Chi è Vittorio Sgarbi e perché è famoso

Vittorio Sgarbi è un critico e storico dell’arte, saggista, personaggio televisivo e politico italiano. La sua notorietà nasce dall’incrocio di attività diverse: studia e racconta dipinti, cura o promuove mostre, pubblica libri e interviene nel dibattito pubblico. Alla competenza artistica si è affiancata una presenza televisiva riconoscibile, spesso segnata da confronti polemici. Per capire chi sia, però, non basta ricordare le discussioni nei talk show: la sua biografia comprende un lungo percorso fra patrimonio culturale, istituzioni e amministrazioni locali.

La biografia del Ministero della Cultura documenta il suo lavoro nel mondo dell’arte e numerosi incarichi. È una pagina riferita al periodo in cui era sottosegretario, quindi va letta come documento storico, non come elenco automaticamente aggiornato delle cariche attuali. Al 1° ottobre 2026 Sgarbi ha 74 anni; non è più sottosegretario alla Cultura dal febbraio 2024. Le informazioni sul ricovero comunicato oggi sono trattate separatamente, senza trasformare notizie sanitarie in una diagnosi.

Il ricovero al Gemelli: le notizie del 1° ottobre 2026

Il 1° ottobre 2026 è stata diffusa la notizia del ricovero di Vittorio Sgarbi al Policlinico Gemelli di Roma. Nel lancio ripreso dal Tirreno, ITALPRESS riferisce che il ricovero è confermato dall’ospedale, precisando che, al momento della pubblicazione, non erano stati diffusi bollettini medici ufficiali. Questa è la distinzione essenziale: l’ammissione in ospedale è una notizia verificata; cause, terapie e prognosi richiedono informazioni ulteriori.

RaiNews riporta il ricovero in terapia intensiva e attribuisce la conferma a fonti sanitarie, mentre presenta con cautela le indicazioni sulla gravità. Non è corretto dedurre da questi resoconti una specifica patologia o collegare automaticamente il nuovo ricovero a problemi di salute precedenti. Questa scheda riporta ciò che le fonti consultate documentano il 1° ottobre, senza anticipare esiti o aggiornamenti non ancora verificati.

Età, nascita e formazione

Sgarbi è nato a Ferrara l’8 maggio 1952. Il dato è registrato anche negli archivi parlamentari e permette di calcolare l’età senza affidarsi a profili datati: ha compiuto 74 anni l’8 maggio 2026. Ferrara è il luogo di nascita, mentre Ro Ferrarese è uno dei luoghi centrali della storia familiare. Distinguere questi riferimenti evita di confondere l’anagrafe con la casa in cui si è formato il rapporto della famiglia con libri e opere d’arte.

Secondo la sua biografia ufficiale, si è laureato in Filosofia all’Università di Bologna e si è specializzato in Storia dell’arte. Ha lavorato nella Soprintendenza per i beni artistici e storici di Venezia e insegnato all’Università di Udine. È dunque entrato nella vita pubblica con una formazione umanistica e un’esperienza legata al patrimonio artistico, non soltanto come opinionista televisivo. Il lavoro di storico dell’arte precede la fama che gli hanno procurato i programmi generalisti.

Giuseppe, Rina ed Elisabetta: la famiglia e la casa di Ro

Il padre Giuseppe, chiamato anche Nino, e la madre Rina Cavallini erano farmacisti. La farmacia e la casa di famiglia a Ro Ferrarese sono diventate luoghi della memoria culturale dei Sgarbi. La Fondazione Elisabetta Sgarbi descrive fra i propri patrimoni la casa-museo e la farmacia storica Rina e Nino Sgarbi, che forma un insieme con l’abitazione privata. Non si tratta quindi soltanto di un indirizzo biografico, ma di un ambiente in cui convivono storia familiare, raccolte e iniziative culturali.

Elisabetta Sgarbi, sorella di Vittorio, è attiva nell’editoria, nel cinema e nell’organizzazione culturale. Alla sua fondazione fanno capo attività come la Milanesiana e progetti che mettono in relazione letteratura, musica, cinema e scienza. I due fratelli hanno percorsi distinti: non bisogna attribuire a Vittorio le attività dirette da Elisabetta, né presentare lei soltanto come una parente del critico. La storia di famiglia aiuta invece a comprendere la continuità fra collezionismo, libri, mostre e valorizzazione dei luoghi.

Che cosa fa Sgarbi come critico d’arte

Un critico d’arte interpreta le opere e propone valutazioni; uno storico dell’arte le studia nel loro contesto, attraverso confronti, documenti e bibliografia. Nel percorso di Sgarbi queste attività si intrecciano con la divulgazione. Il suo nome compare in saggi, cataloghi e progetti espositivi che riguardano sia grandi maestri sia autori meno noti al pubblico generalista. Il riconoscimento televisivo non esaurisce dunque il suo lavoro, ma ne costituisce uno dei canali di diffusione.

Il curriculum pubblicato dalla Regione Lombardia documenta anche incarichi presso fondazioni e istituzioni museali. Per leggere correttamente questi ruoli occorre distinguere lo studioso che propone un’interpretazione, il curatore responsabile di un’esposizione e il presidente di un ente. Un presidente non è necessariamente il direttore del museo e un’idea di mostra non equivale a una curatela svolta da solo. Queste differenze sono importanti proprio perché Sgarbi ha ricoperto più funzioni nel corso della carriera.

La televisione: da Sgarbi quotidiani ai talk show

Per molti spettatori Sgarbi è prima di tutto un volto televisivo. La ricostruzione biografica di ANSA del 2022 collega la prima affermazione alle partecipazioni al Maurizio Costanzo Show. Ricorda poi Sgarbi quotidiani, trasmesso su Canale 5 dal 1992 al 1999, e il ruolo di giurato nella Pupa e il Secchione. Il programma degli anni Novanta è un passaggio decisivo perché porta una figura proveniente dalla critica d’arte in un appuntamento rivolto a un pubblico molto più ampio.

Le apparizioni televisive hanno costruito un’immagine caratterizzata da interventi diretti, gestualità e scontri verbali. Questa dimensione rende immediatamente riconoscibile il personaggio, ma può lasciare sullo sfondo libri e mostre. Il contrasto fra il divulgatore che racconta un quadro e l’ospite che polemizza in studio spiega perché la sua notorietà raggiunga anche persone che non seguono abitualmente la storia dell’arte. È utile tenere separate le due attività, senza usare il successo mediatico come misura automatica del valore scientifico.

La carriera politica: cinque legislature alla Camera

La scheda storica della Camera dei deputati documenta un percorso parlamentare iniziato nel 1992. Sgarbi è stato deputato nelle legislature XI, XII, XIII, XIV e XVIII: una presenza lunga, ma non ininterrotta. Non è quindi corretto descriverlo come deputato senza interruzioni dal 1992 a oggi. Il ritorno nella XVIII legislatura appartiene a una fase successiva rispetto ai primi mandati degli anni Novanta e dei primi anni Duemila.

Ha ricoperto anche la presidenza della Commissione Cultura della Camera nella XII legislatura. Il suo percorso ha attraversato differenti collocazioni e iniziative politiche, con una lunga relazione con l’area del centrodestra e con Forza Italia. Per una biografia conta soprattutto distinguere i mandati elettivi dagli incarichi ricevuti in un governo o in un museo: sono responsabilità di natura diversa. Un seggio parlamentare, una sottosegreteria e una presidenza culturale non sono sinonimi e non hanno automaticamente le stesse date.

Gli incarichi di governo e l’esperienza europea

Sgarbi è stato sottosegretario ai Beni e alle Attività culturali nel governo Berlusconi del 2001-2002 ed è tornato a un incarico analogo nel governo Meloni. Per quest’ultimo mandato, la scheda istituzionale del Senato indica le date precise: dal 31 ottobre 2022 al 13 febbraio 2024. La presenza della scheda sul sito del Senato documenta il ruolo nel governo e non significa che Sgarbi sia stato eletto senatore.

È stato inoltre parlamentare europeo nella legislatura iniziata nel 1999, come risulta dagli archivi del Parlamento europeo. Il titolo di sottosegretario va distinto da quello di ministro: il sottosegretario affianca il ministro nell’attività del dicastero secondo le attribuzioni previste. Nel linguaggio corrente si tende a riunire queste esperienze sotto la parola politico, ma conoscere il tipo di incarico chiarisce quali istituzioni abbiano effettivamente ospitato la sua attività.

Le dimissioni del 2024 e il procedimento sulle incompatibilità

All’inizio di febbraio 2024 Sgarbi annunciò le dimissioni da sottosegretario; il mandato terminò formalmente il 13 febbraio. Il contesto comprendeva il procedimento dell’Autorità garante della concorrenza e del mercato sulle incompatibilità con la carica di governo. Nel Bollettino AGCM n. 5 del 2024, il provvedimento SI1364B accerta lo svolgimento di attività professionali di critico d’arte connesse alla carica in violazione della legge n. 215/2004. Per il diverso profilo relativo all’offerta di prodotti editoriali sul sito, l’Autorità dispone la chiusura per sopravvenuta cessazione della situazione di incompatibilità ipotizzata.

Questo episodio va descritto nei suoi termini amministrativi e istituzionali, senza confonderlo con una condanna penale. Il giudizio sulla compatibilità fra incarico pubblico e attività professionale non equivale all’accertamento di un reato. Allo stesso modo, le polemiche di un periodo non permettono di dare per conclusi procedimenti giudiziari differenti. In questa biografia l’episodio serve a spiegare la fine dell’incarico di governo, non a sostituire atti e decisioni con un generico elenco di accuse.

Sindaco e assessore: dalla Sicilia ad Arpino

L’attività politica di Sgarbi non si limita al Parlamento. La biografia istituzionale del Ministero ricorda le esperienze da sindaco a San Severino Marche, Salemi e Sutri. Sono amministrazioni in territori differenti, legate a fasi diverse della sua carriera. Nei primi anni Duemila e nelle esperienze successive la promozione culturale si affianca alle responsabilità amministrative: essere sindaco, però, significa occuparsi dell’insieme delle funzioni comunali e non soltanto di mostre o patrimonio artistico.

L’Assemblea regionale siciliana documenta l’incarico di assessore regionale ai Beni culturali e all’Identità siciliana dal 29 novembre 2017 al 9 aprile 2018. Più recentemente, il Comune di Arpino lo riporta nella propria amministrazione dopo l’elezione del 2023. Anche qui occorre distinguere l’assessorato regionale dalla guida di un Comune: non sono cariche sovrapponibili. Le pagine degli enti interessati sono il riferimento migliore per verificare la composizione aggiornata degli organi.

Il Mart di Rovereto: presidente, non direttore

Uno degli incarichi culturali più noti è la presidenza del Mart, il Museo di arte moderna e contemporanea di Trento e Rovereto. La pagina dello staff del museo, consultata per questa scheda, indica Vittorio Sgarbi come presidente e Micol Forti alla direzione. La precisazione evita un equivoco ricorrente: la presidenza riguarda la governance dell’ente, mentre la direzione e gli uffici museali hanno compiti distinti nell’attività scientifica, gestionale e organizzativa.

La storia del Mart permette anche di collocare Sgarbi in un’istituzione preesistente, non in un museo creato da lui. Il Mart conserva, studia e presenta un patrimonio legato soprattutto all’arte moderna e contemporanea e opera attraverso collezioni, archivi, esposizioni e attività educative. Quando un progetto nasce da un’idea del presidente, il lavoro coinvolge comunque curatori e professionalità del museo. Leggere i crediti delle mostre consente di attribuire correttamente le responsabilità e di non cancellare il contributo degli altri studiosi.

Caravaggio al Mart: il dialogo fra antico e contemporaneo

Un esempio del rapporto fra la ricerca artistica di Sgarbi e la programmazione museale è Caravaggio. Il contemporaneo. Il progetto del 2020-2021 ha portato al Mart il Seppellimento di santa Lucia e proposto un confronto con Alberto Burri e Pier Paolo Pasolini. Il punto di partenza non era raccontare l’arte come una successione chiusa di secoli, ma mostrare come immagini lontane nel tempo possano suscitare domande sul corpo, sulla materia e sulla sofferenza.

Il confronto non rende Caravaggio un artista del Novecento e non elimina le differenze storiche fra le opere: è una scelta interpretativa ed espositiva. Proprio questa distinzione aiuta a leggere il contributo del critico. La scheda del museo documenta inoltre l’evoluzione dell’allestimento e l’arrivo di altre opere. Un’esposizione ha date, prestiti e crediti specifici; ricordarne il titolo in una biografia non significa annunciare che sia tuttora visitabile. Per eventuali visite bisogna consultare il programma attuale del Mart.

Canova e Arte e fascismo: idee e curatele da distinguere

Il comunicato della mostra Canova tra innocenza e peccato indica un’idea di Vittorio Sgarbi e la curatela di Beatrice Avanzi e Denis Isaia. L’esposizione, organizzata nel 2021-2022, affrontava anche la fortuna di Canova e il rapporto fra scultura e altri linguaggi visivi. Il caso mostra bene come l’interesse di Sgarbi per un maestro possa diventare un progetto collettivo, con una ricerca e un allestimento affidati a professionalità differenti.

Per Arte e fascismo, nel 2024, l’Annual Report del Mart distingue ancora l’idea di Sgarbi dalla curatela di Beatrice Avanzi e Daniela Ferrari. Il tema era il rapporto fra produzione artistica e regime, non una semplice sequenza di capolavori isolati dal contesto. La distinzione dei crediti non è una formalità: permette di capire che cosa abbia proposto il presidente e chi abbia sviluppato il percorso scientifico. È un criterio utile per leggere tutte le mostre associate al suo nome.

Il Padiglione Italia alla Biennale di Venezia del 2011

Nel 2011 Sgarbi guidò il Padiglione Italia della 54ª Esposizione internazionale d’arte della Biennale di Venezia. Il progetto aveva il titolo L’arte non è cosa nostra e rientrava nelle iniziative legate ai 150 anni dell’Unità d’Italia. La presentazione conservata nell’archivio UnDo.Net descrive un criterio particolare: gli artisti venivano indicati anche da scrittori, registi e altre personalità chiamate a partecipare alla selezione. Era quindi un’impostazione diversa dall’affidare tutto a una sola scelta critica.

L’esperienza è importante nella carriera di Sgarbi perché lo colloca alla guida di un progetto espositivo nazionale dentro una manifestazione internazionale. Bisogna però evitare un’altra semplificazione: dirigere il Padiglione Italia non significa aver diretto l’intera Biennale. I padiglioni nazionali e l’esposizione internazionale hanno organizzazioni e responsabilità differenti. La scala ampia del progetto e il suo metodo di selezione contribuirono al dibattito critico dell’epoca, mostrando quanto le scelte curatoriali possano diventare anche una discussione pubblica sull’identità dell’arte italiana.

Il collezionismo e la Fondazione Cavallini Sgarbi

Accanto al lavoro su opere conservate nei musei, Sgarbi è conosciuto come collezionista. La Fondazione Cavallini Sgarbi dichiara fra i propri scopi la promozione della ricerca attraverso critica d’arte e collezionismo, con particolare attenzione alle opere dal Rinascimento al Novecento. Il suo statuto lega la valorizzazione del patrimonio a iniziative culturali e didattiche, collaborazioni con enti e creazione di luoghi espositivi. È una dimensione diversa dalla semplice raccolta privata di oggetti.

Una collezione può essere studiata, esposta e messa in relazione con altre raccolte, ma ciò non comporta che ogni opera sia sempre visibile o che tutte le sedi siano aperte senza prenotazione. La casa-museo, la farmacia storica e i progetti delle fondazioni vanno quindi consultati nei loro canali ufficiali. Nella biografia di Sgarbi il collezionismo è rilevante perché collega interessi personali, ricerca e mostre: non va confuso con il patrimonio dei musei pubblici presso i quali ha svolto incarichi.

I libri di Vittorio Sgarbi: premi e percorsi di lettura

L’albo d’oro della Fondazione Città del Libro registra la vittoria di Sgarbi al Premio Bancarella del 1990 con Davanti all’immagine, pubblicato da Rizzoli. È un riconoscimento utile per collocare la sua attività di scrittore prima della lunga stagione di Sgarbi quotidiani. I libri costituiscono una parte autonoma del suo lavoro: permettono di seguire argomentazioni, confronti fra immagini e riferimenti che un intervento televisivo breve non può sempre sviluppare.

La serie Il tesoro d’Italia, documentata nella biografia ministeriale, propone un percorso nella storia e nella geografia dell’arte italiana attraverso più volumi. Ai panorami generali si affiancano saggi dedicati a singoli maestri. Il catalogo editoriale della Nave di Teseo presenta, fra gli altri, Canova e la bella amata e richiama le pubblicazioni su Leonardo, Caravaggio e Raffaello. La scelta dipende dunque dall’interesse: un percorso ampio oppure un approfondimento su un artista.

Ecce Caravaggio: come un ritrovamento diventa un libro

Ecce Caravaggio. Da Roberto Longhi a oggi, pubblicato nel 2021, è un esempio concreto del legame fra dibattito storico-artistico e attività editoriale. La presentazione di Finestre sull’Arte descrive il volume a partire dall’Ecce Homo emerso a Madrid e dalle discussioni sulla sua attribuzione. Il libro riunisce contributi diversi e colloca il caso nella storia della riscoperta di Caravaggio, invece di limitarsi a una presentazione dei dipinti più celebri.

Per un lettore non specialista è un buon esempio di ciò che separa la divulgazione artistica da un semplice catalogo di immagini: un’opera pone problemi di provenienza, documentazione, confronto stilistico e interpretazione. Il giudizio di un critico entra in un confronto fra studiosi e non sostituisce da solo l’intero processo di ricerca. Anche quando un libro ha il nome di Sgarbi in copertina, è utile leggere i crediti dei contributi e distinguere le valutazioni dell’autore dai dati documentari riportati.

Sabrina Colle, i figli e la vita privata

Nella vita privata di Sgarbi è nota la lunga relazione con Sabrina Colle, attrice. Una ricostruzione del Corriere di Bologna del 2023 identifica i tre figli Carlo, Alba ed Evelina, nati da relazioni differenti. Sono informazioni di famiglia rese pubbliche, ma non autorizzano a dedurre la situazione attuale dei rapporti personali da una vecchia intervista. La biografia non ha bisogno di trasformare la loro vita in un elenco di indiscrezioni.

Anche Mediaset Infinity ha documentato la presentazione delle figlie Alba ed Evelina in televisione. Sabrina Colle non va quindi indicata come madre di tutti i figli, né automaticamente come moglie sulla base della durata della relazione. Per raccontare questa parte del profilo è sufficiente distinguere i legami familiari verificabili dalle dichiarazioni provocatorie o dai titoli di gossip. Non vengono riportati indirizzi privati, dati patrimoniali presunti o dettagli personali non necessari.

Le notizie sulla salute del 2025: un episodio distinto

Nel marzo 2025 Sgarbi era stato ricoverato al Gemelli. ANSA riportò allora la depressione di cui lo stesso critico aveva parlato pubblicamente. Quel resoconto appartiene a un episodio preciso e a una data diversa dal ricovero comunicato nell’ottobre 2026. Ricordarlo può aiutare a orientarsi fra articoli ripubblicati o notizie simili, ma non offre da solo una spiegazione medica degli eventi successivi.

Le informazioni sanitarie richiedono una cautela particolare anche quando riguardano un personaggio molto noto. Una dichiarazione personale, una conferma di ricovero e un bollettino clinico non sono la stessa fonte. Per questo la scheda distingue il racconto pubblico del 2025 dalla cronaca più recente e non formula diagnosi, ipotesi sulle cure o previsioni. Il suo profilo culturale e politico resta documentabile indipendentemente dalla disponibilità di dettagli sanitari, che devono essere pertinenti e correttamente attribuiti.

Le tappe principali in sintesi

La cronologia mette in fila alcuni snodi del percorso, separando il lavoro artistico dagli incarichi pubblici. Non è un elenco di tutte le attività né suggerisce che le cariche ricordate siano ancora in corso. Per i mandati conclusi si indicano i periodi documentati; per le informazioni recenti si riportano la data e la fonte consultata. È il modo più semplice per evitare che una biografia sommi titoli di epoche differenti come se fossero contemporanei.

Vittorio Sgarbi: cronologia essenziale della carrieraFonte: Sintesi redazionale da Camera dei deputati, Senato, ARS, biografia del Ministero della Cultura, albo d’oro del Bancarella e Mart; collegamenti nelle sezioni e nelle fonti.
PeriodoTappaCome leggerla
1952Nasce a Ferrara l’8 maggioHa 74 anni al 1° ottobre 2026.
1990Premio Bancarella con Davanti all’immagineRiconoscimento della sua attività di autore.
1992–1999Sgarbi quotidiani su Canale 5Una delle tappe principali della notorietà televisiva.
XI, XII, XIII, XIV, XVIII legislaturaDeputato alla CameraCinque legislature, non un mandato ininterrotto.
2011Guida il Padiglione Italia alla BiennaleNon dirige l’intera Biennale di Venezia.
2017–2018Assessore regionale in SiciliaBeni culturali e Identità siciliana.
2022–2024Sottosegretario alla CulturaMandato concluso il 13 febbraio 2024.
Al 1° ottobre 2026Presidente del Mart nella pagina dello staffLa direzione è una funzione distinta.
1° ottobre 2026Notizia del ricovero al GemelliDettagli clinici solo secondo le fonti attribuite.

La foto della scheda è uno scatto d’archivio del 2008, non una fotografia relativa al ricovero del 2026.

Domande frequenti su Vittorio Sgarbi

Quanti anni ha Vittorio Sgarbi? Ha 74 anni al 1° ottobre 2026: è nato l’8 maggio 1952 a Ferrara. L’età va sempre associata alla data di consultazione, mentre la data di nascita rimane il riferimento stabile.

È ancora sottosegretario alla Cultura? No. Il mandato nel governo Meloni è terminato il 13 febbraio 2024. È stato un incarico di governo, distinto dai mandati parlamentari e dalle responsabilità nei musei.

È il direttore del Mart? Nella pagina ufficiale dello staff è indicato come presidente; Micol Forti è alla direzione. I due ruoli non vanno confusi, così come una mostra ideata da Sgarbi può avere altri curatori.

Quali altri profili aiutano a orientarsi? Per il rapporto fra cultura e politica puoi leggere la scheda di Dario Franceschini; per un diverso percorso nella divulgazione storica, quella di Alessandro Barbero. Sono carriere differenti, non equivalenti: i collegamenti servono ad approfondire i rispettivi ambiti senza sovrapporre incarichi e competenze.

Da sapere

  • Non è più sottosegretario alla Cultura dal 13 febbraio 2024.
  • La presidenza del Mart non coincide con la direzione del museo.
  • La guida del Padiglione Italia 2011 non era la direzione dell’intera Biennale.
  • Il ricovero del marzo 2025 è distinto dalla notizia del 1° ottobre 2026.
  • La foto è uno scatto d’archivio del 2008, con licenza CC BY-SA 2.0.

Verifica le informazioni

Fonti ufficiali e affidabili

01
Biografia istituzionale e bibliografia

Ministero della Cultura

02
Formazione e percorso professionale

Vittorio Sgarbi, sito ufficiale

03
Mandati e attività parlamentare

Camera dei deputati

04
Date della sottosegreteria alla Cultura

Senato della Repubblica

05
Attività al Parlamento europeo

Parlamento europeo

06
Assessorato in Sicilia

Assemblea regionale siciliana

07
Amministrazione comunale

Comune di Arpino

08
Presidenza e direzione del Mart

Mart

09
Storia dell’istituzione museale

Mart

010
Caravaggio. Il contemporaneo

Mart

011
Canova: idea e curatela della mostra

Provincia autonoma di Trento / Mart

012
Arte e fascismo: crediti e programma

Mart, Annual Report 2024

013
Padiglione Italia 2011

UnDo.Net, archivio della presentazione

014
Scopi e attività della fondazione

Fondazione Cavallini Sgarbi

015
Casa-museo, farmacia e attività culturali

Fondazione Elisabetta Sgarbi

016
Curriculum e incarichi culturali

Regione Lombardia

017
Premio Bancarella 1990

Fondazione Città del Libro

018
Catalogo: Canova, libri e spettacoli

La nave di Teseo

019
Ecce Caravaggio: contenuti e contributi

Finestre sull’Arte

020
Televisione e biografia, 2022

ANSA

021
Incompatibilità: provvedimento SI1364B

AGCM, Bollettino n. 5/2024

022
Famiglia: Carlo, Alba, Evelina e Sabrina Colle

Corriere di Bologna, 20 marzo 2023

023
Presentazione delle figlie in televisione

Mediaset Infinity

024
Ricovero e dichiarazioni del marzo 2025

ANSA

025
Ricovero al Gemelli: conferma e assenza di bollettini

ITALPRESS / Il Tirreno, 1° ottobre 2026

026
Cronaca del ricovero in terapia intensiva

RaiNews, 1° ottobre 2026