Come dare le dimissioni online: i passaggi essenziali
Controlla il preavviso previsto dal contratto collettivo, stabilisci l’ultimo giorno di lavoro e calcola la data di decorrenza. Accedi quindi a Servizi Lavoro con SPID o CIE, entra nella procedura “Dimissioni volontarie”, seleziona il rapporto, compila il modulo e invialo.
Al termine scarica e conserva il PDF con il codice identificativo e la marca temporale. Il sistema lo inoltra automaticamente al datore di lavoro e all’Ispettorato Nazionale del Lavoro: non serve che l’azienda accetti le dimissioni perché siano valide.
Se hai sbagliato o cambi idea, puoi trasmettere la revoca entro sette giorni dalla comunicazione. Prima di procedere verifica però di non rientrare in un caso speciale, come lavoro domestico, pubblico impiego o dimissioni di una madre o di un padre nel periodo soggetto a convalida.
Chi deve usare la procedura telematica
Dal 12 marzo 2016, per la generalità dei rapporti di lavoro subordinato privato, dimissioni volontarie e risoluzioni consensuali devono essere comunicate con il modulo telematico del Ministero. Una semplice lettera o un messaggio al datore non sostituiscono la procedura quando questa è obbligatoria.
Il sistema è stato introdotto per contrastare le dimissioni in bianco. La comunicazione contiene dati del lavoratore, datore, rapporto di lavoro, tipo di cessazione e data di decorrenza, ed è identificata da un codice e da una marca temporale.
La procedura riguarda anche le dimissioni per giusta causa, che vanno selezionate espressamente nel modulo. Dichiarare la giusta causa ha conseguenze giuridiche e previdenziali e non basta, da solo, a dimostrarne l’esistenza.
Che cosa controllare prima di iniziare
Recupera il contratto di assunzione, l’ultima busta paga e il CCNL applicato, normalmente indicato nei documenti di lavoro. Verifica livello, anzianità, durata del preavviso ed eventuali date fisse da cui il preavviso può iniziare, per esempio il primo o il sedicesimo giorno del mese.
Tieni a disposizione codice fiscale del datore, sede di lavoro e un recapito email o PEC. Per i rapporti iniziati dal 2008 il portale recupera in genere i dati dalle Comunicazioni obbligatorie; per quelli più vecchi può essere necessario inserirli manualmente.
Decidi se si tratta di dimissioni volontarie, dimissioni per giusta causa oppure risoluzione consensuale. Se il contratto è a tempo determinato, sei in prova o esiste una controversia con l’azienda, chiedi una verifica a un sindacato, patronato o professionista prima dell’invio.
Come accedere con SPID o CIE e compilare il modulo
Apri il portale ufficiale Servizi Lavoro del Ministero e seleziona l’accesso con SPID o Carta d’identità elettronica. Dopo l’autenticazione cerca il servizio “Dimissioni volontarie” e scegli di inserire una nuova comunicazione.
Controlla i dati del lavoratore e del datore, poi quelli del rapporto: data di inizio, tipo di contratto e sede. Se nel portale compaiono più rapporti, seleziona quello corretto; se un dato non coincide con i documenti, non inviare alla cieca e chiedi assistenza.
Scegli tra dimissioni volontarie, dimissioni per giusta causa o risoluzione consensuale, indica la data di decorrenza, verifica l’email o la PEC del datore quando richiesta e rileggi il riepilogo. Dopo la conferma il sistema genera e trasmette il PDF.
Quale data indicare nelle dimissioni online
La data di decorrenza è il giorno dal quale il rapporto non è più in essere, quindi il giorno successivo all’ultimo giorno di lavoro. Non coincide normalmente con il giorno in cui invii il modulo.
Esempio: se l’ultimo giorno lavorato è il 30 settembre, nel campo “data di decorrenza” va indicato il 1° ottobre. Il preavviso deve essere calcolato secondo il CCNL, tenendo conto delle eventuali regole sulla sua partenza.
Un errore di un giorno può creare incongruenze tra modulo, busta paga e comunicazione di cessazione. Concordare l’ultimo giorno con l’ufficio del personale è utile, ma la verifica del CCNL resta essenziale.
Come calcolare il preavviso
Non esiste un numero unico di giorni valido per tutti. La durata dipende dal CCNL, dal livello, dall’anzianità e talvolta dalla qualifica; alcuni contratti fanno partire il conteggio soltanto da determinate date del mese.
Il portale non calcola automaticamente il preavviso. Controlla il testo vigente del CCNL nell’archivio CNEL o chiedi all’ufficio del personale, a un sindacato o a un consulente. Ferie, malattia e altre assenze possono influire sul periodo secondo le regole applicabili.
Se non rispetti il preavviso senza un accordo o una causa che consenta il recesso immediato, il datore può trattenere dalle competenze finali l’indennità sostitutiva nei limiti dovuti. L’importo deriva dalle regole del rapporto, non dal modulo online.
Che cosa succede dopo l’invio
Il sistema crea un PDF con i dati della comunicazione, un codice identificativo e la marca temporale. Il documento viene inviato automaticamente al datore e all’Ispettorato; conserva comunque una copia personale.
L’azienda può consultare le comunicazioni relative ai propri dipendenti anche se la PEC automatica non è stata recapitata. Per questo un problema nella casella del datore non annulla automaticamente un modulo correttamente trasmesso.
Avvisa l’azienda con i normali canali interni e organizza consegne e restituzione di dispositivi. Alla cessazione controlla ultima busta paga, ferie e permessi residui, TFR e Certificazione unica.
Come revocare le dimissioni entro sette giorni
Accedi di nuovo alla procedura, cerca la comunicazione inviata e seleziona la funzione di revoca. Il termine è di sette giorni dalla data di trasmissione, non dalla futura data di cessazione.
La revoca viene inoltrata al datore e all’Ispettorato. Scarica il relativo PDF e verifica che la procedura risulti completata.
Dopo la scadenza non è più disponibile quel ripensamento. Il Ministero precisa che, decorso il termine, per lo stesso rapporto possono essere inviate nuove dimissioni non revocabili: prima di farlo è prudente chiedere assistenza.
Come farsi assistere senza SPID o CIE
Puoi rivolgerti a patronati, organizzazioni sindacali, enti bilaterali, commissioni di certificazione, consulenti del lavoro o sedi territoriali competenti dell’Ispettorato Nazionale del Lavoro.
Il soggetto abilitato verifica la tua identità, raccoglie le informazioni e ti fa firmare la delega prodotta dal sistema. Non occorre consegnargli le credenziali personali di accesso.
Porta documento d’identità, codice fiscale, contratto o busta paga e dati del datore. Chiedi una copia del modulo trasmesso e controlla subito tipo di cessazione e data di decorrenza.
Quando la procedura online non si usa
Il Ministero esclude dalla procedura i rapporti alle dipendenze delle pubbliche amministrazioni, il lavoro domestico e le dimissioni o risoluzioni consensuali formalizzate nelle sedi conciliative protette indicate dalla legge o presso le Commissioni di certificazione.
Non si usa inoltre il normale modulo telematico nei casi di dimissioni dei genitori soggette a convalida presso l’Ispettorato territoriale del lavoro. Per queste situazioni esiste una procedura specifica.
Tirocini, collaborazioni autonome, lavoro marittimo e altre forme particolari possono seguire regole diverse dal lavoro subordinato privato ordinario. Se il rapporto non compare o non sai come è qualificato, evita di scegliere una voce approssimativa.
Dimissioni in gravidanza e per genitori con figli piccoli
Le dimissioni della lavoratrice in gravidanza e quelle della madre o del padre durante i primi tre anni di vita del figlio devono essere convalidate dall’Ispettorato territoriale del lavoro. La tutela riguarda anche adozione e affidamento secondo i relativi termini.
Chi rientra in questi casi non deve fare anche la normale procedura di dimissioni online. L’Ispettorato mette a disposizione la richiesta di colloquio e verifica che la decisione sia libera e consapevole.
Esistono regole specifiche su preavviso e accesso alla NASpI, soprattutto nel periodo più vicino alla nascita. Prima di indicare una data o lasciare il lavoro, contatta l’Ispettorato competente o un soggetto specializzato.
Dimissioni per giusta causa
La giusta causa è una situazione tanto grave da non consentire la prosecuzione neppure provvisoria del rapporto. Possono rilevare, in base alle prove e al caso, mancato pagamento delle retribuzioni, molestie, demansionamento grave o altre violazioni sostanziali del datore.
Nel modulo va selezionata l’apposita voce, ma la spunta non dimostra automaticamente la giusta causa. Conserva contratti, buste paga, contestazioni e comunicazioni; valuta l’assistenza di un sindacato, avvocato o consulente prima di interrompere il lavoro.
Le dimissioni per giusta causa possono consentire la NASpI se sono provate e ricorrono gli altri requisiti. La Cassazione ha ribadito nel 2026 che una maggiore distanza dovuta al trasferimento della sede, da sola, non basta: occorre un grave inadempimento o una condotta tale da rendere intollerabile la prosecuzione.
Dimissioni volontarie e NASpI
Le dimissioni volontarie ordinarie, di regola, non danno diritto alla NASpI perché la disoccupazione non è involontaria. Le principali eccezioni comprendono le dimissioni per giusta causa e quelle nel periodo tutelato di maternità o paternità, oltre alle altre ipotesi di legge.
Dal 2025 chi si dimette da un rapporto a tempo indeterminato e, nei dodici mesi successivi, perde involontariamente un altro lavoro deve avere almeno tredici settimane di contribuzione maturate dopo le dimissioni per accedere alla NASpI, salvo le eccezioni indicate dall’INPS.
Non scegliere “giusta causa” soltanto per tentare di ottenere la prestazione. L’INPS può chiedere documentazione e verificare i presupposti; per una valutazione personale rivolgiti a un patronato o professionista.
Dimissioni per assenza ingiustificata dal 2025
La legge ha introdotto le dimissioni per fatti concludenti: se l’assenza ingiustificata supera il termine del CCNL o, in mancanza, quindici giorni, il datore può comunicarla all’Ispettorato e il rapporto può considerarsi risolto per volontà del lavoratore.
Questa cessazione non equivale a normali dimissioni online e, in generale, non consente la NASpI. La regola non si applica se il lavoratore dimostra l’impossibilità di comunicare l’assenza per forza maggiore o per fatto imputabile al datore.
Smettere di presentarsi al lavoro è quindi rischioso. L’INPS ha chiarito che dimissioni telematiche per giusta causa possono prevalere sulla procedura per fatti concludenti, ma resta necessario provarne i presupposti.
Dimissioni da un contratto a tempo determinato
Il contratto a termine è destinato a durare fino alla scadenza concordata. Il recesso anticipato non segue sempre le regole del tempo indeterminato e può richiedere una giusta causa o un accordo con il datore.
Inviare il modulo telematico non elimina l’eventuale responsabilità derivante dall’interruzione anticipata. Prima di dimetterti da un tempo determinato, controlla contratto e CCNL e chiedi una valutazione professionale.
Se datore e lavoratore concordano la cessazione, occorre formalizzare lo strumento corretto. Non indicare “risoluzione consensuale” senza un accordo effettivo e documentato.
Domande frequenti sulle dimissioni online
Serve una lettera oltre al modulo online? Per i rapporti soggetti alla procedura, il modulo telematico è l’atto necessario. Una comunicazione interna può essere utile, ma non lo sostituisce.
Il datore può rifiutare le dimissioni? Sono un atto unilaterale e non richiedono accettazione, ferme restando le regole sul preavviso e i casi speciali di convalida.
Quale giorno devo inserire? Il giorno successivo all’ultimo giorno di lavoro.
Quanto costa? L’invio autonomo sul portale ministeriale non prevede un costo. Per l’assistenza verifica preventivamente le condizioni del soggetto scelto.
Posso annullarle? Puoi revocarle con la procedura telematica entro sette giorni dalla trasmissione.
Con le dimissioni volontarie prendo la NASpI? In generale no. Sono previste eccezioni, tra cui giusta causa e periodo tutelato di maternità o paternità, se ricorrono tutti i requisiti.
Casi particolari
- La data di decorrenza è il giorno successivo all’ultimo giorno lavorato.
- Il preavviso dipende dal CCNL, dal livello e dall’anzianità e non viene calcolato dal portale.
- Le dimissioni possono essere revocate online entro sette giorni dalla trasmissione.
- Dipendenti pubblici, lavoratori domestici e cessazioni in sede protetta non usano la procedura ordinaria.
- Lavoratrici in gravidanza e genitori nei primi tre anni del figlio devono rivolgersi all’Ispettorato per la convalida e non inviare anche il normale modulo online.
- Le dimissioni volontarie ordinarie non danno generalmente diritto alla NASpI.
- La selezione della giusta causa nel modulo non basta a provarla.
- Per un contratto a tempo determinato il recesso anticipato può esporre a conseguenze e va valutato prima dell’invio.
- La semplice assenza ingiustificata può portare alla risoluzione per fatti concludenti e alla perdita della NASpI.
Verifica le informazioni
Fonti ufficiali e affidabili
01Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali
Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali
Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali
Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali
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Ispettorato Nazionale del Lavoro
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INPS
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CNEL