Chi è oggi Sigfrido Ranucci

Sigfrido Ranucci è un giornalista d’inchiesta, autore televisivo e conduttore di Report, programma di Rai 3 dedicato a indagini e approfondimenti su politica, economia, criminalità, ambiente e funzionamento delle istituzioni.

Lavora nel servizio pubblico radiotelevisivo dagli anni Novanta. Oltre alla conduzione di Report, il curriculum pubblicato dalla Rai lo indica come vicedirettore nell’ambito della Direzione Approfondimento, dopo aver guidato l’unità dedicata a Informazione e ReportLab.

All’11 agosto 2026 Ranucci ha 64 anni ed è una delle figure più riconoscibili del giornalismo investigativo televisivo italiano. La sua attività è accompagnata da premi, controversie, procedimenti legali e minacce legate ai temi trattati.

Nascita, età e formazione

Ranucci è nato a Roma il 24 agosto 1961. Si è laureato in Lettere all’Università La Sapienza con 110 e lode, formazione che ha preceduto l’ingresso nel giornalismo e nella televisione pubblica.

Ha mosso i primi passi nella redazione del quotidiano Paese Sera e in esperienze giornalistiche locali. Il suo percorso iniziale unisce quindi la cronaca scritta al successivo lavoro televisivo.

Le biografie istituzionali si concentrano soprattutto sulla carriera professionale. Informazioni sulla vita familiare, quando diffuse dallo stesso giornalista, non sono necessarie per comprendere il suo ruolo pubblico e vengono lasciate fuori da questa scheda.

L’ingresso in Rai e l’attività da inviato

Secondo il curriculum Rai, Ranucci iniziò a lavorare nell’azienda nel 1991 come assistente ai programmi e programmista-regista, per poi svolgere attività giornalistica al Tg3. Nel 1997 fu assunto come redattore di Rai International.

Nel 1999 passò a Rai News 24 e nel 2001 venne nominato inviato speciale. Seguì avvenimenti internazionali come gli attentati dell’11 settembre a New York, lo tsunami del 2004 a Sumatra e conflitti nei Balcani e in Medio Oriente.

Il lavoro sul campo ha contribuito a definire il suo stile: ricostruzioni lunghe, raccolta di documenti, testimonianze dirette e attenzione ai collegamenti tra decisioni pubbliche, interessi economici e conseguenze sulle persone.

Le inchieste più note prima di Report

Ranucci ha realizzato servizi sul traffico illecito di rifiuti, sulla criminalità organizzata e sulle conseguenze sanitarie e ambientali delle attività militari. Alcuni lavori hanno riguardato l’uranio impoverito e altre armi non convenzionali impiegate nei teatri di guerra.

Nel 2005 firmò un’inchiesta sull’impiego del fosforo bianco durante la battaglia di Falluja in Iraq, ripresa anche da media internazionali. La rilevanza del servizio derivò sia dalle immagini sia dal dibattito sulle conseguenze per civili e combattenti.

È legato inoltre al ritrovamento e alla diffusione dell’ultima intervista televisiva del giudice Paolo Borsellino, registrata pochi giorni prima della strage di via D’Amelio. Questi lavori gli hanno procurato riconoscimenti e una forte esposizione pubblica.

Da autore a conduttore di Report

Ranucci entrò nel gruppo di Report nel 2006 come autore, quando la trasmissione era ideata e condotta da Milena Gabanelli. Negli anni successivi diventò caporedattore e assunse responsabilità sempre maggiori nella costruzione delle inchieste.

Dopo l’uscita di Gabanelli, ne raccolse la conduzione alla fine del 2016; la prima puntata con Ranucci alla guida andò in onda il 27 marzo 2017. Da allora è il volto del programma e coordina il lavoro di una redazione composta da autori, inviati, giornalisti e tecnici.

Report utilizza documenti, interviste, riprese sul campo, dati e diritto di replica. Come ogni trasmissione d’inchiesta, è oggetto di contestazioni e querele da parte dei soggetti coinvolti: gli esiti devono essere valutati caso per caso, senza confondere una contestazione con una smentita automatica del lavoro giornalistico.

Incarichi Rai, formazione e libri

Nel 2020 Ranucci fu nominato responsabile dell’unità organizzativa Informazione e ReportLab nella Direzione Rai 3, con qualifica di vicedirettore e un compito legato anche alla formazione di giovani giornalisti d’inchiesta. Dal 2022 opera nella Direzione Approfondimento come vicedirettore ad personam.

Ha scritto con Nicola Biondo “Il patto”, dedicato alla trattativa tra Stato e mafia. Nel 2024 ha pubblicato “La scelta”, vincitore del Premio letterario Caccuri; nel 2026 è uscito “Il ritorno della casta”, incentrato sul rapporto tra politica e giustizia.

Nel corso della carriera ha ricevuto, tra gli altri, il Premio Ilaria Alpi, il Premiolino e altri riconoscimenti per il giornalismo d’inchiesta. I premi attestano valutazioni professionali e culturali, ma non sottraggono i singoli servizi alla verifica e al confronto.

Le minacce e la protezione

Le inchieste su mafia, criminalità e interessi economici hanno esposto Ranucci a minacce. Dal 2021 è sottoposto a misure di protezione; dopo l’attentato del 2025 il livello di rischio e il dispositivo di sicurezza sono stati rafforzati.

La Commissione parlamentare Antimafia lo aveva già ascoltato nel 2021 sulle intimidazioni ricevute. Nel novembre 2025 è stato nuovamente audito dopo l’esplosione davanti alla sua casa, con una parte della seduta svolta in forma riservata.

La protezione è una misura decisa dalle autorità sulla base della valutazione del rischio. Non costituisce un riconoscimento del merito di tutte le inchieste, ma indica che le minacce alla persona sono state considerate concrete e tali da richiedere tutela.

L’attentato del 16 ottobre 2025

La sera del 16 ottobre 2025 un ordigno esplose davanti all’abitazione di Ranucci nel territorio di Pomezia. La deflagrazione distrusse la sua automobile, danneggiò quella della figlia e il cancello della casa. Nessuna persona rimase ferita.

L’indagine è stata affidata alla Direzione distrettuale antimafia di Roma. Nel giugno 2026 quattro persone sono state arrestate come presunti esecutori materiali; gli investigatori hanno continuato a cercare chi avesse commissionato l’azione e quale fosse il movente.

Un attentato contro un giornalista ha un rilievo che supera la vicenda personale perché può mirare a intimidire chi raccoglie e pubblica informazioni. Allo stesso tempo, la matrice concreta deve essere stabilita attraverso indagini e processi, non attribuita sulla base delle sole ipotesi iniziali.

Il caso Lavitola e cosa risulta su Ranucci

Il 10 agosto 2026 è stato arrestato Valter Lavitola, imprenditore ed ex direttore di L’Avanti!, indicato dalla Procura come presunto mandante dell’attentato. Ranucci e Lavitola avevano un rapporto di amicizia e frequentazione, circostanza che ha generato domande pubbliche sui contatti tra i due e su un progetto politico discusso da Lavitola.

L’ordinanza cautelare, secondo la ricostruzione dell’ANSA, afferma che non è emerso alcun elemento per ritenere Ranucci consapevole o d’accordo con l’attentato. Il giudice lo considera la vittima di una manipolazione: nel procedimento Ranucci è la persona offesa, non un indagato.

La Rai aveva sospeso cautelativamente le repliche estive di Report e avviato verifiche interne dopo le prime notizie dell’indagine. Queste verifiche non equivalgono a una responsabilità accertata. Rapporti personali, scelte editoriali e accuse penali sono piani distinti e devono essere esaminati con prove specifiche.

Perché Sigfrido Ranucci è una figura centrale nell’attualità

Ranucci è al centro dell’attualità per la continuità di Report, per i temi affrontati dalla trasmissione e per il dibattito sullo spazio del giornalismo d’inchiesta nel servizio pubblico. Le sue inchieste ricevono sostegno, critiche e azioni legali, spesso con una forte polarizzazione politica.

L’attentato e gli sviluppi del 2026 hanno aggiunto una dimensione giudiziaria e personale molto delicata. Una scheda corretta deve evitare sia di trasformare il giornalista in un simbolo sottratto alle critiche, sia di attribuirgli responsabilità non sostenute dagli atti.

Ruoli Rai, esiti delle querele e indagine sull’attentato possono cambiare. Per questo le informazioni sono datate e collegate a fonti istituzionali o giornalistiche riconoscibili, con l’indicazione esplicita dello stato dei procedimenti.

Casi particolari

  • 1961: nasce a Roma il 24 agosto.
  • 1991: inizia l’esperienza professionale in Rai.
  • 2001: viene nominato inviato speciale di Rai News 24.
  • 2006: entra a Report come autore.
  • 2017: dal 27 marzo conduce Report su Rai 3.
  • 2021: viene sottoposto a misure di protezione per le minacce ricevute.
  • 2025: il 16 ottobre un ordigno esplode davanti alla sua abitazione senza causare feriti.
  • 2026: l’arresto di Valter Lavitola apre una nuova fase dell’indagine; Ranucci risulta persona offesa, non indagato.

Verifica le informazioni

Fonti ufficiali e affidabili

01
Ruolo di vicedirettore nella Direzione Approfondimento

Rai – Trasparenza

02
Profilo enciclopedico di Sigfrido Ranucci

Treccani

03
Profilo e carriera nel giornalismo d’inchiesta

Rai Teche

04
Report: programma, puntate e inchieste

RaiPlay

05
L’attentato del 16 ottobre 2025

ANSA

06
Audizione dopo l’attentato

Camera dei deputati

07
Arresto di Lavitola e posizione di Ranucci nell’ordinanza

ANSA

08
La scelta vince il Premio Caccuri

ANSA

09
Il ritorno della casta

ANSA