Che animale è il capibara

Il capibara è un mammifero dell’ordine dei roditori, lo stesso grande gruppo che comprende topi, scoiattoli, castori e istrici. La specie più conosciuta ha nome scientifico Hydrochoerus hydrochaeris ed è il roditore vivente più grande del mondo.

Il corpo è massiccio e quasi cilindrico, con zampe relativamente corte, testa larga e muso smussato. Non ha una coda evidente e il mantello è formato da peli grossolani che possono variare dal bruno rossiccio al grigio.

Non è un maiale e non è un castoro, anche se la forma e la vita acquatica possono ricordarli. I suoi parenti viventi più vicini appartengono al gruppo dei caviomorfi sudamericani, che comprende anche cavie e porcellini d’India.

Esistono due specie di capibara

Il genere Hydrochoerus comprende due specie viventi. Il capibara maggiore, Hydrochoerus hydrochaeris, è diffuso in gran parte del Sud America ed è l’animale a cui normalmente ci si riferisce con il nome capibara.

Il capibara minore, Hydrochoerus isthmius, è più piccolo e vive in un’area più limitata, dal Panama orientale a zone della Colombia e del Venezuela. Può pesare fino a circa 28 chili, mentre la specie maggiore supera spesso i 50 chili.

Le due specie hanno aspetto e abitudini simili, ma distribuzione e dimensioni diverse. Le fotografie e i video più comuni mostrano quasi sempre il capibara maggiore.

Quanto è grande e quanto pesa

Un capibara maggiore adulto può raggiungere circa 1,3 metri di lunghezza e superare 60 chili. L’altezza alla spalla è di circa mezzo metro, paragonabile a quella di un cane di taglia media ma con un corpo molto più robusto.

Le femmine tendono a essere leggermente più grandi dei maschi. Il peso cambia con età, disponibilità di cibo, stagione e condizioni di vita, quindi non tutti gli individui raggiungono le misure massime.

La sua mole spiega perché venga definito il più grande roditore vivente. Il castoro può essere molto pesante, ma in media resta più piccolo del capibara.

Dove vive il capibara

Il capibara maggiore è originario del Sud America. Si trova in diversi Paesi a est delle Ande, dalle regioni settentrionali del continente fino a Uruguay e Argentina settentrionale, purché siano disponibili acqua e vegetazione.

Gli ambienti tipici sono rive di fiumi e laghi, paludi, savane umide, praterie allagate e margini di foresta. L’acqua serve per fuggire dai predatori, rinfrescarsi, accoppiarsi e proteggere la pelle durante le ore più calde.

Può adattarsi anche a paesaggi modificati dall’uomo, come pascoli, risaie, parchi e bacini artificiali. Questa capacità può creare conflitti con agricoltura e traffico nelle aree in cui le popolazioni diventano numerose.

Perché è così bravo a nuotare

Il capibara è un animale semiacquatico: si alimenta spesso sulla terraferma, ma dipende dall’acqua per molte attività. Le dita sono unite in parte da membrane che rendono le zampe efficienti nel nuoto.

Occhi, orecchie e narici si trovano nella parte superiore della testa. In questo modo l’animale può osservare, respirare e ascoltare restando quasi completamente immerso.

Quando è minacciato si rifugia in acqua e può restare sommerso per circa cinque minuti. I piccoli sono in grado di nuotare molto presto e seguono gli adulti verso l’acqua in caso di pericolo.

Cosa mangia il capibara

Il capibara è principalmente erbivoro. Bruca soprattutto erbe e piante acquatiche; può mangiare anche foglie, cortecce e frutti quando sono disponibili.

Come negli altri roditori, gli incisivi crescono continuamente e vengono consumati masticando vegetali fibrosi. I denti posteriori aiutano a triturare a lungo il materiale vegetale, difficile da digerire.

Il capibara pratica la coprofagia: ingerisce feci morbide prodotte dopo una prima digestione per recuperare nutrienti e microrganismi utili. È un adattamento fisiologico normale, presente anche in altri erbivori, e non un comportamento dovuto a mancanza di cibo.

Come vive il gruppo

I capibara sono animali fortemente sociali. In natura vivono spesso in gruppi di circa 10-20 individui, con maschi e femmine adulti e i loro piccoli. Nella stagione secca, quando l’acqua si concentra in pochi punti, più gruppi possono riunirsi.

La vita collettiva permette di controllare meglio i predatori. Mentre alcuni animali mangiano, altri restano vigili; quando uno percepisce una minaccia emette un richiamo simile a un abbaio e il gruppo può correre verso l’acqua.

La società ha una gerarchia e gli animali comunicano con odori, posture e numerosi suoni: abbai, fischi, cinguettii, grugniti e vibrazioni simili a fusa. Il loro aspetto tranquillo non significa quindi che siano silenziosi o privi di dinamiche sociali.

Come si riproduce

L’accoppiamento avviene spesso in acqua. Dopo una gestazione di circa cinque mesi, la femmina partorisce normalmente più piccoli; le dimensioni della cucciolata variano e possono andare indicativamente da due a otto.

I piccoli sono precoci: nascono con il pelo, gli occhi aperti e riescono presto a camminare, nuotare e assaggiare erba. Continuano però a essere allattati per alcuni mesi.

Nel gruppo le femmine possono allattare anche piccoli non propri. Questa cooperazione aumenta le possibilità di sopravvivenza, soprattutto nella fase in cui i giovani sono più vulnerabili ai predatori.

Quali sono i suoi predatori

Giaguari, puma, caimani e grandi anaconde possono predare i capibara. I piccoli sono esposti anche a rapaci e altri carnivori di dimensioni inferiori.

La principale difesa è individuare presto il pericolo, dare l’allarme e raggiungere l’acqua. Il colore del mantello e la capacità di restare quasi immersi rendono gli animali meno visibili lungo rive fangose e vegetazione acquatica.

Anche le persone cacciano capibara per carne e pelle in alcune regioni. La pressione varia molto da un’area all’altra e può ridurre popolazioni locali nonostante la specie sia complessivamente diffusa.

È una specie a rischio?

Il capibara maggiore è classificato come specie a rischio minimo, Least Concern, nella Lista rossa IUCN. Ha una distribuzione ampia, popolazioni numerose ed è presente in diverse aree protette.

Questo non significa che ogni popolazione sia al sicuro. Distruzione di zone umide, conversione di savane e foreste in coltivazioni o pascoli, caccia e conflitti con attività umane possono produrre diminuzioni locali.

Proteggere fiumi, paludi e praterie allagate tutela il capibara e molte altre specie. Nel suo ecosistema è un grande erbivoro e una preda importante per i principali carnivori sudamericani.

Perché è diventato famoso su internet

Video e fotografie mostrano spesso capibara immobili nell’acqua o circondati da uccelli e altri animali. La postura rilassata, il muso poco espressivo e la vita sociale hanno favorito meme, pupazzi e personaggi animati.

Gli uccelli possono posarsi sul loro dorso per cercare insetti e parassiti, oppure seguirli mentre smuovono l’erba. Queste associazioni reali hanno contribuito all’immagine del capibara come animale amico di tutti.

La fama online semplifica però il suo comportamento. In natura esistono gerarchie, competizione, difesa del territorio e reazioni aggressive: è un animale selvatico, non un peluche sempre docile.

Il capibara può vivere come animale domestico?

Il capibara non è una specie domestica. Ha bisogno di spazio, acqua abbastanza profonda per nuotare, vegetazione adatta, clima compatibile, cure veterinarie specialistiche e compagnia di altri capibara.

Un individuo tenuto solo può soffrire perché la socialità è una necessità biologica. Dimensioni, incisivi, forza, odori, marcatura e gestione dell’acqua rendono inadatta una normale abitazione.

La detenzione di animali esotici è inoltre soggetta a norme nazionali e locali, documenti di provenienza e regole sul benessere che possono cambiare. Prima di qualsiasi scelta bisogna rivolgersi alle autorità competenti e a un veterinario esperto; la popolarità sui social non è un motivo sufficiente per acquistarlo.

Differenze con nutria, castoro e porcellino d’India

La nutria è un altro roditore semiacquatico sudamericano, ma è molto più piccola e possiede una lunga coda cilindrica visibile. In Italia è una specie introdotta e spesso viene osservata lungo canali e fiumi.

Il castoro ha una grande coda piatta e costruisce dighe e tane modificando i corsi d’acqua. Il capibara non costruisce dighe e non ha una coda esterna evidente.

Il porcellino d’India è un parente caviomorfo, ma è stato domesticato per migliaia di anni ed è molto più piccolo. Somiglianze del cranio e della dentatura aiutano a capire la parentela, nonostante la differenza enorme nelle dimensioni.

Domande frequenti sul capibara

Il capibara è un roditore? Sì, ed è il roditore vivente più grande del mondo.

Dove vive? In Sud America, soprattutto vicino a fiumi, laghi, paludi e praterie allagate.

Quanto pesa? Un capibara maggiore adulto può superare 60 chili; il capibara minore è molto più piccolo.

Cosa mangia? Principalmente erbe e piante acquatiche, con quantità minori di foglie, cortecce e frutti.

Sa nuotare? Sì. Ha dita parzialmente palmate e può restare sott’acqua per circa cinque minuti.

Vive da solo? Raramente: è una specie sociale che forma gruppi.

È aggressivo? Può difendersi, mordere e mostrare comportamenti territoriali, anche se spesso appare calmo.

È una specie in pericolo? Il capibara maggiore è classificato a rischio minimo, ma alcune popolazioni locali sono minacciate.

Si può tenere in casa? Non è un animale domestico e una casa normale non può soddisfare i suoi bisogni; bisogna inoltre verificare le norme applicabili.

Casi particolari

  • Con il nome capibara si indica normalmente Hydrochoerus hydrochaeris, ma esiste anche il capibara minore Hydrochoerus isthmius.
  • Le misure massime non descrivono tutti gli individui: peso e lunghezza cambiano con sesso, età e condizioni.
  • Il capibara è semiacquatico, non esclusivamente acquatico.
  • La coprofagia è un normale adattamento digestivo e non indica necessariamente malattia o carenza alimentare.
  • L’aspetto tranquillo non lo rende un animale domestico: può mordere e ha bisogni sociali e ambientali complessi.
  • La classificazione IUCN a rischio minimo non esclude declini locali dovuti a caccia e perdita di habitat.
  • Non va confuso con la nutria, che è più piccola e ha una lunga coda cilindrica.
  • Non costruisce dighe come il castoro.
  • Eventuale detenzione di esotici richiede verifica delle norme e del benessere presso autorità e veterinari competenti.

Verifica le informazioni

Fonti ufficiali e affidabili

01
Capibara: specie, dimensioni, dieta e comportamento

Natural History Museum di Londra

02
Scheda zoologica di Hydrochoerus hydrochaeris

Animal Diversity Web – University of Michigan

03
Capibara: habitat e comunicazione

San Diego Zoo

04
Capibara: adattamenti, alimentazione e minacce

WWF

05
Comportamento e riproduzione del capibara

Organizzazione delle Nazioni Unite per l’alimentazione e l’agricoltura – FAO

06
Capibara: vita semiacquatica e caratteristiche

Marwell Wildlife