Chi è Andrea Giuliacci e che cosa fa
Andrea Giuliacci è un meteorologo, climatologo e divulgatore scientifico italiano. Il pubblico lo conosce soprattutto per le previsioni del tempo sulle reti Mediaset, ma il suo lavoro comprende anche ricerca, insegnamento universitario e libri. La biografia di Meteo Expert lo presenta come un professionista che affianca alla meteorologia operativa la comunicazione dei fenomeni atmosferici e delle loro conseguenze sulla società.
Il suo profilo mette insieme tre attività differenti: spiegare il tempo dei prossimi giorni, studiare l’andamento del clima e rendere comprensibili questi argomenti a chi non ha una formazione specialistica. Le apparizioni televisive sono la parte più visibile; corsi, pubblicazioni e interventi pubblici permettono invece di ricostruire il percorso scientifico che sta dietro quel volto familiare.
Quanti anni ha e dove è nato
Giuliacci è nato a Roma il 19 marzo 1971 e ha trascorso gli anni della crescita a Milano, come racconta nella sua presentazione personale. Al 7 ottobre 2026 ha 55 anni. Il legame con il capoluogo lombardo attraversa la sua formazione universitaria e una parte importante della successiva attività professionale.
Roma è dunque il luogo di nascita, mentre Milano è centrale nel suo percorso di studi e di lavoro. La distinzione evita un equivoco frequente nelle biografie brevi, che possono far coincidere città d’origine, città in cui una persona è cresciuta e sede dell’attività. Nel suo caso questi passaggi restituiscono un itinerario più preciso.
Andrea e Mario Giuliacci: qual è il rapporto
Andrea è figlio di Mario Giuliacci, meteorologo noto per una lunga attività televisiva. La biografia di Mario sul suo sito meteorologico ne ricorda la formazione in Fisica e la carriera nell’Aeronautica, con la direzione del Centro meteorologico regionale di Milano-Linate. È al padre che si riferisce il titolo di colonnello, spesso associato al cognome Giuliacci.
Andrea e Mario non sono quindi due nomi della stessa persona, ma padre e figlio con percorsi professionali distinti. Il cognome comune e la presenza di entrambi nelle previsioni televisive possono generare confusione nelle ricerche online. Quando si parla degli studi su El Niño, delle lezioni di Fisica dell’atmosfera alla Bicocca o dei libri illustrati in questa scheda, il riferimento è Andrea.
La laurea in Fisica e il dottorato a Napoli
La formazione di Andrea Giuliacci parte dalla laurea in Fisica all’Università degli Studi di Milano. La tesi affronta il rapporto fra El Niño e il clima italiano. Successivamente consegue il dottorato in Scienze della Terra all’Università Federico II di Napoli, nell’ambito della meteorologia. Questi passaggi sono riportati nella biografia professionale di Meteo Expert.
Il percorso è rilevante per capire il suo lavoro: la meteorologia non consiste soltanto nell’osservare il cielo, ma utilizza misure, leggi fisiche e analisi dei dati. Studiare la Fisica offre gli strumenti per descrivere l’atmosfera; la ricerca di dottorato permette di approfondire un problema specifico. In Giuliacci il filo conduttore è il collegamento fra fenomeni climatici su vasta scala e condizioni osservate in Italia.
La ricerca sulle ondate di caldo e sul territorio napoletano
L’archivio delle tesi di dottorato conserva un suo lavoro dedicato alle ondate di caldo estivo in Italia, ai legami con ENSO e al campo termico della provincia di Napoli. La tesi è catalogata con l’anno 2009 anche nel repository fedOA della Federico II.
Il lavoro mette a confronto scale diverse: le temperature estive italiane, un fenomeno del Pacifico tropicale e le differenze termiche all’interno di un territorio specifico. La descrizione della ricerca comprende l’analisi delle estati fra il 1979 e il 2007 e campagne di rilevamento nel Napoletano. Non si tratta della previsione per una singola giornata, ma di un’indagine su serie di osservazioni, distribuzione del caldo e relazioni fra variabili climatiche.
Gli studi su El Niño e le pubblicazioni scientifiche
Una pubblicazione verificabile è The El Niño events: their classification and scale-invariance laws, firmata da Adriano Mazzarella e Andrea Giuliacci e apparsa nel 2009 su Annals of Geophysics. L’articolo analizza gli eventi di El Niño attraverso il Multivariate ENSO Index e una serie storica riferita al periodo 1950–2008.
Gli autori propongono una classificazione dell’intensità degli episodi e ne studiano alcune proprietà statistiche. È un esempio concreto della sua attività accademica: il punto non è associare automaticamente ogni evento italiano a El Niño, ma esaminare dati e possibili regolarità di un sistema complesso. La presenza di un articolo scientifico, con autori, rivista e identificativo DOI, consente di distinguere questa ricerca dai successivi testi divulgativi rivolti al grande pubblico.
Dal Centro Epson Meteo a Meteo Expert
La scheda dell’autore su Icona Clima colloca nel 1997 l’inizio del suo lavoro nel centro meteorologico oggi chiamato Meteo Expert, già Centro Epson Meteo. È una tappa che precede l’esordio televisivo e documenta l’attività professionale svolta all’interno di una struttura specializzata.
Il cambiamento del nome non va confuso con l’ingresso in un mestiere completamente diverso: nelle biografie i due nomi ricostruiscono la storia della stessa realtà professionale. La pagina di Icona Clima ricorda inoltre le collaborazioni con periodici e le pubblicazioni accademiche. Il suo lavoro si sviluppa quindi attraverso canali differenti, dai prodotti meteorologici alle spiegazioni scritte, con un pubblico che non coincide soltanto con quello dei telegiornali.
Le previsioni televisive sulle reti Mediaset
Dal febbraio 2002 Giuliacci cura previsioni del tempo in video per i telegiornali Mediaset, secondo la stessa presentazione professionale su Icona Clima. Un esempio dell’attività in collegamento è conservato su Mediaset Infinity: il 12 aprile 2024 interviene a Pomeriggio Cinque per illustrare il tempo atteso nel fine settimana.
Questi interventi hanno un obiettivo pratico: tradurre un quadro atmosferico in indicazioni comprensibili su piogge, temperature e cambiamenti imminenti. Il meteorologo deve selezionare le informazioni essenziali, tenere conto dell’area geografica e comunicarle nei tempi di una trasmissione. La familiarità del volto non sostituisce quindi il lavoro di analisi; ne rappresenta la conclusione visibile a chi guarda da casa.
Che cosa c’è dietro un bollettino meteo
La presentazione della divisione televisiva di Meteo Expert descrive studi di ripresa e sistemi di produzione e postproduzione digitale per le numerose edizioni delle previsioni Mediaset. È utile per capire che il bollettino non nasce come un intervento isolato: appartiene a un’organizzazione che prepara contenuti per televisione, radio e altri mezzi.
Nel percorso di un meteorologo televisivo, analisi e comunicazione si incontrano. Una mappa deve essere leggibile, le differenze territoriali devono emergere e il messaggio deve funzionare anche per chi ascolta soltanto una parte del servizio. Questa ricostruzione del contesto professionale aiuta a leggere il ruolo di Giuliacci oltre la semplice etichetta di presentatore del meteo, senza attribuirgli la produzione esclusiva di tutto ciò che realizza il centro.
La divulgazione su E-Planet: spiegare il caldo, non solo annunciarlo
Su Mediaset Infinity è disponibile anche una puntata della rubrica Che mondo fa, dedicata al caldo afoso e al caldo torrido, trasmessa il 14 luglio 2024 all’interno di E-Planet su Italia 1. È un esempio di comunicazione che parte da espressioni comuni per chiarire un fenomeno atmosferico.
Rispetto a una previsione giornaliera, una rubrica di questo tipo risponde a un’altra domanda: non soltanto che tempo farà, ma che cosa significano i termini utilizzati per descriverlo. Nel profilo di Giuliacci questa attività affianca i bollettini e i libri. Non implica che sia il conduttore unico del programma: la fonte documenta il suo contributo alla rubrica, una distinzione utile per attribuirgli il ruolo corretto.
L’insegnamento alla Milano-Bicocca nel 2026–2027
Il suo impegno universitario è documentato anche per l’anno accademico 2026–2027. La pagina del corso di Fisica dell’atmosfera dell’Università degli Studi di Milano-Bicocca riporta Andrea Giuliacci e Francesco Paolo Luigi Sudati fra i docenti. L’insegnamento vale 6 crediti formativi e prevede 50 ore, nel primo semestre di un percorso di laurea magistrale.
Il programma riguarda struttura e circolazione dell’atmosfera, dinamica e termodinamica, radiazione solare e terrestre, formazione delle nubi e lettura delle carte meteorologiche. Comprende inoltre temi climatici, adattamento e mitigazione. Questi contenuti mostrano il collegamento fra le basi fisiche della disciplina e le sue applicazioni. La qualifica di docente è verificabile nella scheda ufficiale; non occorre trasformarla in un diverso titolo accademico, come professore ordinario, per descrivere il suo incarico.
Perché le previsioni diventano meno certe nel tempo
In un’intervista pubblicata dall’ateneo nel marzo 2023, Giuliacci spiega il ruolo delle osservazioni e della capacità di calcolo nelle previsioni moderne. La meteorologia utilizza informazioni raccolte su vasta scala, comprese quelle satellitari: non può basarsi soltanto su ciò che accade sopra una singola città.
Nel suo racconto resta centrale anche l’incertezza, che aumenta quando ci si spinge più lontano nel tempo. Per chi segue le previsioni significa leggere gli aggiornamenti come parte del lavoro, non necessariamente come una contraddizione. Un’indicazione generale su una tendenza non ha lo stesso grado di dettaglio di una previsione ravvicinata per una zona precisa.
Acqua, piogge e cambiamento climatico nel suo lavoro divulgativo
Nella stessa intervista universitaria Giuliacci affronta la disponibilità d’acqua nel Mediterraneo. Il problema non riguarda soltanto quanta pioggia cade, ma anche come si distribuisce: precipitazioni concentrate e lunghi periodi asciutti pongono difficoltà diverse alla gestione del territorio. Il suo intervento lega quindi la discussione sul clima a questioni concrete, come accumulo e utilizzo della risorsa idrica.
È una prospettiva utile per comprendere perché un climatologo venga coinvolto anche in incontri pubblici su ambiente, infrastrutture e scelte collettive. Per approfondire le basi fisiche citate nelle spiegazioni meteorologiche sono disponibili le schede su come si formano le nuvole e sul motivo per cui esistono le stagioni.
L’incontro del 7 ottobre 2026 sulla transizione ecologica
Fra gli appuntamenti più recenti figura Laudato fu. Che fine ha fatto la transizione ecologica?, inserito dalla Milano-Bicocca nel programma del 7 ottobre 2026, dalle 17:30 alle 19. La presentazione annuncia Giuliacci come ospite chiamato a fare il punto sui cambiamenti climatici e sulle evidenze scientifiche che accompagnano il dibattito.
L’incontro è moderato dalla giornalista scientifica Chiara Albicocco e prevede anche il contributo di Marco Pezzoni e Pietro Lorenzo Maggioni, con prospettive sociali e teologiche. È un aggiornamento che documenta la continuità della sua attività pubblica nel 2026. L’indicazione riguarda il programma ufficiale dell’evento, non un resoconto delle dichiarazioni pronunciate: al momento della preparazione della scheda l’appuntamento è ancora previsto per il pomeriggio.
Climate Without Borders e il dialogo con altri divulgatori
La presentazione dell’autore sul sito Rizzoli lo indica come membro di Climate Without Borders, una rete internazionale di professionisti della comunicazione meteorologica impegnata nella diffusione di informazioni sui cambiamenti climatici. Il riferimento colloca il suo lavoro divulgativo in un contesto che supera il solo pubblico italiano.
Nella comunicazione televisiva il tempo atmosferico offre un punto di partenza vicino all’esperienza quotidiana; parlare di clima richiede invece di collegare le osservazioni a periodi e territori più ampi. È il terreno sul quale operano anche altri divulgatori italiani, fra cui Luca Mercalli. Il collegamento fra i due profili riguarda il campo d’interesse e l’attività di divulgazione, non implica una collaborazione professionale specifica.
Il clima: come cambia e perché
Fra i libri di Giuliacci, Il clima. Come cambia e perché, pubblicato da Alpha Test nell’edizione del 2023, è un volume di 248 pagine dedicato ai fenomeni atmosferici e climatici. Il catalogo dell’editore presenta un percorso che va dai cicloni ai monsoni, dai temporali alla siccità, fino al riscaldamento globale.
Il libro utilizza immagini, grafici e tabelle per accompagnare la spiegazione, insieme a riferimenti a eventi del passato. Nel suo percorso editoriale rappresenta un taglio ampio: non una raccolta di previsioni destinate a scadere, ma una guida ai meccanismi che aiutano a interpretarle. Per chi arriva alla scheda dal volto televisivo, è un esempio del passaggio dalla spiegazione breve alla trattazione più articolata della meteorologia.
Global Warming e la storia della ricerca sul clima
Un altro titolo è Global Warming, nella collana Gli Spilli di Alpha Test. L’editore indica la prima edizione nel 2009 e una lunghezza di 128 pagine. Il volume affronta la ricostruzione del clima, le cause del riscaldamento e lo sviluppo delle conoscenze scientifiche, includendo il percorso dagli studi di Arrhenius al lavoro dell’IPCC.
Questa impostazione aggiunge una dimensione storica alla divulgazione: non soltanto descrivere un problema ambientale, ma mostrare come si è arrivati a studiarlo. La pubblicazione appartiene a una fase precedente della sua bibliografia e va letta con la sua data, senza trattarla come un aggiornamento sui dati del 2026. Nel profilo dell’autore documenta un interesse per il cambiamento climatico coltivato da molti anni.
La meteorologia in mare: il manuale per la navigazione
Giuliacci è coautore, con Paolo Corazzon e Raffaello Bellofiore, di La meteorologia in mare. Guida completa per diportisti e regatanti. L’edizione Alpha Test del 2020 conta 288 pagine. La presentazione dell’editore mette al centro il rapporto fra atmosfera e mare, con particolare attenzione al Mediterraneo.
Il percorso unisce i parametri meteorologici e la dinamica atmosferica alla lettura delle informazioni utili per chi naviga. Comprende strumenti di bordo, fonti delle previsioni e interpretazione dei segnali del cielo e del mare. È un ambito più applicativo rispetto ai saggi sul clima: aiuta a comprendere perché le competenze di un meteorologo interessino anche attività in cui vento e condizioni marine incidono sulle decisioni. La firma condivisa riconosce il contributo degli altri autori.
Dal meteo dalla A alla Z alla pizza che non lievita
Nel catalogo Dedalo del 2017 compare Il meteo dalla A alla Z, pubblicato nel 2015 insieme a Lorenza Di Matteo. Il sottotitolo accosta clima, pittura rinascimentale e cucina: un’indicazione del modo in cui gli autori cercano collegamenti fra i fenomeni atmosferici e ambiti apparentemente lontani.
La collaborazione prosegue con La pizza non lievita? Tutta colpa del clima. Perché la nostra vita dipende dal meteo, uscito per Dedalo nel novembre 2024. Il libro usa domande quotidiane come ingresso a temi scientifici e al rapporto fra ambiente, comportamenti e storia. Il titolo non va interpretato come una regola universale sulla preparazione della pizza: è la chiave narrativa di un’opera divulgativa. Questi lavori mostrano una linea editoriale distinta dal manuale tecnico, costruita intorno a curiosità e connessioni fra discipline.
Nella peggiore delle ipotesi: gli scenari e le scelte
Nel 2023 Rizzoli pubblica Nella peggiore delle ipotesi, un saggio di 224 pagine in cui Giuliacci affronta le possibili conseguenze del cambiamento climatico. Il catalogo dell’editore richiama gli effetti su territori, agricoltura, salute, economia e organizzazione delle città, oltre alle azioni necessarie per limitarli.
Il titolo richiama uno scenario, non una previsione certa e identica per qualunque futuro. La distinzione è importante: ragionare sugli impatti possibili significa mettere in relazione ciò che può accadere con le scelte e le condizioni che lo favoriscono. Nel suo percorso il libro amplia così lo sguardo dalla descrizione dei fenomeni alle loro conseguenze sociali. È anche il motivo per cui un meteorologo può intervenire nel dibattito sulla transizione ecologica senza limitarsi al bollettino del giorno.
Il contributo ai libri di scuola
Un’attività meno visibile delle previsioni televisive è quella destinata alla scuola. Il catalogo Treccani Giunti TVP 2025–2026 presenta il suo contributo a Eden – Il nuovo GEO2030, un corso di geografia che integra temi ambientali ed educazione civica. Giuliacci cura pagine dedicate al clima e una rubrica intitolata Climatica-mente.
Il progetto comprende domande sul cambiamento climatico, sulla storia del clima e sulle relazioni con la storia umana. La sua partecipazione documenta quindi un lavoro rivolto anche a studenti e insegnanti, diverso sia dal corso universitario sia dai libri per adulti. Nel complesso, ricerca, lezioni, televisione ed editoria aiutano a comprendere perché il suo nome ricorra in contesti tanto diversi: cambia il pubblico, mentre rimane centrale la spiegazione dell’atmosfera e del clima.
Le tappe essenziali in sintesi
La tabella riunisce alcuni passaggi documentati del percorso di Andrea Giuliacci. Le date si riferiscono all’inizio di un’attività, all’edizione di un libro o a un appuntamento annunciato, a seconda della riga: non sono tutte date di assunzione o di conseguimento di un titolo. Il quadro è aggiornato al 7 ottobre 2026.
| Periodo | Tappa | Significato |
|---|---|---|
| 1997 | Centro Epson Meteo, oggi Meteo Expert | Inizio dell’attività nel centro meteorologico |
| Febbraio 2002 | Previsioni Mediaset | Inizio delle previsioni in video per i telegiornali |
| 2009 | Global Warming | Prima edizione indicata da Alpha Test |
| 2023 | Il clima; Nella peggiore delle ipotesi | Due libri dedicati a fenomeni e scenari climatici |
| 2026–2027 | Fisica dell’atmosfera alla Bicocca | Corso universitario da 6 CFU e 50 ore |
| 7 ottobre 2026 | Laudato fu, Milano-Bicocca | Partecipazione annunciata nell’agenda dell’ateneo |
Verifica le informazioni
Fonti ufficiali e affidabili
01Meteo Expert
Andrea Giuliacci
Icona Clima
MeteoGiuliacci
Archivio tesi di dottorato – deposito legale
Università Federico II – fedOA
Annals of Geophysics
Università degli Studi di Milano-Bicocca
Università degli Studi di Milano-Bicocca – Bnews
Università degli Studi di Milano-Bicocca
Meteo Expert
Mediaset Infinity
Mediaset Infinity – E-Planet
Rizzoli
Alpha Test
Alpha Test
Alpha Test
IBS
Edizioni Dedalo
IBS – catalogo Dedalo
Rizzoli
Treccani Giunti TVP – catalogo 2025–2026
