Perché Varenne è diventato una leggenda

Varenne non fu soltanto un cavallo molto vincente: portò il trotto fuori dalla cerchia degli appassionati e diventò un personaggio popolare anche tra chi seguiva poco l’ippica. La regolarità, la capacità di imporsi su piste e distanze diverse e le vittorie ottenute in più continenti gli valsero il soprannome “Il Capitano”.

Il suo bilancio agonistico fu eccezionale: 73 corse, 62 vittorie, sei secondi posti e due terzi posti. Al termine della carriera aveva guadagnato oltre sei milioni di euro in premi, una cifra record per un trottatore in quell’epoca.

Dove e quando nacque Varenne

Varenne nacque il 19 maggio 1995 nell’allevamento di Zenzalino, nel territorio di Copparo, in provincia di Ferrara. Era figlio dello stallone americano Waikiki Beach e della fattrice Ialmaz, il cui nome viene talvolta letto erroneamente come “Lalmaz”. Il nome Varenne fu ispirato a rue de Varenne, la strada parigina dove ha sede l’ambasciata italiana in Francia.

Da giovane non appariva necessariamente destinato a diventare un campione assoluto. La svolta arrivò con l’acquisto da parte di Enzo Giordano e con il lavoro del driver Giampaolo Minnucci e dell’allenatore finlandese Jori Turja, la squadra che accompagnò la parte decisiva della sua carriera.

Che cos’è una corsa al trotto

Nelle corse al trotto il cavallo non viene montato da un fantino: traina un leggero veicolo a due ruote chiamato sulky, sul quale siede il driver. Il cavallo deve procedere al trotto, un’andatura in cui si muovono insieme gli arti disposti in diagonale; passare al galoppo può comportare una penalità o la squalifica.

I tempi sono spesso espressi con la riduzione chilometrica, cioè il tempo medio impiegato per percorrere un chilometro. Questo permette di confrontare prestazioni ottenute su distanze differenti. Varenne seppe essere competitivo sia nelle prove brevi e velocissime sia nelle gare più lunghe e tattiche.

Le vittorie più importanti

Il primo successo che lo consacrò in Italia fu il Derby italiano del trotto del 1998. In seguito vinse per tre volte consecutive il Gran Premio Lotteria di Agnano, nel 2000, 2001 e 2002, e per due volte sia il Prix d’Amérique di Parigi sia l’Elitloppet di Stoccolma, nel 2001 e nel 2002.

Il 2001 fu l’anno simbolo della sua superiorità. Nella stessa stagione conquistò Prix d’Amérique, Lotteria ed Elitloppet, le tre grandi prove europee, e poi la Breeders Crown negli Stati Uniti. Vinse anche in Canada e stabilì prestazioni cronometriche che lo resero un riferimento internazionale.

Il rapporto con Giampaolo Minnucci

Il volto umano più strettamente legato a Varenne fu Giampaolo Minnucci, il driver che lo guidò nella maggior parte delle imprese più celebri. Nel trotto la sintonia tra cavallo e guidatore è essenziale: il driver deve gestire partenza, posizione, ritmo e momento dell’attacco senza spezzare l’andatura.

Minnucci descrisse spesso Varenne come un cavallo dotato non solo di grande forza atletica, ma anche di una straordinaria superiorità mentale. Il legame con il proprietario Enzo Giordano e con l’intera squadra contribuì a costruire una storia sportiva riconoscibile anche dal grande pubblico.

Quando si ritirò dalle corse

Varenne concluse la carriera agonistica il 28 settembre 2002 a Montréal, al termine di un tour mondiale. Aveva appena sette anni, ma aveva già vinto praticamente tutto ciò che contava nel trotto internazionale.

Dopo il ritiro iniziò una lunga attività da stallone. Generò più di duemila discendenti e diversi suoi figli vinsero a loro volta gare di primo piano, compreso il Derby italiano del trotto. La sua eredità, quindi, non rimase limitata ai risultati ottenuti in pista.

Dove visse dopo il ritiro

Dopo le corse Varenne fu ospitato in diversi allevamenti italiani. Trascorse molti anni all’allevamento Il Grifone di Vigone, poi si trasferì in provincia di Pavia. Nel marzo 2025 raggiunse l’allevamento LJ di Eboli, in provincia di Salerno, per vivere la pensione vicino alla famiglia del suo storico proprietario.

Aveva concluso anche l’attività riproduttiva ed era seguito quotidianamente dal personale dell’allevamento. Il 19 maggio 2026 aveva compiuto 31 anni, un’età molto avanzata per un cavallo.

Come è morto Varenne

La morte è stata annunciata il 18 agosto 2026 attraverso i canali social ufficiali di Varenne. Secondo la comunicazione, il cavallo si è spento durante la notte nell’allevamento LJ di Eboli; il veterinario ha indicato come causa un improvviso attacco cardiaco.

La notizia ha avuto immediata risonanza perché Varenne era rimasto un simbolo dell’ippica italiana anche molti anni dopo il ritiro. Aveva 31 anni ed era ancora ricordato dagli appassionati con il soprannome che ne aveva accompagnato le imprese: Il Capitano.

Qual è l’eredità di Varenne

Varenne rese familiare a milioni di italiani un mondo fatto di ippodromi, sulky, driver e riduzioni chilometriche. Dimostrò che un trottatore allevato in Italia poteva dominare le competizioni più importanti in Francia, Svezia e Nord America.

Nel 2010 entrò nella Living Horse Hall of Fame dell’Harness Racing Museum statunitense. Record, discendenti e memoria popolare spiegano perché la sua morte venga raccontata non soltanto come la scomparsa di un grande cavallo sportivo, ma come la fine di un’epoca del trotto.

Casi particolari

  • Varenne era un trottatore: correva trainando un sulky guidato da un driver, non con un fantino in sella.
  • Nacque il 19 maggio 1995 a Zenzalino di Copparo, in provincia di Ferrara.
  • Il suo record agonistico fu di 62 vittorie, sei secondi posti e due terzi posti in 73 corse.
  • Vinse due volte il Prix d’Amérique e l’Elitloppet e tre volte il Gran Premio Lotteria di Agnano.
  • Nel 2001 conquistò le tre grandi prove europee e la Breeders Crown negli Stati Uniti.
  • Si ritirò dalle corse il 28 settembre 2002 e proseguì la propria eredità come stallone.
  • È morto a Eboli nella notte tra il 17 e il 18 agosto 2026, a 31 anni, per un infarto fulminante.
  • Le fonti riportano cifre leggermente diverse sui premi: il dato più prudente è oltre sei milioni di euro.

Verifica le informazioni

Fonti ufficiali e affidabili

01
Addio a Varenne, morto a 31 anni per un infarto

SportMediaset

02
Varenne – Living Horse Hall of Fame

Harness Racing Museum & Hall of Fame

03
Varenne, 30th anniversary

Grande Ippica Italiana

04
La storia dell’ippica e le vittorie di Varenne

Ippodromi SNAI

05
Varenne, la star che brilla ancora

Provincia autonoma di Trento

06
Varenne: carriera, record e attività da stallone

Cavallo Magazine