Che cos’è Spin Time Labs in parole semplici
Spin Time Labs è stata insieme un’occupazione abitativa e un grande spazio sociale e culturale nel centro di Roma. Non era quindi soltanto un centro sociale né soltanto un palazzo usato come casa: nello stesso edificio convivevano alloggi ricavati negli ex uffici, servizi di mutuo aiuto, associazioni, attività educative e iniziative artistiche.
Il progetto è nato nell’ottobre 2013, quando il movimento per il diritto all’abitare Action ha occupato l’ex sede dell’Inpdap. Dal 2014 gli spazi dei piani inferiori sono stati progressivamente aperti anche alla città con il nome Spin Time Labs, presentato dalla comunità come un laboratorio di rigenerazione urbana e welfare di prossimità.
Dove si trova e che edificio è
Lo stabile si trova in via di Santa Croce in Gerusalemme 55, nel rione Esquilino, non lontano dalla basilica di Santa Croce in Gerusalemme e da piazza Vittorio. È un edificio di dieci piani e circa 21.000 metri quadrati, dimensioni che hanno permesso di affiancare gli spazi abitativi a quelli destinati alle attività collettive.
In passato ospitava uffici dell’Inpdap, l’ente previdenziale dei dipendenti pubblici poi confluito nell’Inps. Secondo la ricostruzione pubblicata da Spin Time, gli uffici furono progressivamente lasciati dal 2003 e l’abbandono divenne definitivo nel 2010. Nel 2026 la società indicata come proprietaria dell’immobile era Investire Sgr.
Chi viveva nello Spin Time
Nel corso degli anni Spin Time ha dato alloggio a famiglie italiane e straniere in difficoltà abitativa. Il sito del progetto parla di oltre 150 nuclei familiari passati o presenti nell’esperienza; le cronache dell’estate 2026 indicavano circa 400 persone residenti prima dell’evacuazione.
I numeri possono cambiare a seconda della data e del criterio utilizzato: persone censite, residenti effettivi e nuclei familiari non sono la stessa cosa. Per questo è più corretto parlare di centinaia di abitanti e riportare la fonte e il momento a cui si riferisce ogni cifra.
Quali attività ospitava
Nei piani aperti alla città erano presenti un auditorium per teatro, concerti e incontri, un’osteria popolare, spazi per residenze artistiche, doposcuola, laboratori artigianali, sportelli sociali e iniziative di quartiere. Nel tempo sono nati anche un coworking, uno studio di registrazione e progetti editoriali e associativi.
Le attività non erano tutte gestite da un’unica organizzazione. Spin Time funzionava come una rete di abitanti, attivisti, associazioni e gruppi diversi, alcuni stabilmente presenti e altri coinvolti in singoli progetti. Programmi, orari e accessibilità potevano quindi cambiare nel tempo.
Perché non è corretto definirlo soltanto un centro sociale
La definizione di centro sociale descrive soltanto una parte dell’esperienza. La funzione primaria dello stabile era anche abitativa: nei piani superiori vivevano famiglie che avevano ricavato stanze, cucine e bagni comuni negli ex uffici. Nei piani inferiori si svolgevano invece attività culturali, educative e di assistenza.
Allo stesso tempo si trattava di un immobile occupato senza un regolare titolo di disponibilità. Il valore sociale rivendicato dalla comunità e riconosciuto da numerose realtà del territorio non eliminava il conflitto giuridico con la proprietà né le responsabilità pubbliche legate a sicurezza, abitazione e ordine pubblico.
Perché Spin Time è diventato conosciuto
Spin Time è diventato un caso nazionale perché ha unito in un unico luogo emergenza abitativa, mutualismo, cultura e rigenerazione di un edificio inutilizzato. La sua rete ha collaborato con scuole, associazioni, realtà religiose, artisti e movimenti cittadini, trasformando il palazzo in un punto di riferimento anche per persone che non vi abitavano.
La notorietà è cresciuta anche per le controversie sul mancato sgombero, sulla proprietà dell’edificio e sui tentativi di regolarizzare o acquisire lo stabile. Le valutazioni politiche sono molto diverse: per alcuni è un bene comune da preservare, per altri resta soprattutto un’occupazione illegittima da concludere.
Che cosa è successo con l’incendio del luglio 2026
Nella notte tra il 29 e il 30 luglio 2026 un principio d’incendio ha interessato il palazzo. Le persone presenti sono state evacuate e non sono stati segnalati feriti. Nelle ore successive lo stabile è stato posto sotto sequestro giudiziario e agli abitanti non è stato consentito di rientrare.
L’evacuazione ha aperto un’emergenza abitativa immediata: centinaia di persone sono rimaste all’esterno e per diversi giorni molte hanno dormito in strada davanti all’edificio. Il Comune, la proprietà, la Prefettura e i rappresentanti della comunità hanno avviato confronti per trovare sistemazioni temporanee e discutere il futuro del palazzo.
La trattativa tra Comune e proprietà
Roma Capitale ha proposto di acquistare l’immobile e aveva ipotizzato un accordo ponte per permettere un rientro graduale in attesa della cessione. Il 6 agosto la proposta non è stata accettata da Investire Sgr, che ha richiamato l’assenza delle condizioni di legalità e sicurezza per un utilizzo anche temporaneo, dichiarandosi comunque disponibile a proseguire il dialogo con le istituzioni.
Il 12 agosto la società ha annunciato un contributo di 500.000 euro destinato, tramite Roma Capitale, alle spese per soluzioni abitative temporanee, con attenzione alle fragilità e alla continuità scolastica. Nello stesso giorno il Campidoglio riferiva di avere trovato una sistemazione per circa 190 persone, mentre altre erano ancora al presidio.
Qual è la situazione aggiornata al 22 agosto 2026
Alla data di aggiornamento di questa scheda lo stabile di via di Santa Croce in Gerusalemme non risultava riaperto agli abitanti o alle attività. Le soluzioni abitative alternative predisposte dal Comune avevano ridotto il numero delle persone rimaste in strada, ma le fonti consultate non indicavano una soluzione definitiva per l’edificio e per la continuità del progetto.
Il 19 agosto gli attivisti hanno annunciato una manifestazione per il 19 settembre diretta verso la sede di Investire Sgr e una successiva assemblea. Poiché la vicenda è in evoluzione, per conoscere eventuali riaperture, trasferimenti o nuovi accordi bisogna controllare comunicazioni di Roma Capitale, autorità e canali ufficiali di Spin Time.
Si può visitare oggi Spin Time Labs?
No: dopo l’evacuazione e il sequestro del luglio 2026 non bisogna considerare l’edificio un luogo visitabile o aperto al pubblico. Le vecchie pagine che descrivono spettacoli, sportelli, coworking o assemblee raccontano il funzionamento precedente e possono non riflettere la situazione attuale.
Eventuali iniziative della comunità possono svolgersi in strada o in altri spazi. Prima di recarsi sul posto è necessario verificare gli aggiornamenti degli organizzatori e rispettare transenne, divieti e indicazioni delle autorità.
Domande frequenti su Spin Time
Spin Time e Spin Time Labs sono la stessa cosa? Sì: il primo è il nome abbreviato usato comunemente, mentre Spin Time Labs identifica il progetto abitativo, sociale e culturale.
Era una casa occupata o un centro culturale? Entrambe le cose: i piani superiori erano usati come abitazioni e quelli inferiori ospitavano servizi e attività aperte alla città.
Lo stabile è pubblico? Nel 2026 le cronache indicavano Investire Sgr come società proprietaria; il Comune aveva proposto di acquistarlo, ma l’accordo non era stato concluso.
Gli abitanti sono rientrati dopo l’incendio? No. Alla data del 22 agosto 2026 lo stabile risultava ancora non accessibile e gli ex residenti erano stati indirizzati verso sistemazioni temporanee.
Casi particolari
- Spin Time Labs è nato nel 2013 con l’occupazione dell’ex sede Inpdap di via di Santa Croce in Gerusalemme 55.
- Era contemporaneamente una comunità abitativa e uno spazio sociale e culturale.
- Le fonti del 2026 parlavano di circa 400 abitanti prima dell’evacuazione.
- Lo stabile ha dieci piani e una superficie di circa 21.000 metri quadrati.
- La proprietà indicata dalle cronache è Investire Sgr; il Comune aveva proposto di acquistare l’immobile.
- Un incendio nella notte tra il 29 e il 30 luglio 2026 ha portato all’evacuazione e al sequestro giudiziario.
- Il 12 agosto la proprietà ha annunciato 500.000 euro per contribuire alle sistemazioni temporanee.
- Al 22 agosto 2026 l’edificio non risultava riaperto agli abitanti o al pubblico.
- Il valore sociale attribuito al progetto non elimina il fatto che l’immobile fosse occupato senza titolo.
- Numeri e situazione possono cambiare rapidamente: gli aggiornamenti vanno verificati su fonti ufficiali.
Verifica le informazioni
Fonti ufficiali e affidabili
01Spin Time Labs
ANSA
ANSA
ANSA Lazio
ALI – Autonomie Locali Italiane