Che cosa sono le Tre Cime di Lavaredo

Le Tre Cime di Lavaredo sono tre torri rocciose affiancate nelle Dolomiti nord-orientali. I loro nomi sono Cima Grande, Cima Ovest e Cima Piccola; in tedesco il gruppo è chiamato Drei Zinnen. Le pareti settentrionali, quasi verticali, formano una delle immagini più riconoscibili delle Alpi.

Le tre vette principali di LavaredoFonte: Club Alpino Italiano, Fondazione Dolomiti UNESCO e Provincia autonoma di Bolzano. Quote generalmente adottate; piccole differenze possono dipendere dalle fonti cartografiche.
CimaQuotaPosizione nel profilo più noto
Cima Piccola2.857 mA est, più articolata e affiancata da torri minori
Cima Grande2.999 mAl centro, la più alta
Cima Ovest2.973 mA ovest, con una grande parete nord strapiombante

Guardando le pareti nord dal Rifugio Locatelli, la Cima Piccola appare a sinistra, la Grande al centro e la Ovest a destra.

Non si tratta di un’unica montagna con tre punte né di tre colline raggiungibili con una normale passeggiata. Sono cime distinte di dolomia, separate da forcelle e caratterizzate da pareti sulle quali sono state aperte vie importanti per la storia dell’alpinismo. Il percorso frequentato dai visitatori gira intorno al massiccio senza arrivare sulle vette.

Il gruppo fa parte del sistema delle Dolomiti Settentrionali incluso nel Patrimonio Mondiale UNESCO dal 2009. Il riconoscimento riguarda il valore paesaggistico, geologico e geomorfologico dell’insieme dolomitico, non soltanto una fotografia o un singolo punto panoramico.

Dove si trovano esattamente

Le Tre Cime sorgono nelle Dolomiti di Sesto, fra la provincia di Belluno in Veneto e la provincia autonoma di Bolzano in Alto Adige. La linea di cresta coincide in questo tratto con il confine amministrativo: a sud si trova il territorio di Auronzo di Cadore, a nord quello di Dobbiaco.

Il riferimento più vicino sul lato veneto è Misurina, frazione di Auronzo nota per il lago. Sul lato altoatesino i centri principali sono Dobbiaco e Sesto. Il Parco naturale Tre Cime si estende nei comuni di Dobbiaco, Sesto e San Candido e confina a sud con la provincia di Belluno.

È quindi incompleto dire che le Tre Cime si trovano soltanto in Veneto o soltanto in Alto Adige. Il massiccio è un luogo di confine e si può osservare da entrambi i versanti, attraverso accessi e itinerari differenti.

Qual è la cima più alta

La più alta è la Cima Grande, che raggiunge 2.999 metri. Manca un solo metro alla quota simbolica dei tremila, ma questa differenza non ne riduce l’importanza alpinistica: la parete nord è alta circa mezzo chilometro e presenta itinerari di grande difficoltà.

La Cima Ovest misura 2.973 metri ed è nota per la forma possente e per gli strapiombi del versante nord. La Cima Piccola arriva a 2.857 metri ed è affiancata da strutture secondarie come Punta di Frida e Cima Piccolissima, che rendono il profilo orientale più frastagliato.

Le quote non descrivono da sole la difficoltà. Una cima leggermente più bassa può richiedere passaggi tecnicamente più impegnativi. Per questo altezza, dislivello escursionistico e grado alpinistico non vanno confusi.

Come si sono formate

Le Tre Cime sono costituite prevalentemente da Dolomia Principale, roccia formatasi alla fine del Triassico in antichi ambienti marini poco profondi. I sedimenti si accumularono e si trasformarono in roccia molto prima del sollevamento delle Alpi.

La nascita del paesaggio attuale comprende più fasi: formazione delle rocce, deformazione e sollevamento della catena alpina, quindi erosione dovuta a ghiaccio, acqua, variazioni di temperatura e gravità. I grandi ghiacciai hanno scavato valli e isolato pareti, mentre frane e crolli continuano lentamente a modellare il massiccio.

Gli strati quasi orizzontali visibili sulle pareti sono una specie di archivio geologico. L’aspetto monumentale non significa immobilità: la Fondazione Dolomiti UNESCO ricorda che il paesaggio dolomitico è in continua evoluzione e che anche un crollo improvviso fa parte dei processi naturali.

Perché fanno parte del Patrimonio UNESCO

Le Dolomiti sono state iscritte nella Lista del Patrimonio Mondiale il 26 giugno 2009. Il sito è formato da nove sistemi montuosi distinti ma collegati dallo stesso eccezionale valore naturale. Le Tre Cime appartengono al sistema numero 5, le Dolomiti Settentrionali.

I criteri riconosciuti riguardano la bellezza paesaggistica e l’importanza geologica e geomorfologica. Torri, pareti, altopiani, guglie e vallate mostrano in modo straordinario la storia della Terra e l’azione dell’erosione sulle rocce carbonatiche.

UNESCO non significa parco divertimenti né accesso garantito in ogni stagione. Il riconoscimento comporta responsabilità di conservazione e gestione sostenibile. Regolare traffico, parcheggi e flussi turistici serve a proteggere un luogo fragile e a mantenere vivibili le valli circostanti.

Come arrivare dal versante di Auronzo e Misurina

L’accesso più diretto parte da Misurina. Una strada asfaltata sale dalla località Prati di Rimbianco fino ai parcheggi del Rifugio Auronzo, a circa 2.330 metri. È una strada di montagna a pagamento e il servizio dipende da stagione, meteo e condizioni della carreggiata.

Il Comune di Auronzo ha introdotto la prenotazione del parcheggio. Il biglietto è legato a una fascia di ingresso e vale fino a dodici ore, ma termina quando il veicolo esce. Campeggiare nei parcheggi è vietato; un camper può sostare secondo il titolo acquistato, ma la sosta non equivale a campeggio.

Raggiungere il Rifugio Auronzo in auto riduce il dislivello, non elimina i rischi della montagna. Nebbia, temporali, freddo e neve possono arrivare anche quando a valle il tempo è mite. Prima della partenza bisogna verificare apertura della strada, prenotazione, bollettino meteorologico e condizioni dei sentieri.

Come arrivare da Dobbiaco con la navetta

Dal versante altoatesino esiste un collegamento stagionale in autobus fra Dobbiaco e il Rifugio Auronzo. Per l’estate 2026 la Provincia autonoma di Bolzano ha previsto il servizio dal 31 maggio all’11 ottobre, con prenotazione online obbligatoria sia per l’andata sia per il ritorno.

Accessi principali alle Tre CimeFonte: Comune di Auronzo di Cadore e Provincia autonoma di Bolzano. Dati stagionali verificati il 23 settembre 2026.
AccessoPunto di arrivoChe cosa verificare
Strada da MisurinaParcheggi del Rifugio AuronzoApertura, prenotazione, tariffa e fascia oraria
Navetta da DobbiacoRifugio AuronzoCalendario stagionale e prenotazione di andata e ritorno
A piedi dalla Val FiscalinaRifugio Locatelli e versante nordLunghezza, dislivello, meteo e preparazione
A piedi da Val di LandroArea delle Tre CimeItinerario lungo, condizioni e capacità personali

L’accesso al Rifugio Auronzo non coincide con la salita alle vette. Le vie di cima sono itinerari alpinistici.

La navetta è un’alternativa alla strada a pedaggio e riduce la pressione del traffico. Calendario, fermate, tariffe e modalità possono cambiare ogni anno: non basta riutilizzare le informazioni di una stagione precedente, ma occorre consultare il portale ufficiale della zona Tre Cime.

Dobbiaco è collegata alla rete ferroviaria della Val Pusteria e può quindi essere una base utile per chi vuole limitare l’uso dell’auto. Nei giorni più frequentati bisogna prenotare con anticipo e lasciare tempo sufficiente fra il rientro dal sentiero e la corsa scelta.

Il giro classico a piedi

Il giro più conosciuto parte dal Rifugio Auronzo, segue il sentiero 101 verso la Cappella degli Alpini e il Rifugio Lavaredo, sale alla Forcella Lavaredo e raggiunge il Rifugio Locatelli. Da qui rientra sul versante occidentale passando per l’area della Langalm e la Forcella Col di Mezzo.

Le descrizioni escursionistiche indicano normalmente circa 9-10 chilometri, 350-450 metri di dislivello complessivo e 3-4 ore di cammino effettivo. Pause, affollamento, fondo bagnato e condizioni personali possono allungare molto il tempo. Una deviazione o una partenza dal fondovalle cambia completamente impegno e durata.

Il tratto fino alla Forcella Lavaredo permette già di vedere il passaggio dal lato meridionale alle celebri pareti nord. Proseguire fino al Locatelli e completare l’anello offre la visione più completa, ma non è obbligatorio: bisogna scegliere la distanza in base a meteo, allenamento e ore di luce.

È un’escursione facile?

Il giro classico è normalmente classificato come escursionistico, ma facile non significa privo di pericoli. Si cammina sopra i duemila metri, su sterrato e tratti irregolari, con salite, discese e possibile esposizione a sole, vento, grandine o temporali.

Servono calzature con buona aderenza, abbigliamento a strati, acqua, protezione solare e una carta o traccia affidabile. I tempi pubblicati sono indicativi. Bambini e persone poco allenate devono essere valutati in base alla reale abitudine al cammino, non soltanto all’età.

Dopo nevicate, con ghiaccio o in inverno il percorso può diventare un itinerario completamente diverso, soggetto anche a rischio valanghe. In queste condizioni sono necessarie competenze specifiche e, quando opportuno, una guida alpina.

Si può salire in cima a piedi?

No, non con un normale sentiero escursionistico. Le sommità delle Tre Cime si raggiungono attraverso vie alpinistiche di arrampicata, con difficoltà, esposizione e rischi che richiedono preparazione tecnica, attrezzatura e capacità di muoversi su roccia.

La Cima Grande fu salita per la prima volta nel 1869 da Paul Grohmann con le guide Franz Innerkofler e Peter Salcher. In seguito le pareti nord diventarono un laboratorio dell’alpinismo, con itinerari che segnarono l’evoluzione delle tecniche e delle difficoltà.

Un escursionista non deve seguire tracce verso una parete pensando che portino a un belvedere. Chi vuole affrontare una via deve studiarne relazione e condizioni, possedere esperienza adeguata o rivolgersi a una guida alpina. Il casco non trasforma una passeggiata in una salita sicura.

I rifugi intorno alle Tre Cime

Il Rifugio Auronzo è il punto di partenza più utilizzato sul lato sud ed è raggiunto dalla strada stagionale. Il Rifugio Lavaredo si trova poco più avanti, alla base del versante sud-orientale, prima della salita alla Forcella Lavaredo.

Il Rifugio Locatelli-Innerkofler sorge sul lato settentrionale, di fronte alla veduta classica delle tre pareti. È uno dei luoghi più fotografati dell’area e un nodo per gli itinerari che arrivano dalla Val Fiscalina. La Provincia di Bolzano ha approvato interventi per rinnovarne reti e servizi, in un’area che supera 160 mila visitatori annui.

Aperture, pernottamenti e ristorazione sono stagionali e dipendono anche dalle condizioni. Un rifugio non va dato per aperto e non sostituisce l’equipaggiamento personale: bisogna verificare direttamente disponibilità e servizi prima dell’escursione.

Quando andare

La stagione escursionistica ordinaria coincide in genere con l’estate e l’inizio dell’autunno, dopo lo scioglimento della neve e prima delle condizioni invernali. Giugno può conservare nevai; ottobre può portare gelo e prime nevicate. Le date non sono fisse e cambiano ogni anno.

Luglio e agosto offrono più servizi ma anche il maggiore affollamento. Partire presto può ridurre traffico e calore, ma richiede rispetto delle fasce prenotate e attenzione alle temperature mattutine. Nel pomeriggio i temporali possono svilupparsi rapidamente in montagna.

Alba e tramonto attirano fotografi, ma muoversi al buio richiede lampada frontale, orientamento e gestione accurata del rientro. La fotografia non giustifica uscire dai sentieri, entrare in aree chiuse o pernottare dove è vietato.

Tre Cime in inverno

In inverno la strada per il Rifugio Auronzo normalmente non funziona come accesso automobilistico estivo. Il paesaggio innevato può essere raggiunto attraverso itinerari lunghi con sci o racchette da neve, ma condizioni e pericoli non sono paragonabili al giro estivo.

Il rischio valanghe varia con neve, vento, temperatura e pendio. Una traccia già battuta non dimostra che il percorso sia sicuro. Occorrono bollettino valanghe, pianificazione, equipaggiamento e capacità di usarlo; chi non possiede esperienza dovrebbe affidarsi a professionisti.

Anche i rifugi possono essere chiusi o offrire soltanto locali invernali con servizi limitati. Prima di partire vanno controllati accessi, apertura, previsioni e ore di luce. Le immagini sui social non mostrano necessariamente la difficoltà reale del giorno in cui sono state scattate.

Il paesaggio visto da nord e da sud

Dal lato del Rifugio Auronzo si osservano soprattutto le pareti meridionali, più articolate e meno uniformemente verticali. Superata la Forcella Lavaredo, il profilo cambia e compaiono le grandi pareti nord che hanno reso il gruppo celebre nel mondo.

La veduta dal Rifugio Locatelli è quella più riprodotta: le tre torri si alzano sopra ghiaioni e prati, con i Laghi dei Piani nelle vicinanze. La luce modifica colori e profondità, producendo l’enrosadira nelle condizioni favorevoli di alba e tramonto.

Nessun unico punto di vista spiega tutto il massiccio. Percorrere l’anello permette di capire che le Tre Cime non sono una facciata isolata, ma parte di un sistema di forcelle, valloni, rifugi e montagne come Monte Paterno, Croda dei Toni e Cadini di Misurina.

Storia, confine e Prima guerra mondiale

Per secoli l’area ha segnato confini politici e culturali. La linea vicina alle Tre Cime separò territori legati alla Repubblica di Venezia e al mondo asburgico; dopo la Prima guerra mondiale divenne confine interno all’Italia tra Veneto e Alto Adige.

Durante il conflitto il vicino Monte Paterno e le Dolomiti di Sesto furono interessati dal fronte. Gallerie, postazioni e percorsi attrezzati ricordano quella presenza militare. Non tutti sono semplici sentieri: alcune vie ferrate richiedono attrezzatura, esperienza e condizioni adatte.

La doppia toponomastica italiana e tedesca — Tre Cime di Lavaredo e Drei Zinnen — racconta la posizione di confine. Usare entrambi i nomi non indica due luoghi diversi, ma la stessa montagna osservata da comunità linguistiche differenti.

Natura, fauna e regole di comportamento

Il Parco naturale Tre Cime copre 11.878 ettari ed è parte della rete europea Natura 2000. Protegge habitat rocciosi, ghiaioni, praterie alpine, boschi e specie adattate a condizioni severe. La grande frequentazione rende importanti anche i comportamenti individuali.

Bisogna restare sui percorsi, riportare a valle i rifiuti, non raccogliere piante o rocce e non disturbare gli animali. I rumori, l’avvicinamento per una fotografia e il cibo offerto alla fauna modificano comportamenti naturali anche quando non producono un danno immediatamente visibile.

Le regole su cani, droni, biciclette e attività specifiche devono essere verificate presso il parco e i comuni competenti. Il fatto che un oggetto sia venduto o che una pratica sia diffusa online non significa che sia consentita in ogni area protetta.

Affollamento e turismo responsabile

La Provincia di Bolzano stima oltre 160 mila visitatori ogni anno nel Parco naturale Tre Cime, con punte di circa duemila persone al giorno nei periodi più intensi. La prenotazione degli accessi non è quindi soltanto una questione organizzativa, ma uno strumento di gestione del territorio.

Usare navette, scegliere giornate meno affollate e rispettare gli orari riduce code e pressione sulle comunità locali. Anche fermarsi più giorni nella zona, invece di concentrare tutto in una visita rapida, può distribuire meglio spostamenti e ricadute economiche.

Turismo responsabile non significa rinunciare alla visita. Significa accettare che un sito naturale abbia limiti, prepararsi prima di arrivare e lasciare spazio a natura, residenti e altri escursionisti. Una prenotazione non conferisce il diritto di ignorare meteo o chiusure di sicurezza.

Che cosa vedere nei dintorni

Misurina offre il lago e la vista sui Cadini; Auronzo di Cadore si sviluppa lungo il lago di Santa Caterina. Sul versante altoatesino Dobbiaco, Sesto e San Candido permettono di esplorare la Val Pusteria e le Dolomiti di Sesto con trasporto pubblico e sentieri dal fondovalle.

Monte Piana unisce panorama e memoria della Grande Guerra. La Val Fiscalina conduce verso il cuore del parco con un accesso più graduale ma anche con itinerari più lunghi. Prato Piazza e il lago di Braies appartengono ad aree vicine soggette a proprie regolamentazioni del traffico.

Le distanze montane vanno valutate in tempo, non soltanto in chilometri. Inserire Tre Cime, Braies e più passi dolomitici nella stessa giornata può trasformare la visita in una sequenza di code. È meglio scegliere un’area e dedicarle tempo sufficiente.

Domande frequenti

In quale regione sono le Tre Cime? Sul confine tra Veneto e Alto Adige, fra i comuni di Auronzo di Cadore e Dobbiaco.

Quali sono i nomi delle tre cime? Cima Piccola, Cima Grande e Cima Ovest. La Grande è la più alta con 2.999 metri.

Si vedono senza fare tutto il giro? Sì. Dal Rifugio Auronzo si vedono le pareti sud; la Forcella Lavaredo offre l’accesso alla prospettiva settentrionale senza completare l’intero anello.

Il giro è adatto a tutti? È un’escursione, non una passeggiata urbana. Fondo, quota, dislivello, meteo e allenamento devono essere valutati per ogni persona.

Serve prenotare? Per il parcheggio del Rifugio Auronzo e per la navetta stagionale da Dobbiaco sono previste prenotazioni. Le modalità vanno controllate per la data scelta.

Si può dormire in camper nel parcheggio? Il regolamento vieta il campeggio. Le condizioni di sosta dei veicoli e l’eventuale prolungamento devono rispettare prenotazione e regole comunali.

Si può raggiungere la vetta camminando? No. Le vette richiedono vie alpinistiche e non sono la destinazione del normale giro escursionistico.

In sintesi

Le Tre Cime di Lavaredo sono Cima Piccola, Cima Grande e Cima Ovest, tre torri dolomitiche fra Veneto e Alto Adige. La Cima Grande raggiunge 2.999 metri. Il gruppo appartiene alle Dolomiti Settentrionali riconosciute dall’UNESCO.

L’accesso più diretto conduce al Rifugio Auronzo dalla zona di Misurina; dal versante altoatesino esistono la navetta stagionale da Dobbiaco e itinerari a piedi più lunghi. Parcheggio e navetta richiedono prenotazione secondo le regole della stagione.

Il giro classico passa alla base delle pareti e richiede preparazione escursionistica. Le cime vere e proprie sono terreno alpinistico. Verificare meteo, condizioni, trasporti e aperture è parte essenziale della visita.

Casi particolari

  • Le Tre Cime si trovano sul confine fra Veneto e Alto Adige: attribuirle a una sola regione è incompleto.
  • Il giro escursionistico non raggiunge le vette; le vie di cima sono alpinistiche.
  • Le date di apertura della strada, della navetta e dei rifugi dipendono da stagione e condizioni.
  • Una prenotazione del parcheggio non garantisce meteo favorevole né sicurezza del sentiero.
  • Le durate del giro sono indicative e non comprendono necessariamente soste, deviazioni o rallentamenti.
  • In inverno il percorso richiede valutazione valanghe e competenze differenti dall’escursione estiva.
  • Camper parcheggiato e campeggio non sono la stessa cosa: il regolamento vieta il campeggio nei piazzali.
  • UNESCO tutela il valore dell’intero sistema dolomitico e non rende libero o sempre disponibile ogni accesso.

Verifica le informazioni

Fonti ufficiali e affidabili

01
Localizzazione, superficie, tutela e Centro visite

Provincia autonoma di Bolzano - Parco naturale Tre Cime

02
Navetta da Dobbiaco e mobilità regolamentata nel 2026

Provincia autonoma di Bolzano

03
Regolamento della strada e del parcheggio Tre Cime

Comune di Auronzo di Cadore

04
Dolomiti Settentrionali e Tre Cime nel Patrimonio Mondiale

Fondazione Dolomiti UNESCO

05
Formazione ed evoluzione del paesaggio dolomitico

Fondazione Dolomiti UNESCO

06
Rifugio Locatelli, infrastrutture e numero di visitatori

Provincia autonoma di Bolzano

07
Quote e itinerario escursionistico attorno alle Tre Cime

Club Alpino Italiano - Sezione di Montecchio Maggiore

08
Fotografia CC BY-SA 3.0 delle Tre Cime

Tiia Monto / Wikimedia Commons