimativamente per tre: nove secondi corrispondono a circa tre chilometri. Se senti il tuono sei comunque già abbastanza vicino da essere in pericolo.

Quali tipi di fulmine esistono

La maggior parte delle scariche resta dentro la nube temporalesca: sono i fulmini intranube, che spesso illuminano una grande porzione del cielo senza mostrare un canale completo. Altre scariche collegano zone di nubi diverse oppure escono dalla nube verso l’aria circostante.

I fulmini nube-terra sono meno numerosi ma più importanti per la sicurezza. Quelli negativi trasferiscono al suolo una carica netta negativa e possono contenere più impulsi. I fulmini positivi, più rari, partono spesso dalle zone alte della nube e possono avere corrente e durata maggiori, con una capacità più elevata di innescare incendi o danneggiare linee elettriche.

Un cosiddetto fulmine a ciel sereno può uscire lateralmente dall’incudine del temporale, percorrere molti chilometri e raggiungere una zona dove non sta piovendo. Il nome può ingannare: la scarica appartiene comunque a una nube temporalesca, anche se questa è lontana dal punto colpito.

Perché il fulmine è ramificato e dove colpisce

Il percorso non viene scelto in anticipo. Il leader esplora l’aria attraverso ramificazioni successive e avanza dove le condizioni elettriche rendono più facile ionizzare il gas. Soltanto uno o alcuni rami riescono a collegarsi agli streamer che salgono dal terreno.

Altezza, forma appuntita e isolamento aumentano la probabilità che da un oggetto parta un collegamento verso il canale discendente, ma non permettono di prevedere con certezza il punto d’impatto. Un fulmine può colpire anche un terreno aperto vicino ad alberi o costruzioni più alte.

Il metallo non attira magicamente i fulmini: conduce bene la corrente quando viene coinvolto. Anche la frase “un fulmine non colpisce mai due volte nello stesso posto” è falsa. Torri, cime e grandi edifici possono essere colpiti ripetutamente perché restano punti favorevoli alla formazione dei canali ascendenti.

Come proteggersi all’aperto e al chiuso

Se vedi lampi o senti tuoni, raggiungi subito un edificio chiuso oppure un’automobile con tetto rigido e finestrini chiusi. La Protezione Civile raccomanda di restare al riparo per almeno trenta minuti dopo l’ultimo tuono. Tettoie, gazebo, tende, alberi isolati, spiagge, creste, campi aperti e specchi d’acqua non sono rifugi sicuri.

L’automobile protegge principalmente grazie alla carrozzeria metallica che può convogliare la corrente all’esterno, non grazie agli pneumatici. All’interno non toccare parti metalliche collegate alla carrozzeria. Una cabriolet, una moto, una bicicletta o un veicolo aperto non offrono la stessa protezione.

In casa evita docce, rubinetti, telefoni fissi con filo e apparecchi collegati alla rete elettrica; resta lontano da finestre, porte e tubature. Se sei bloccato all’aperto senza rifugio, continua a cercarne uno, allontanati da punti elevati, alberi isolati e acqua e non sdraiarti: nessuna posizione rende sicuro restare fuori.

Cosa fare se una persona viene colpita

Una persona colpita da un fulmine non rimane elettricamente carica: può e deve essere soccorsa subito. Chiama il 112, indica il luogo e verifica prima che la scena non esponga anche i soccorritori a nuove scariche; se possibile spostati con la vittima verso un riparo sicuro.

Il fulmine può provocare arresto cardiaco, problemi respiratori, ustioni, danni neurologici e traumi da caduta. Se la persona non risponde e non respira normalmente, inizia la rianimazione cardiopolmonare secondo la tua formazione e usa un defibrillatore automatico esterno se disponibile, seguendone le istruzioni, fino all’arrivo dei soccorsi.

Anche chi appare cosciente o si riprende rapidamente deve essere valutato dai sanitari, perché alcune lesioni non sono immediatamente visibili. Le indicazioni di primo soccorso non sostituiscono la chiamata ai servizi di emergenza.

Come si osservano i fulmini e qual è il record

Le reti terrestri rilevano le onde elettromagnetiche prodotte dalle scariche e ne stimano posizione, momento e caratteristiche. Sensori ottici installati sui satelliti osservano invece i lampi dall’alto e permettono di seguire continuamente l’attività elettrica dei grandi sistemi temporaleschi.

Questi dati aiutano meteorologi e Protezione Civile a monitorare i temporali, ma non consentono di prevedere il punto esatto del prossimo fulmine. L’aumento improvviso dell’attività elettrica può segnalare la rapida intensificazione di una nube convettiva e integra radar, satelliti e osservazioni al suolo.

Nel 2025 l’Organizzazione meteorologica mondiale ha certificato come record un singolo megaflash lungo 829 chilometri, sviluppatosi nel 2017 tra il Texas orientale e l’area vicina a Kansas City. Un fulmine può quindi essere molto più esteso del tratto luminoso che un osservatore riesce a vedere da terra.

Casi particolari

  • Il fulmine è la scarica elettrica; il lampo è la luce e il tuono è il suono.
  • La maggior parte dei fulmini resta dentro le nubi e non raggiunge il terreno.
  • Un fulmine può colpire lontano dalla pioggia e sotto un tratto di cielo apparentemente sereno.
  • Il metallo non attira il fulmine, ma conduce molto bene la corrente.
  • Lo stesso punto può essere colpito più volte, soprattutto se è alto, appuntito e isolato.
  • L’automobile protegge grazie alla carrozzeria metallica chiusa, non grazie agli pneumatici.
  • Se senti un tuono sei già nel raggio di possibile fulminazione: entra al chiuso e attendi trenta minuti dall’ultimo tuono.
  • Una vittima non resta elettricamente carica e può essere soccorsa immediatamente.
  • Il record mondiale certificato per la lunghezza di un singolo fulmine è 829 chilometri.

Verifica le informazioni

Fonti ufficiali e affidabili

01
Come si forma un fulmine

NOAA – JetStream

02
Che cosa provoca fulmini e tuoni

NOAA – NESDIS

03
Tipi di fulmine e sviluppo della scarica

NOAA – National Severe Storms Laboratory

04
Temporali e fulmini: come proteggersi

Dipartimento della Protezione Civile

05
Miti e regole di sicurezza sui fulmini

National Weather Service

06
Primo soccorso e sicurezza in caso di fulmine

CDC

07
Record mondiale del megaflash di 829 chilometri

Organizzazione meteorologica mondiale

08
Fotografia NOAA del fulmine e pubblico dominio

Wikimedia Commons