Chi è Tommaso Cerno e che cosa fa oggi
Tommaso Cerno è un giornalista, scrittore e opinionista italiano. Dal 1° dicembre 2025 è direttore responsabile de il Giornale, dopo aver guidato Il Tempo. In precedenza ha diretto il Messaggero Veneto e L’Espresso, è stato condirettore di la Repubblica e ha svolto un mandato al Senato. La sua notorietà nasce quindi da attività diverse: cronaca e inchieste, gestione di redazioni, libri, divulgazione televisiva e partecipazione alla politica.
Al 6 ottobre 2026 il suo incarico alla guida del quotidiano è confermato dalla pagina della direzione de il Giornale. Nella stessa struttura Vittorio Feltri figura come direttore editoriale: sono due ruoli distinti. Cerno non è invece un senatore in carica; l’esperienza parlamentare appartiene alla XVIII legislatura. Questa differenza è importante per capire in quale veste interviene oggi nel dibattito pubblico.
Età, origini e il legame con Udine
Cerno è nato a Udine il 28 gennaio 1975: al 6 ottobre 2026 ha 51 anni. La data è riportata nella scheda anagrafica del Senato. Le origini friulane sono anche una chiave del suo percorso professionale, iniziato nel giornalismo locale prima del passaggio alle testate nazionali. Il Messaggero Veneto rimane uno dei luoghi centrali della sua formazione e della sua successiva attività di direttore.
Un resoconto dell’incontro con gli studenti del liceo Marinelli, pubblicato nel novembre 2014, lo presenta come ex allievo dell’istituto udinese e collaboratore del giornale scolastico Preludio. Durante l’incontro Cerno affronta il rapporto fra informazione, telefoni e responsabilità di chi racconta una notizia. È un episodio che documenta un legame concreto con la scuola e con la città, senza confondere la frequentazione del liceo con titoli universitari non indicati in quella fonte.
Dalla cronaca locale alle inchieste nazionali
La biografia di Treccani ricostruisce il lavoro al Messaggero Veneto fino al 2009 e il successivo ingresso a L’Espresso. Nel settimanale si occupa di attualità e assume responsabilità redazionali. Il passaggio porta il suo lavoro dal territorio friulano a temi di interesse nazionale, mantenendo il legame fra cronaca, politica e società.
La presentazione dell’autore nel catalogo Feltrinelli ricorda il premio Cronista 2009 per il racconto del caso di Eluana Englaro. È un riferimento significativo: quella vicenda intrecciava cronaca, diritti, decisioni giudiziarie e un confronto pubblico molto acceso. Il riconoscimento precede le direzioni dei giornali e l’ingresso in Parlamento, mostrando che la sua visibilità non deriva soltanto dalle successive apparizioni televisive. La stessa presentazione segnala anche un precedente impegno nazionale in Arcigay.
Il ritorno al Messaggero Veneto come direttore
Nell’ottobre 2014 Cerno torna al Messaggero Veneto, questa volta alla guida della testata. La comunicazione ripresa dalla FNSI descrive il riassetto dei quotidiani locali del Gruppo Espresso: Omar Monestier passa al Tirreno e Cerno assume la direzione del giornale friulano. La decorrenza annunciata è il 20 ottobre. Non si tratta dunque del suo primo ingresso in quella redazione, ma di un ritorno con responsabilità differenti.
Nel saluto ai lettori del 28 luglio 2016, alla vigilia del trasferimento a L’Espresso, Cerno presenta il territorio come un punto da cui osservare il Paese e il mondo, non come un ambito chiuso. Richiama il rapporto del quotidiano con la comunità e l’evoluzione tecnologica dell’informazione. È un testo utile per comprendere la concezione del giornalismo locale che espone in prima persona: radicamento, identità e apertura alle notizie nazionali non sono descritti come alternative.
La direzione de L’Espresso e il tema delle inchieste
L’11 luglio 2016 viene annunciata la nomina di Cerno a direttore de L’Espresso, con subentro a Luigi Vicinanza alla fine del mese. La direzione prosegue fino all’autunno 2017, quando passa a Repubblica. È una tappa distinta dal precedente lavoro come firma e responsabile dell’attualità del settimanale.
Un episodio di quel periodo è documentato dalla FNSI nell’ottobre 2016. Dopo un attacco di Massimo Carminati, allora imputato nel processo Mafia Capitale, contro il direttore e i giornalisti Lirio Abbate e Paolo Biondani, il sindacato esprime solidarietà alla redazione. Le inchieste citate nel comunicato erano firmate da Abbate e Biondani: non vanno attribuite a Cerno soltanto perché dirigeva il giornale. La distinzione restituisce il suo ruolo effettivo e riconosce il lavoro dei cronisti coinvolti.
Condirettore di Repubblica: un incarico diverso
Nell’ottobre 2017 Cerno diventa condirettore di la Repubblica. Il comunicato pubblicato dal quotidiano indica come decorrenza il 25 ottobre e lo colloca nel progetto di rinnovamento della testata, con cambiamenti alla carta e all’offerta digitale. Il direttore resta Mario Calabresi: Cerno lo affianca, non lo sostituisce.
La qualifica è confermata anche dal Quirinale, che registra la sua presenza all’incontro del 21 novembre 2017 fra il presidente Sergio Mattarella e la direzione del giornale. La distinzione fra direttore e condirettore non è un dettaglio formale: descrive la posizione ricoperta in quella fase. L’incarico precede la scelta di candidarsi alle elezioni politiche del 2018, interrompendo il percorso continuativo ai vertici delle redazioni.
L’elezione al Senato e i passaggi di gruppo
Alle elezioni del 4 marzo 2018 Cerno viene eletto senatore in Lombardia. La sua esperienza si svolge nella XVIII legislatura, conclusa nel 2022. L’archivio parlamentare registra l’appartenenza al gruppo del Partito Democratico fino al 25 febbraio 2020, il passaggio al Misto dal 26 febbraio e il ritorno nel gruppo PD il 19 gennaio 2021.
Sono passaggi interni allo stesso mandato, non nuove elezioni. La scheda istituzionale riporta inoltre la segreteria della commissione Affari costituzionali e attività in altre commissioni, fra cui Finanze, Lavoro e Politiche dell’Unione europea. È questo l’ambito nel quale collocare il suo lavoro politico: partecipazione all’attività legislativa e parlamentare, distinta dalla responsabilità editoriale assunta negli anni precedenti e successivi.
Le proposte parlamentari su diritti e rappresentanza
La pagina delle iniziative legislative elenca cinque disegni di legge presentati da Cerno come primo firmatario. I temi comprendono riforme costituzionali, rifiuto dei trattamenti sanitari ed eutanasia, regolamentazione della cannabis, elettorato attivo per il Senato e misure di amnistia e indulto. Il quadro mostra un interesse per diritti individuali, funzionamento delle istituzioni e sistema penale, oltre alla consueta presenza nel confronto politico televisivo.
Fra queste iniziative, il disegno di legge S. 1022 riguarda l’articolo 58 della Costituzione e il diritto di voto per l’elezione del Senato. Presentare una proposta significa sottoporla al Parlamento; non equivale ad approvare da soli una norma. Per ricostruire il contributo di un parlamentare occorre quindi distinguere il testo firmato, l’esame delle commissioni e il provvedimento eventualmente approvato. Qui vengono indicati i temi delle iniziative, senza attribuirgli riforme come risultati personali esclusivi.
La proposta di amnistia e indulto
Un caso concreto è il disegno di legge S. 1681, presentato il 26 gennaio 2020. Il fascicolo del Senato lo intitola Concessione di amnistia condizionata e di indulto revocabile con finalità sociali e indica Cerno come promotore. Risulta assegnato alla commissione Giustizia l’8 ottobre 2020, con esame non iniziato.
Il documento permette di precisare il significato dell’iniziativa: era una proposta di intervento sul sistema penale, non un beneficio entrato automaticamente in vigore per effetto della sua presentazione. La distinzione fra amnistia, indulto e ordinaria attività legislativa è essenziale quando una notizia parlamentare viene riassunta in poche righe. Nel profilo di Cerno questa proposta documenta uno dei temi affrontati durante il mandato, senza trasformare un progetto rimasto all’esame delle istituzioni in una legge realizzata.
L’Identità e Il Tempo dopo il Parlamento
Dopo la fine della legislatura Cerno torna a dirigere giornali. Treccani colloca la direzione de L’Identità nel periodo 2022–2024. Dal 1° marzo 2024 assume la guida de Il Tempo, sostituendo Davide Vecchi, come documenta la notizia della nomina su Giornalisti Italia.
Questa fase chiarisce perché molte interviste e presentazioni lo identificano ancora con il quotidiano romano: per una parte importante del 2024 e del 2025 era effettivamente il suo direttore. Non si tratta però dell’incarico attuale. La successiva nomina a il Giornale cambia la testata di riferimento, mentre resta la sua attività di commentatore. Per leggere un video o un articolo d’archivio occorre quindi tener conto della data: la qualifica riportata al momento dell’intervista può essere corretta allora, ma non descrivere più la situazione presente.
Il Giornale dal dicembre 2025
Il 26 novembre 2025 il Gruppo Editoria Italia annuncia un cambio nelle direzioni: Cerno assume la responsabilità de il Giornale dal 1° dicembre, mentre Daniele Capezzone passa a Il Tempo. Il comunicato della nomina saluta il direttore uscente Alessandro Sallusti e presenta la nuova organizzazione editoriale. È la fonte da usare per datare l’inizio dell’incarico, distinto dal giorno in cui la notizia viene anticipata.
La sua traiettoria attraversa così testate con storie e orientamenti differenti: il giornalismo locale del Messaggero Veneto, le inchieste de L’Espresso, la condirezione di Repubblica e le successive esperienze a L’Identità, Il Tempo e il Giornale. Questo percorso contribuisce al dibattito sulle sue posizioni pubbliche, ma un incarico giornalistico non equivale da solo all’iscrizione a un partito. La fase parlamentare e quella editoriale restano due piani da ricostruire separatamente.
D-Day: la Seconda guerra mondiale su Rai 3
Nel 2015 Cerno conduce D-Day. I giorni decisivi, un programma in quattro puntate su Rai 3 dedicato alla Seconda guerra mondiale, a settant’anni dalla sua conclusione. La presentazione de L’Espresso colloca l’esordio il 27 marzo e descrive un racconto costruito con immagini d’archivio, testimonianze e contributi di studiosi.
È un’esperienza diversa dal talk show: il centro non è il confronto fra esponenti politici sulla notizia del giorno, ma la ricostruzione di eventi storici. La trasmissione amplia la sua attività dalla carta alla divulgazione televisiva. Consente inoltre di comprendere perché, nella sua produzione, i riferimenti al Novecento non compaiano soltanto come argomenti polemici: sono stati anche oggetto di un progetto autonomo, destinato a un pubblico generalista e organizzato in più episodi.
2 di picche su Rai 2 nel 2026
Nel 2026 il suo percorso televisivo comprende 2 di picche su Rai 2. La presentazione di Televideo Rai descrive una striscia quotidiana di approfondimento giornalistico: attualità italiana e internazionale, politica, economia, società e diritti. Il formato privilegia la lettura delle notizie e il commento, anziché una ricostruzione storica come quella di D-Day.
L’effettiva messa in onda è documentata anche dai comunicati dell’Ufficio stampa Rai. Per il 29 maggio 2026 viene indicato un pubblico di 494 mila spettatori e uno share del 4,4%. Sono dati riferiti a quella singola giornata, non la media dell’intera stagione. Il programma aggiunge un incarico televisivo riconoscibile alla sua presenza come ospite e opinionista, che non va confusa con la conduzione di una trasmissione propria.
I libri: narrativa e analisi dei media
Cerno ha pubblicato anche narrativa: Affa Taffa, edito da Mimesis, compare fra i titoli ricordati nella sua bibliografia. La produzione saggistica affronta invece il rapporto fra informazione, potere e identità politica. Nel 2011 firma con Emiliano Fittipaldi La macchina del fango. Come funziona il sistema della disinformazione italiana, pubblicato da Feltrinelli.
La scheda del volume presenta un’analisi delle campagne mediatiche e dei rapporti fra giornali, televisioni e potere durante l’epoca berlusconiana. I due autori ricostruiscono meccanismi di delegittimazione e casi di conflitto politico attraverso l’informazione. Si tratta di una tesi giornalistica attribuita agli autori, non di una definizione neutrale di ogni testata citata. Il libro aiuta a collocare la fase delle inchieste de L’Espresso nella produzione di Cerno, prima dell’esperienza parlamentare e delle successive direzioni.
Inferno: la politica raccontata con la satira
Inferno. La commedia del potere esce per Rizzoli nel marzo 2013. La presentazione dell’editore descrive una riscrittura satirica del modello dantesco: Cerno immagina gironi e contrappassi dedicati ai protagonisti della politica e della società italiana. Il testo è in terzine di endecasillabi ed è accompagnato dalle illustrazioni di Makkox.
La forma è parte del progetto, non un semplice abbellimento. Figure riconoscibili dell’attualità vengono inserite in una costruzione letteraria che usa l’ironia per discutere potere, incoerenza e comportamento pubblico. È dunque un’opera diversa dall’inchiesta documentale e dal saggio politico in prosa. La biografia editoriale di Rizzoli ricorda per il volume i premi Pino Zac per la satira politica e Cavallini nel 2013. Questi riconoscimenti riguardano il libro e il suo linguaggio satirico.
A noi! e il rapporto fra storia e leadership
Nel saggio A noi! Cosa ci resta del fascismo nell’epoca di Berlusconi, Grillo e Renzi, pubblicato nel 2015 e poi riproposto in edizione BUR, Cerno si interroga sulla persistenza di linguaggi e comportamenti nella politica italiana. La scheda Rizzoli dell’edizione BUR mette al centro leadership carismatiche, conformismo, retorica e rapporto fra il passato fascista e il presente.
Il titolo non va letto come una classificazione automatica di tutti i politici menzionati. Il progetto dell’autore è un confronto fra forme del potere e modi di comunicare, attraverso una sua interpretazione storica e politica. Letto insieme a D-Day e a Inferno, il volume mostra tre registri diversi con cui affronta la storia italiana: divulgazione televisiva, satira letteraria e saggistica. Confonderli farebbe perdere sia il contesto sia la funzione specifica di ciascun lavoro.
Le ragioni di Giuda, il saggio del 2026
Il 10 marzo 2026 Rizzoli pubblica Le ragioni di Giuda. Quando il tradimento ideologico diventa un atto di libertà. La scheda dell’editore indica un volume di 264 pagine, costruito intorno al rapporto fra appartenenza, cambiamento di idee e dissenso. Cerno usa la figura di Giuda come punto di partenza per interrogarsi sulla fedeltà e sull’accusa di tradimento.
Il libro mette in relazione riflessioni filosofiche, religiose, politiche e autobiografiche. Il tema è particolarmente pertinente a un autore la cui carriera attraversa ambienti editoriali e posizioni politiche diversi. Non offre però una spiegazione documentale di ogni singolo passaggio professionale: è la riflessione dell’autore sul significato del cambiare orientamento. Per chi vuole conoscere Cerno oltre le dichiarazioni brevi dei talk show, il volume presenta in forma estesa una delle questioni ricorrenti nella sua comunicazione pubblica.
Il contributo al libro sul caso Garlasco
Un’altra attività editoriale del 2026 è la prefazione a Il caso Garlasco. Verità sotto processo, scritto da Rita Cavallaro e pubblicato da Baldini+Castoldi. Il quotidiano diretto da Cerno presenta il libro il 3 settembre, annunciandone l’uscita il giorno successivo. La pagina dell’editore attribuisce l’opera a Cavallaro: perciò il ruolo di Cerno va indicato come prefatore, senza confonderlo con quello dell’autrice.
Il contributo lo colloca nel dibattito mediatico sulla cronaca giudiziaria, ma le interpretazioni di un libro non sostituiscono sentenze e atti processuali. Questa distinzione è particolarmente importante per un caso ancora al centro di notizie e controversie. Sul sito è disponibile anche la scheda di Antonio De Rensis, avvocato coinvolto nella difesa di Alberto Stasi, per comprendere un altro dei protagonisti del confronto pubblico.
Diritti civili e interventi pubblici recenti
Il tema dei diritti civili ricorre nella sua biografia pubblica. Nel 2014 la FNSI e l’Assostampa del Friuli Venezia Giulia esprimono solidarietà a Cerno dopo insulti omofobi ricevuti sui social. Il comunicato riporta anche la sua risposta: proseguire il proprio lavoro e contrastare le intimidazioni. È un episodio documentato, distinto dalle interpretazioni sulle sue successive scelte politiche.
Il 3 ottobre 2026 interviene alla Leopolda in un confronto con Ivan Scalfarotto. Nel resoconto del suo intervento critica alcuni orientamenti della sinistra e ringrazia Matteo Renzi per la legge sulle unioni civili, ricordando che gli ha consentito di unirsi al marito. La dichiarazione permette di riportare quel dato di vita privata perché reso pubblico dall’interessato. Non richiede invece di aggiungere dettagli familiari non necessari alla comprensione della sua attività.
Cronologia della carriera di Tommaso Cerno
La sequenza seguente riunisce le principali tappe professionali e il mandato elettivo. Le date permettono di orientarsi anche nelle interviste d’archivio, nelle quali Cerno viene presentato con qualifiche non più attuali. La condirezione di Repubblica, la conduzione televisiva e le direzioni dei quotidiani sono indicate separatamente, perché non descrivono lo stesso tipo di responsabilità.
| Periodo | Tappa | Ruolo o attività |
|---|---|---|
| Fino al 2009 | Messaggero Veneto | Giornalismo locale |
| 2009–2014 | L’Espresso | Attualità e responsabilità redazionali |
| 2014–2016 | Messaggero Veneto | Direttore |
| 2015 | D-Day, Rai 3 | Conduzione e divulgazione storica |
| 2016–2017 | L’Espresso | Direttore |
| 2017–2018 | la Repubblica | Condirettore |
| 2018–2022 | Senato, XVIII legislatura | Mandato parlamentare |
| 2022–2024 | L’Identità | Direttore |
| Marzo 2024–novembre 2025 | Il Tempo | Direttore |
| Dal 1° dicembre 2025 | il Giornale | Direttore responsabile |
| 2026 | 2 di picche, Rai 2 | Conduzione |
| Marzo 2026 | Le ragioni di Giuda | Saggio Rizzoli |
| Settembre 2026 | Il caso Garlasco di Rita Cavallaro | Prefazione |
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Fonti ufficiali e affidabili
01Senato della Repubblica
Senato della Repubblica
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Treccani
il Giornale
il Giornale
FNSI
Messaggero Veneto
Messaggero Veneto – Tommaso Cerno
la Repubblica
la Repubblica
Presidenza della Repubblica
FNSI
Giornalisti Italia
L’Espresso
Rai – Televideo
Rai – Ufficio stampa
Feltrinelli
LibroCo
Rizzoli
Rizzoli
Rizzoli
il Giornale
Baldini+Castoldi
FNSI
il Giornale
