Chi è Antonio De Rensis e perché è conosciuto

Antonio De Rensis è un avvocato penalista italiano che esercita a Bologna. È conosciuto dal grande pubblico soprattutto come difensore di Alberto Stasi, condannato per l’omicidio di Chiara Poggi a Garlasco, ma la sua attività comprende anche procedimenti legati allo sport e alla morte di Marco Pantani. Il suo nome compare nella difesa dell’allenatore Antonio Conte e del motociclista Andrea Iannone: incarichi diversi, nei quali occorre distinguere il processo penale dai giudizi della giustizia sportiva.

La ricostruzione del Corriere di Bologna colloca le sue origini a San Giovanni in Persiceto. La notorietà televisiva è arrivata attraverso vicende giudiziarie seguite per anni, non attraverso una carriera da conduttore. Per leggere il suo profilo è utile ricostruire tre percorsi: la formazione emiliana, gli incarichi documentati e la presenza nel dibattito pubblico. Questa scheda è aggiornata alle notizie verificabili al 1° ottobre 2026; le dichiarazioni dell’avvocato sono riportate come posizioni della difesa, non come verdetti.

Anno di nascita, studi e legame con Mirandola

De Rensis è nato nel 1963: lo indica l’intervista pubblicata a pagina 9 dell’Indicatore Mirandolese di luglio 2025. Il giorno e il mese non sono verificati nelle fonti consultate, quindi non attribuiamo un’età esatta. Nell’intervista racconta la giovinezza a Mirandola, dove viveva con la nonna e lo zio Francesco Ricci, ginecologo. Frequentò il liceo classico Pico e si iscrisse a Giurisprudenza a Modena, scegliendo una strada differente da quella medica dello zio.

Dopo la laurea tornò a Bologna, svolse il praticantato e aprì il proprio studio. Spiega di avere preferito durante gli studi il diritto penale e la procedura penale alle materie civilistiche, orientandosi quindi verso la professione di penalista. Sono informazioni raccontate direttamente dall’interessato, più precise dei profili che si limitano a definirlo “avvocato dei casi mediatici”. Il rapporto con Mirandola emerge come una parte importante della sua formazione personale, anche dopo il trasferimento professionale a Bologna.

La professione di penalista e gli incarichi sportivi

Un penalista assiste le persone coinvolte in procedimenti penali: studia gli atti, prepara la strategia processuale e rappresenta il proprio assistito nelle fasi previste dalla legge. L’attività non coincide con l’indagine svolta dalla procura e non comporta il potere di stabilire la responsabilità di qualcuno. Nel percorso di De Rensis si incontrano sia la difesa di imputati o condannati sia l’assistenza ai familiari di una persona deceduta, come nel caso Pantani.

Principali incarichi documentati di Antonio De RensisFonte: CONI (udienza Conte, 2012); ANSA (Conte, 2016; Pantani, 2017); TAS (Iannone, 2020); LaPresse/RaiNews (Stasi, 26 settembre 2026). Link ai documenti nei paragrafi dedicati.
VicendaRuolo documentatoEsito o situazione del passaggio citato
Alberto StasiDifesa insieme a Giada BocellariValutazione di un’eventuale revisione dopo l’esame degli atti; non un’assoluzione già ottenuta.
Marco PantaniAssistenza alla famigliaRicorso contro l’archiviazione del 2016 dichiarato inammissibile nel 2017.
Antonio ConteCollegio difensivo, sedi sportiva e penaleAssoluzione penale a Cremona nel maggio 2016, distinta dalle decisioni sportive.
Andrea IannoneDifesa nel procedimento antidopingLodo TAS del novembre 2020: quattro anni di squalifica.

La tabella non è un elenco completo delle pratiche dello studio e non attribuisce gli esiti a un unico avvocato. Le date si riferiscono ai procedimenti descritti nel testo.

Gli incarichi relativi a Conte e Iannone mostrano anche un lavoro negli organismi della giustizia sportiva. Qui possono essere discusse squalifiche, obblighi disciplinari e regole antidoping. Il tipo di procedimento cambia il significato delle parole: una squalifica sportiva non è una pena detentiva e un lodo arbitrale non è automaticamente una sentenza penale. Per questo la carriera dell’avvocato va ricostruita indicando, per ogni caso, l’autorità davanti alla quale ha operato e l’esito effettivamente documentato.

De Rensis è l’avvocato di Alberto Stasi?

Sì. Antonio De Rensis assiste Alberto Stasi insieme all’avvocata Giada Bocellari. Il lancio LaPresse pubblicato da RaiNews il 26 settembre 2026 attribuisce a entrambi una posizione sul possibile futuro della difesa: aspettare la conclusione delle indagini e leggere gli atti prima di valutare un’eventuale richiesta di revisione. Non si tratta quindi dell’annuncio di una revisione già accolta, né della comunicazione di una nuova assoluzione.

L’incarico riguarda una persona già condannata in via definitiva. I legali possono continuare a tutelarne i diritti e valutare gli strumenti previsti dall’ordinamento, ma la loro convinzione sull’innocenza non modifica da sola una sentenza. Anche il rapporto fra due difensori non va rappresentato come una competizione televisiva: nelle comunicazioni citate De Rensis e Bocellari compaiono come parte dello stesso collegio difensivo. Le differenze di visibilità mediatica non permettono di attribuire dall’esterno a ciascuno tutto il lavoro sul fascicolo.

Il caso Garlasco: la condanna e l’esecuzione della pena

Chiara Poggi fu uccisa il 13 agosto 2007 nella sua abitazione di Garlasco, in provincia di Pavia. Il procedimento contro Stasi attraversò più gradi di giudizio, con due iniziali assoluzioni e successivamente un processo d’appello bis. Il 12 dicembre 2015 la Cassazione confermò la condanna a sedici anni: il dato è documentato dalla cronaca ANSA della decisione. Nella biografia dell’avvocato questo è il punto di partenza giuridico, distinto dalle discussioni pubbliche successive.

Nel giugno 2026 RaiNews ha riferito dell’affidamento in prova ai servizi sociali di Stasi, dopo il periodo trascorso in carcere e la semilibertà. Una misura alternativa riguarda il modo di eseguire la pena; non equivale all’annullamento della condanna. Confondere i due piani porta a leggere in modo errato anche gli interventi dei suoi legali. Il fatto che un condannato possa scontare una parte della pena fuori dal carcere non significa, di per sé, che il processo sia stato rifatto o che sia stato dichiarato innocente.

Gli aggiornamenti di settembre 2026: indagini e possibile revisione

L’attenzione su De Rensis nel settembre 2026 è legata alle nuove indagini su Andrea Sempio e alle prospettive per la difesa di Stasi. Sempio è indicato dalle cronache come indagato: questa posizione non consente di presentarlo come colpevole. La dichiarazione dei difensori del 26 settembre mette al centro l’esame degli atti. Il resoconto di Repubblica del 29 settembre 2026 richiama a sua volta l’attesa della documentazione da parte della Procura generale e tempi non immediati.

La sequenza da tenere presente è quindi: attività investigativa, disponibilità degli atti, valutazione dei legali ed eventuale iniziativa processuale. Non tutti questi passaggi producono un nuovo giudizio e nessuno va dato per già compiuto sulla base di un’intervista. Una notizia su un accertamento tecnico può essere rilevante per la difesa, ma occorre sapere che cosa contenga il documento completo, quale sia il suo valore e come venga valutato nelle sedi competenti. Al 1° ottobre non presentiamo come ottenuto un esito che le fonti citate descrivono ancora come eventuale.

Che cosa significa chiedere la revisione di una condanna

La revisione è uno strumento straordinario che può riguardare una condanna definitiva nei casi previsti dalla legge. Non è un nuovo appello disponibile semplicemente perché la vicenda torna al centro delle notizie. La rassegna penale della Corte di Cassazione di novembre 2024, nella parte dedicata alla revisione, richiama il controllo sull’idoneità delle nuove prove: una richiesta può essere dichiarata inammissibile quando gli elementi proposti non sono in grado di incidere sull’accertamento posto alla base della condanna.

Questo chiarisce perché De Rensis e Bocellari distinguano l’intenzione di valutare una richiesta dal suo deposito e dal successivo esito. Anche quando una domanda viene presentata, sono i giudici a verificarne i presupposti. Espressioni come “caso riaperto” possono riferirsi invece a indagini su un’altra persona e non necessariamente a una revisione ammessa. Per il lettore la domanda utile è sempre la stessa: si sta parlando di una tesi difensiva, di un atto depositato o di un provvedimento giudiziario?

Il ruolo nella vicenda di Marco Pantani

Prima della nuova attenzione su Garlasco, De Rensis aveva seguito la famiglia di Marco Pantani, il campione di ciclismo morto a Rimini nel 2004. Nel 2014 RaiNews documentò le sue dichiarazioni sulle nuove indagini: il legale rappresentava la madre del ciclista e sosteneva che diversi elementi meritassero una ricostruzione differente. È importante attribuire queste valutazioni a chi le formulava, senza trasformarle nella prova di un omicidio o nell’esito definitivo dell’inchiesta.

In questo incarico la posizione era diversa da quella ricoperta nella difesa di Stasi: l’avvocato dava assistenza alla famiglia di una persona morta e chiedeva accertamenti sulle circostanze del decesso. Le richieste dei familiari possono portare all’attenzione degli inquirenti documenti e interrogativi, ma la loro valutazione spetta alle autorità competenti. La notorietà sportiva di Pantani rendeva il caso particolarmente seguito; ciò non cambiava la necessità di distinguere le ricostruzioni proposte dalle risultanze effettivamente accolte.

Pantani: le richieste di approfondimento e il ricorso del 2017

Nel febbraio 2016 ANSA riportò la richiesta di ulteriori approfondimenti avanzata dal legale della famiglia Pantani. Il confronto riguardava l’interpretazione degli elementi raccolti e la possibilità di proseguire gli accertamenti. Per comprendere il lavoro dell’avvocato non basta quindi citare il nome del campione: occorre ricordare che De Rensis sostenne iniziative volte a contestare la ricostruzione del decesso e a chiedere verifiche ulteriori.

Il 28 settembre 2017 ANSA riferì che la Cassazione aveva dichiarato inammissibile il ricorso contro l’archiviazione disposta nel giugno 2016. È l’esito di quello specifico passaggio processuale. Una biografia corretta deve includerlo insieme alle iniziative del legale, senza raccontare soltanto la tesi da lui sostenuta. Queste date non vanno però usate per affermare, senza nuove verifiche, che ogni possibile iniziativa successiva riguardante Pantani abbia avuto il medesimo esito: la cronologia qui ricostruita riguarda gli atti citati.

Antonio Conte e il calcioscommesse: la difesa sportiva

Nel 2012 De Rensis faceva parte dei difensori di Antonio Conte nei procedimenti collegati al calcioscommesse. Il comunicato del CONI sull’udienza TNAS del 2 ottobre 2012 lo elenca insieme a Giulia Bongiorno e Luigi Chiappero. È una fonte istituzionale che documenta il suo ruolo nel collegio legale, senza dover dedurre l’incarico dalle sole apparizioni televisive. Anche Sky Sport pubblicò nell’agosto 2012 una sua intervista sulla posizione dell’allenatore.

La vicenda sportiva riguardava obblighi disciplinari, fra i quali l’omessa denuncia. Il sistema sportivo può valutare condotte che non coincidono con un reato e applicare conseguenze proprie, come le squalifiche. Per questo non sarebbe corretto usare una decisione di quel sistema come sinonimo di una condanna penale. La presenza di più avvocati, inoltre, richiede di parlare di difesa collegiale: un risultato processuale non può essere attribuito automaticamente a un solo professionista perché è il più riconoscibile nelle interviste.

Conte: l’assoluzione penale del 2016

Un passaggio distinto è il processo penale celebrato a Cremona. Il 16 maggio 2016 ANSA riferì l’assoluzione di Antonio Conte, con rito abbreviato, per non avere commesso il fatto. La formula e la sede del giudizio sono importanti: non si trattava semplicemente di una riduzione di una sanzione sportiva, ma dell’esito di un procedimento davanti al giudice penale. Le cronache ricordano De Rensis nel gruppo di legali che assisteva l’allenatore.

Seguire entrambe le vicende permette di capire perché il nome dell’avvocato sia associato al diritto sportivo senza ridurre tutta la sua attività a quel settore. Un episodio può generare procedimenti differenti, con domande, regole e conseguenze differenti. Nella carriera di De Rensis il caso Conte rappresenta dunque un incarico in cui il lavoro difensivo attraversò più sedi. Il profilo non ne ricava una percentuale di “cause vinte”: un elenco di assistiti famosi non è un indicatore affidabile dell’esito di ogni pratica.

Andrea Iannone: la tesi difensiva nel procedimento antidoping

De Rensis ha assistito anche Andrea Iannone nel caso antidoping nato da un controllo effettuato durante il Gran Premio della Malesia del 2019. Nelle interviste a Sky Sport del maggio 2020 spiegava la posizione del pilota e gli argomenti della difesa. Fra questi vi era la possibilità che la sostanza rilevata fosse collegata a una contaminazione alimentare. La ricostruzione dell’avvocato andava quindi letta come una spiegazione della strategia difensiva, non come una certificazione già definitiva.

Il caso rese visibile un altro aspetto della sua attività: il confronto con regole antidoping e organismi sportivi internazionali. Nelle controversie di questo tipo contano sia i risultati analitici sia la valutazione delle spiegazioni offerte dall’atleta. Il compito del difensore è sostenere queste spiegazioni con gli elementi disponibili; il tribunale può però ritenerle insufficienti. L’esito va ricercato nella decisione finale, non nella previsione formulata da una delle parti durante il procedimento.

Il lodo TAS del 2020 e la squalifica di Iannone

Il lodo del Tribunale Arbitrale dello Sport del 10 novembre 2020 documenta il ruolo di Antonio De Rensis fra i rappresentanti del pilota e l’esito degli arbitrati relativi a Iannone, FIM e WADA. Il TAS stabilì una squalifica di quattro anni. Nella motivazione distingue la possibilità di una contaminazione dalla dimostrazione sufficientemente convincente della spiegazione proposta: una possibilità astratta non basta a ottenere l’esito richiesto dalla difesa.

Il prospetto ufficiale della FIM riporta il periodo dal 17 dicembre 2019 al 16 dicembre 2023. Queste date evitano un errore frequente nei profili che riprendono vecchie notizie: i diciotto mesi indicati nella prima decisione del 2020 non furono la durata finale stabilita dal TAS. La presenza dell’avvocato in quel procedimento non autorizza neppure a dire che ottenne l’annullamento della squalifica. Per il contesto sportivo si può leggere anche la scheda di Marco Bezzecchi, senza confondere i percorsi dei due piloti.

Armando Izzo e la conclusione del mandato

Fra gli incarichi sportivi documentati figura anche l’assistenza ad Armando Izzo nel procedimento per calcioscommesse del 2017. Il resoconto di Tuttosport del 14 aprile 2017 riferisce la rinuncia di De Rensis al mandato e il successivo affidamento della difesa a Mattia Grassani. Il legale spiegava la decisione richiamando divergenze con il Genoa, società nella quale giocava allora il difensore. Il contesto era quello della preparazione dell’appello dopo una sanzione sportiva.

Il passaggio è utile per non attribuire a De Rensis tutte le attività compiute in seguito per lo stesso calciatore. Un mandato può terminare prima dell’esaurimento della vicenda e l’avvocato che ha seguito una fase non è necessariamente quello che conduce le successive. La biografia di un professionista comprende quindi incarichi conclusi, non soltanto rapporti ancora in corso. In assenza di documentazione ulteriore non presentiamo questa assistenza del 2017 come un rapporto professionale attuale.

La televisione e gli interventi pubblici

De Rensis compare nei programmi di informazione soprattutto per spiegare la posizione dei propri assistiti. Nel settembre 2026 Il Tempo ha riportato un suo intervento a Filorosso dedicato alle prospettive di revisione nel caso Garlasco. L’archivio RaiPlay di Ore 14 del 30 settembre 2026 documenta inoltre una sua risposta sul dibattito relativo agli accertamenti dei RIS. Sono esempi recenti di una presenza mediatica collegata alla sua attività legale.

Una partecipazione a un programma, però, non lo trasforma in conduttore, magistrato o investigatore incaricato dalla procura. Il punto di vista di un avvocato resta quello della parte che assiste, anche quando viene illustrato con efficacia al pubblico. Chi segue la vicenda può confrontare le sue argomentazioni con quelle degli altri protagonisti, ma deve evitare di scambiare la frequenza delle apparizioni per un’accertata superiorità delle prove. Il processo televisivo e il procedimento giudiziario non hanno lo stesso valore.

Bo-noir e gli incontri con il pubblico a Bologna

Il programma di Bo-noir 2025 include Antonio De Rensis nell’appuntamento del 13 luglio al Chiostro dell’Arena del Sole di Bologna, dedicato alla storia di Chiara Poggi e all’omicidio di Garlasco. Il progetto univa racconto, interventi e momenti performativi, con Stefano Tura come narratore. Il documento degli organizzatori permette di verificare la sua partecipazione senza attribuirgli la scrittura o la conduzione dell’intera rassegna.

Un altro incontro è documentato dal bollettino del Rotary Bologna Nord di ottobre 2025: il 24 settembre, all’Hotel Savoia, intervenne sul tema “Garlasco, una storia senza fine?”. Il resoconto descrive un confronto costruito soprattutto sulle domande dei presenti. Questi appuntamenti mostrano come il suo ruolo pubblico si estenda oltre gli studi televisivi, ma resti legato alla spiegazione di casi seguiti professionalmente. Non sono incarichi universitari né attestazioni di una specializzazione accademica.

La notizia dell’indagine per diffamazione del 2026

Nel giugno 2026 Sky TG24 ha riferito di un’indagine per diffamazione nei confronti di De Rensis, collegata a una denuncia di Stefania Cappa. Si tratta di una notizia sulla sua posizione personale, da tenere separata dal procedimento relativo all’omicidio di Chiara Poggi. Essere indagati non equivale a essere condannati. La scheda non attribuisce alla vicenda un esito giudiziario ulteriore non verificato.

Già il 22 maggio ANSA aveva riportato la risposta dell’avvocato alle contestazioni: De Rensis respingeva le accuse e dichiarava di voler tutelare le proprie ragioni. La sua replica è una posizione dell’interessato, così come la denuncia esprime la posizione di chi la presenta. Riportare entrambe senza trasformarle in fatti definitivamente accertati consente di dare conto della cronaca mantenendo la distinzione essenziale fra accusa, difesa e decisione del giudice.

Il diritto alla difesa e le parole da usare nei casi giudiziari

L’articolo 24 della Costituzione tutela il diritto alla difesa in ogni fase del procedimento. Questo principio aiuta a comprendere il mestiere di De Rensis: assistere una persona coinvolta in un caso noto non significa approvarne ogni comportamento né sostituirsi ai giudici. Anche una persona condannata conserva diritti e può rivolgersi a un avvocato per gli strumenti previsti dalla legge.

L’articolo 27 della Costituzione impone di non considerare colpevole un imputato prima della condanna definitiva. Nei resoconti su Garlasco, quindi, la posizione di Stasi va distinta da quella di una persona sottoposta a nuove indagini. Anche i documenti giudiziari hanno funzioni differenti: il certificato dei carichi pendenti riguarda procedimenti in corso e non è un elenco indistinto di condanne. Queste differenze permettono di leggere le dichiarazioni dell’avvocato senza attribuire a ogni notizia lo stesso significato.

Verifica le informazioni

Fonti ufficiali e affidabili

01
Profilo professionale e luogo di nascita

Corriere di Bologna, 24 maggio 2025

02
Intervista: anno di nascita, Mirandola e studi (pagina 9)

L’Indicatore Mirandolese, luglio 2025

03
Dichiarazione dei difensori sulla possibile revisione

LaPresse / RaiNews, 26 settembre 2026

04
Condanna definitiva di Alberto Stasi

ANSA, 12 dicembre 2015

05
Affidamento in prova ai servizi sociali di Stasi

RaiNews, giugno 2026

06
Attesa degli atti e prospettive di revisione

Repubblica, 29 settembre 2026

07
Rassegna penale: revisione e nuove prove (pagina 57)

Corte di Cassazione, novembre 2024

08
Dichiarazioni del legale della famiglia Pantani

RaiNews, 2014

09
Richieste di ulteriori accertamenti sulla morte di Pantani

ANSA, 24 febbraio 2016

010
Ricorso contro l’archiviazione: esito in Cassazione

ANSA, 28 settembre 2017

011
Udienza Conte-FIGC e collegio difensivo

CONI, 2 ottobre 2012

012
Intervista sul procedimento sportivo di Conte

Sky Sport, 4 agosto 2012

013
Assoluzione penale di Conte a Cremona

ANSA, 16 maggio 2016

014
Intervista sulla difesa di Andrea Iannone

Sky Sport, 7 maggio 2020

015
Lodo CAS 2020/A/6978 e 7068, Iannone/FIM/WADA

Tribunale Arbitrale dello Sport, 10 novembre 2020

016
Date della squalifica di Andrea Iannone

Federazione Internazionale di Motociclismo

017
Conclusione del mandato per Armando Izzo

Tuttosport, 14 aprile 2017

018
Intervento di De Rensis a Ore 14

RaiPlay, 30 settembre 2026

019
Intervento a Filorosso sulle prospettive di revisione

Il Tempo, 16 settembre 2026

020
Programma e partecipazione a Bo-noir (pagine 8–9)

Confesercenti / organizzatori Bo-noir, 2025

021
Incontro pubblico del 24 settembre 2025 (pagine 5–6)

Rotary Bologna Nord, bollettino ottobre 2025

022
Notizia dell’indagine per diffamazione

Sky TG24, 1° giugno 2026

023
Replica di De Rensis alle contestazioni

ANSA, 22 maggio 2026

024
Costituzione: diritto alla difesa

Senato della Repubblica, articolo 24

025
Costituzione: presunzione di non colpevolezza

Senato della Repubblica, articolo 27