Quanto dura il raffreddore: i tempi più comuni

Il comune raffreddore è un’infezione virale delle prime vie respiratorie. Secondo l’Istituto Superiore di Sanità, nella maggior parte degli adulti e dei bambini più grandi si risolve in 5–10 giorni; il servizio sanitario britannico NHS indica che si dovrebbe cominciare a stare meglio entro una o due settimane.

Decorso orientativo del raffreddore comune
PeriodoCosa accade più spessoChe cosa osservare
Giorni 1–3I sintomi compaiono gradualmente e raggiungono spesso il piccoMal di gola, starnuti, naso chiuso o che cola, stanchezza
Giorni 4–7In molti casi inizia un miglioramento progressivoLe secrezioni possono diventare bianche, gialle o verdi
Giorni 8–14Congestione e tosse possono essere ancora presenti ma ridursiL’andamento dovrebbe essere complessivamente favorevole
Fino a 2–3 settimanePuò restare soprattutto una tosse residuaSe non migliora, peggiora o compaiono segnali d’allarme, sentire il medico

È una cronologia orientativa, non una diagnosi: età, virus responsabile e condizioni di salute possono modificare la durata.

Le due indicazioni descrivono lo stesso andamento: mal di gola, starnuti, naso che cola o chiuso e sensazione di malessere aumentano gradualmente, raggiungono spesso il massimo nei primi 2–3 giorni e poi si attenuano. Non tutti i sintomi scompaiono nello stesso momento.

La tosse è spesso l’ultimo disturbo a passare. L’ISS segnala che può persistere per 2–3 settimane, mentre il CDC ricorda che tosse e congestione possono durare fino a 10–14 giorni pur continuando a migliorare. Una coda di tosse non significa quindi automaticamente che il raffreddore si sia aggravato.

Perché può durare più o meno di una settimana

Non esiste un solo virus del raffreddore. Oltre 200 virus possono produrre un quadro simile e i rinovirus sono tra i più comuni. La durata dipende dal virus, dalla risposta immunitaria, dall’età, dal fumo e dall’eventuale presenza di asma, malattie respiratorie o difese immunitarie ridotte.

Ammalarsi di nuovo poco dopo non significa necessariamente che lo stesso raffreddore non sia mai passato: soprattutto nei bambini e nei periodi in cui circolano molti virus, due infezioni ravvicinate possono sembrare un unico episodio molto lungo.

Anche influenza, COVID-19, virus respiratorio sinciziale, sinusite e allergie possono causare naso chiuso, tosse o mal di gola. Se la durata o l’intensità non corrispondono a un miglioramento graduale, è prudente non attribuire automaticamente tutto a un semplice raffreddore.

Quanto dura nei bambini

Nei bambini il raffreddore può protrarsi più a lungo che negli adulti. L’ISS indica che sotto i cinque anni i disturbi possono rimanere fino a 14 giorni; l’American Academy of Pediatrics spiega che, in un episodio tipico senza complicazioni, dovrebbero ridursi lentamente in circa 7–10 giorni.

I bambini si raffreddano spesso perché incontrano numerosi virus, specialmente quando frequentano nido o scuola. Una secrezione nasale che continua oltre 10–14 giorni, un dolore all’orecchio importante, una respirazione faticosa, una febbre persistente o un peggioramento dopo una prima ripresa meritano un contatto con il pediatra.

Per neonati e bambini molto piccoli la soglia di prudenza è più bassa. Un neonato sotto i tre mesi con temperatura di 38 °C o superiore deve essere valutato rapidamente da un professionista sanitario; per farmaci e dosaggi non vanno adattate autonomamente le indicazioni destinate agli adulti.

Per quanto tempo il raffreddore è contagioso

I virus responsabili si trasmettono attraverso particelle respiratorie, contatti ravvicinati e mani o superfici contaminate portate a occhi, naso e bocca. La contagiosità tende a essere maggiore all’inizio, quando i sintomi sono più intensi, ma non esiste un giorno identico per tutti i virus oltre il quale il rischio diventa improvvisamente zero.

L’NHS considera una persona potenzialmente contagiosa finché i sintomi non sono scomparsi, di solito per una o due settimane. Questo non significa che il rischio resti costante: è generalmente più alto nei primi giorni e diminuisce con la guarigione.

Per limitare la diffusione è utile lavare spesso le mani, usare fazzoletti monouso, tossire o starnutire nel gomito, aerare gli ambienti e non condividere bicchieri o asciugamani. Se si ha febbre o non ci si sente in grado di svolgere le attività normali, è prudente restare a casa ed evitare soprattutto le persone fragili.

Muco giallo o verde: significa infezione batterica?

No, non necessariamente. Il CDC spiega che il muco può essere inizialmente trasparente e diventare bianco, giallo o verde dopo 2–3 giorni. Questo cambiamento è comune durante un raffreddore e, da solo, non dimostra che serva un antibiotico.

Gli antibiotici agiscono contro i batteri, mentre il comune raffreddore è virale. Assumerli senza una diagnosi non accelera la guarigione e può causare effetti indesiderati, favorire infezioni resistenti e rendere meno efficaci questi farmaci quando sono davvero necessari.

Solo un medico può valutare se si sia sviluppata una complicanza batterica, tenendo conto dell’intero quadro: durata, febbre, dolore localizzato, respirazione, andamento dei sintomi e visita. Il colore delle secrezioni non basta per decidere una terapia.

Raffreddore, influenza, COVID-19 o allergia

Il raffreddore tende a comparire gradualmente e interessa soprattutto naso e gola. L’influenza spesso inizia più bruscamente e può causare febbre, brividi, dolori muscolari, mal di testa e stanchezza marcata. Sono tendenze generali, non regole diagnostiche.

COVID-19 e altre infezioni respiratorie possono produrre sintomi molto simili. Il CDC raccomanda di considerare un test per COVID-19 o influenza soprattutto alle persone con un rischio maggiore di malattia grave, perché eventuali antivirali sono più efficaci se iniziati presto.

L’allergia respiratoria non è un’infezione e non è contagiosa. Può durare finché continua l’esposizione all’allergene e spesso provoca prurito a occhi o naso, starnuti ripetuti e secrezione acquosa; anche in questo caso, però, serve una valutazione se i sintomi sono nuovi, importanti o persistenti.

Cosa aiuta davvero a stare meglio

Non esiste una cura capace di eliminare immediatamente i virus del raffreddore. Riposo, sonno e liquidi aiutano a sostenere il recupero e a evitare la disidratazione. Soluzione salina nasale, aria non troppo secca e bevande tiepide possono dare un sollievo temporaneo.

Per la tosse, il CDC indica che il miele può aiutare adulti e bambini di almeno un anno. Non va mai dato sotto i 12 mesi per il rischio di botulismo infantile. Nei bambini piccoli i lavaggi nasali con soluzione salina possono essere più appropriati di molti prodotti da banco.

Paracetamolo o ibuprofene possono ridurre dolore e febbre in alcune persone, ma occorre rispettare dosi, controindicazioni e foglietto illustrativo e chiedere consiglio a medico o farmacista in caso di gravidanza, patologie, terapie concomitanti o dubbi. Non bisogna sommare prodotti diversi che contengono lo stesso principio attivo.

Farmaci da banco e decongestionanti: le cautele

I farmaci da banco possono attenuare temporaneamente alcuni sintomi, ma non abbreviano necessariamente il raffreddore. Prima di usarli bisogna verificare età minima, interazioni, pressione alta, malattie cardiache, gravidanza e altre controindicazioni con il farmacista o il medico.

L’NHS raccomanda di non usare spray nasali decongestionanti per più di una settimana, perché un impiego prolungato può peggiorare la congestione. I prodotti combinati contro raffreddore e influenza richiedono particolare attenzione: possono contenere già un analgesico o un antipiretico.

La Food and Drug Administration avverte che i medicinali per tosse e raffreddore con decongestionanti o antistaminici non devono essere somministrati sotto i due anni; sulle confezioni statunitensi è indicato di non usarli sotto i quattro. In Italia è necessario attenersi all’età autorizzata del singolo prodotto e al consiglio del pediatra o farmacista, senza improvvisare dosi ridotte di farmaci per adulti.

Quando chiamare il medico

È opportuno chiedere un parere se i sintomi durano più di 10 giorni senza migliorare, se migliorano e poi tornano o peggiorano, se la febbre persiste per più giorni oppure se una malattia cronica si riacutizza. L’ISS suggerisce una valutazione anche quando i disturbi oltrepassano tre settimane o la tosse resta importante.

Serve maggiore prudenza per neonati, anziani fragili, persone immunodepresse e chi ha asma, broncopneumopatia cronica, cardiopatie, diabete o altre condizioni che aumentano il rischio di complicanze. In questi casi può essere utile contattare il medico prima, anche con sintomi apparentemente lievi.

Difficoltà o rapidità respiratoria, dolore al petto, labbra bluastre, confusione, convulsioni, forte sonnolenza, disidratazione o incapacità di bere richiedono assistenza urgente. Se la situazione appare grave o pericolosa, chiamare il 112/118.

Come ridurre il rischio di un nuovo raffreddore

Lavare le mani con acqua e sapone, evitare di toccarsi il viso con mani non pulite, arieggiare gli ambienti e coprire tosse e starnuti riducono la trasmissione di numerosi virus respiratori. È utile pulire gli oggetti toccati spesso e non condividere posate, bicchieri o asciugamani durante la malattia.

Non esiste un vaccino unico contro il raffreddore, perché può essere causato da molti virus diversi. Le vaccinazioni disponibili contro influenza e COVID-19 non prevengono il comune raffreddore, ma riducono il rischio di malattie respiratorie specifiche che possono assomigliargli e provocare complicanze.

Fumo e fumo passivo irritano le vie respiratorie e possono rendere i sintomi più fastidiosi. Un sonno sufficiente e la gestione delle patologie croniche non garantiscono di evitare ogni infezione, ma aiutano a proteggere la salute generale.

Domande frequenti

Un raffreddore può durare tre settimane? La maggior parte migliora molto prima, ma una tosse residua può arrivare a 2–3 settimane. Se non si riduce, peggiora o si associa ad affanno, dolore toracico o febbre, va sentito il medico.

È normale peggiorare il secondo o terzo giorno? Sì, i sintomi raggiungono spesso il picco nei primi 2–3 giorni. Dopo dovrebbe comparire un miglioramento progressivo; un nuovo peggioramento dopo essere stati meglio merita attenzione.

Quando posso tornare al lavoro o a scuola? Dipende da febbre, condizioni generali e regole locali. In generale è meglio restare a casa finché si ha febbre o non ci si sente in grado di svolgere le normali attività, proteggendo le persone fragili anche nei giorni successivi.

La vitamina C fa passare prima il raffreddore? Non sostituisce riposo e gestione dei sintomi. L’NHS segnala che le prove sull’efficacia di integratori come vitamina C, echinacea o aglio nel prevenire o accelerare la guarigione sono limitate; dosi elevate possono avere effetti indesiderati.

Quando servono gli antibiotici? Non servono per il raffreddore virale. Possono essere prescritti soltanto se un medico diagnostica una complicanza batterica.

Fonti e criteri di aggiornamento

La scheda è aggiornata al 4 settembre 2026. Durata, sintomi, complicanze e indicazioni generali derivano dall’Istituto Superiore di Sanità e dall’NHS; picco dei sintomi, colore del muco, criteri per la valutazione medica e uso prudente degli antibiotici sono stati verificati sulle pagine aggiornate dei Centers for Disease Control and Prevention.

Le indicazioni pediatriche sono state confrontate con l’American Academy of Pediatrics e con la Food and Drug Administration. Le fonti sono collegate in fondo alla pagina per consentire di consultare direttamente i riferimenti sanitari.

Queste informazioni aiutano a orientarsi ma non sostituiscono una diagnosi, la visita o le indicazioni personalizzate di medico, pediatra o farmacista.

Casi particolari

  • Negli adulti il raffreddore si risolve spesso in 5–10 giorni.
  • I sintomi raggiungono spesso il massimo nei primi 2–3 giorni.
  • Tosse e congestione possono durare 10–14 giorni; la tosse talvolta arriva a 2–3 settimane.
  • Nei bambini piccoli i disturbi possono continuare fino a circa 14 giorni.
  • Il muco giallo o verde, da solo, non significa che serva un antibiotico.
  • Gli antibiotici non curano il raffreddore virale.
  • Il miele non va dato ai bambini sotto un anno.
  • Gli spray decongestionanti non vanno usati oltre il periodo indicato, generalmente una settimana.
  • Sintomi oltre 10 giorni senza miglioramento o che migliorano e poi peggiorano meritano un parere medico.
  • Difficoltà respiratoria, dolore toracico, confusione o disidratazione richiedono assistenza urgente.

Verifica le informazioni

Fonti ufficiali e affidabili

01
Raffreddore: sintomi, durata, terapia e prevenzione

ISSalute – Istituto Superiore di Sanità

02
Common cold

NHS

03
Manage Common Cold

Centers for Disease Control and Prevention

04
Preventing and Managing the Common Cold

Centers for Disease Control and Prevention

05
Children and colds: durata e segnali da riferire al pediatra

American Academy of Pediatrics – HealthyChildren.org

06
Cough and cold medicines in children: safety information

U.S. Food and Drug Administration

07
Antibiotici: perché non curano le infezioni virali

ISSalute – Istituto Superiore di Sanità